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Maarten Janssen, 2014-
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Non si trova più un «fidanzato»
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
28
dicembre
1980
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[1]
È
chiaro
che
una
parola
isolata
è
un
puro
riferimento
e
che
solo
il
contesto
permette
di
vederne
il
valore
.
[2]
La
lingua
non
è
davvero
una
pura
terminologia
anche
se
di
termini
non
può
fare
a
meno
.
[3]
Se
io
dico
padre
senza
alcun
altro
riferimento
non
si
sa
se
alludo
a
chi
ha
generato
figli
o
ad
un
religioso
;
se
dico
cane
non
si
sa
se
mi
riferisco
all’
animale
amico
dell'
uomo
o
ad
una
parte
del
fucile
;
se
dico
gamba
non
si
sa
se
intendo
parlare
di
un
arto
o
di
una
parte
del
tavolo
.
[4]
Ci
sono
,
però
,
altre
osservazioni
da
fare
.
[5]
Le
parole
tecniche
sono
le
più
precise
,
le
meno
equivoche
.
[6]
Quando
si
parla
di
neutrone
,
chi
sa
la
fisica
capisce
subito
che
si
allude
alla
particella
pesante
priva
di
carica
elettrica
,
di
un
ben
preciso
peso
atomico
,
che
entra
nella
costituzione
di
nuclei
atomici
.
[7]
Se
pronuncio
la
parola
casa
,
il
suo
significato
è
così
ampio
da
non
esprimere
,
in
pratica
,
nulla
.
[8]
Pensiamo
a
quante
volte
è
pronunciata
,
nella
lingua
comune
,
neutrone
e
quante
volte
diciamo
casa
.
[9]
La
prima
può
non
essere
compresa
dai
non
addetti
ai
lavori
e
non
ammette
equivoci
;
la
seconda
è
capita
da
tutti
ma
non
dice
niente
,
così
come
poco
dice
il
verbo
tuttofare
cosare
al
quale
ha
dato
origine
,
definito
dal
Tommaseo
verbo
«
di
senso
indeterminato
che
nel
dialetto
toscano
e
romano
usasi
volgarmente
quando
non
viene
alla
lingua
il
verbo
proprio
dell'
azione
che
intendesi
denotare
»
.
[10]
Vediamo
,
così
,
chiaramente
che
una
parola
,
quanto
meno
è
usata
,
tanto
più
mantiene
il
suo
significato
.
[11]
I
fatti
che
abbiamo
fin
qui
esposto
si
trovano
in
tutte
le
lingue
ma
la
loro
distribuzione
è
diversa
.
[12]
Quando
si
dice
tempo
ci
si
può
riferire
o
alla
successione
illimitata
degli
istanti
che
caratterizza
la
vita
e
la
storia
o
a
fenomeni
atmosferici
o
ad
una
proprietà
della
musica
.
[13]
Come
è
noto
,
non
è
così
per
il
tedesco
che
dice
,
nel
primo
caso
,
Zeit
,
nel
secondo
Wetter
,
nel
terzo
Tempo
(
con
un
prestito
che
conferma
l'
importanza
della
civiltà
musicale
italiana
)
ed
altrettanto
avviene
in
inglese
che
ha
tre
parole
time
,
weather
e
tempo
.
[14]
Del
resto
,
perfino
nelle
lingue
di
cultura
più
affine
sorgono
delle
difficoltà
nel
rendere
concetti
anche
molto
comuni
.
[15]
Il
francese
traduce
il
titolo
del
romanzo
I
Promessi
Sposi
con
Les
fia
ncés
e
davvero
in
italiano
ci
troveremmo
in
imbarazzo
se
sentissimo
dire
che
Alessandro
Manzoni
ha
scritto
I
fi
danzati
.
[16]
Ma
poiché
vi
è
una
sorta
di
traduzione
stilistica
anche
all'
interno
di
una
stessa
lingua
,
ci
potremmo
chiedere
perché
il
Manzoni
non
abbia
posto
come
titolo
I
fi
danzati
in
luogo
di
I
Promessi
Sposi
.
[17]
Ebbene
,
anche
se
fi
danza
t
o
in
italiano
esiste
almeno
fin
dal
'
500
(
e
mi
riferisco
al
passo
della
traduzione
di
Tacito
fatta
dal
Davanzati
,
«
Arminio
gli
aveva
rapito
la
figliola
fidanzata
a
un
altro
»
)
e
per
quanto
lo
stesso
Manzoni
scrivesse
in
un
famoso
passo
del
coro
dell'
Adelchi
:
orbate
/
spose
dal
brando
,
e
vergini
/
i
ndarno
fi
danzate
,
nell'
Ottocento
pro
messo
sposo
e
promes
sa
sposa
sono
le
espressioni
correnti
mentre
sia
il
Tommaseo
sia
il
Petrocchi
dicono
che
fi
danza
to
e
fi
danzata
non
sono
voci
popolari
.
Il
fatto
stesso
che
il
Manzoni
abbia
usato
f
idanzato
in
poesia
(
sia
pure
come
partipico
)
e
promessi
sposi
in
prosa
ne
è
una
testimonianza
.
In
Toscana
erano
(
e
in
qualche
caso
sono
)
anche
in
uso
damo
e
dama
che
compaiono
perfino
in
canti
popolari
(
«
E
lo
mio
damo
che
si
chiama
Nanni
.
.
.
S'
egli
è
nato
per
me
il
ciel
lo
mandi
»
)
ma
le
due
voci
sono
indicate
addirittura
come
volgari
dal
Petrocchi
.
Io
le
considererei
piuttosto
popolari
e
contadinesche
.
[18]
Fidanzato
e
fidanzata
,
almeno
nei
primi
quarant'
anni
del
nostro
secolo
,
specialmente
nelle
famiglie
borghesi
,
furono
parole
usitatissime
e
nessuno
avrebbe
detto
,
se
non
in
una
occasione
aulica
,
pr
omesso
sposo
o
promessa
sposa
.
[19]
È
vero
che
le
occasioni
auliche
in
quei
tempi
non
mancavano
ma
anche
qui
occorre
tener
conto
delle
circostanze
e
dei
registri
della
parola
e
della
frase
.
[20]
Che
ne
è
oggi
di
fidanzato
e
di
fidanzata
?
[21]
Basta
vivere
in
questo
mondo
per
rispondere
che
le
due
parole
,
così
gioiosamente
usate
in
tempi
non
troppo
remoti
,
sono
in
grave
e
,
quasi
si
direbbe
,
irreparabile
decadenza
.
[22]
Oggi
si
parla
di
ragazzo
e
di
ragazza
,
in
corrispondenza
con
una
libertà
che
esclude
,
nella
maggioranza
dei
casi
,
ogni
forma
di
ufficialità
.
[23]
Del
resto
è
in
declino
perfino
il
matrimonio
;
figuriamoci
il
fidanzamento
.
[24]
Tristano
Bolelli
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