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In un recente articolo di questa rubrica, facevo notare che gli aggettivi derivati da nomi di autori hanno per lo più una sola forma, siano essi del tipo dantesco o del tipo alfieriano, accettuando il caso del Boccaccio che di aggettivi ne ha due: boccacciano e boccaccesco. Ho tralasciato, peraltro, il caso di un autore ben noto ed importante che di aggettivi ne ha tre: Niccolò Machiavelli al quale si riferiscono sia machiavellico, sia machiavelliano sia machiavellesco.
Dei tre il più ampiamente usato e in arco di accezioni più vasto è il primo che, pur potendo significare «che appartiene o si riferisce a Niccolò Machiavelli» in un senso, per così dire, neutro, si tinge, però, subito del valore di «astuto, scaltro, spregiudicato», inerente al sostantivo machiavellismo, con cui si indica il comportamento morale e politico ispirato al «Principe» di Machiavelli dove si teorizza la prassi di chi, governando, cerca di raggiungere i suoi fini prescindendo da ogni remora di carattere morale.
Questo sostantivo compare per la prima volta, a quanto sembra, non in italiano, dove è attestato ai primi dell’Ottocento, ma in Francia dove machiavélisme compare fin dal 1611. In Cesare Balbo machiavellismo figura col significato negativo che l’accompagnò fin da allora e tuttora l’accompagna.
Certo, Niccolò Machiavelli ebbe il torto di teorizzare alcuni scomodi principi e le sue posizioni furono combattute e vituperate anche da chi tali principi abbondantemente praticava. Anche l’aggettivo machiavelliano, che parrebbe aderire al concetto «proprio di Machiavelli pertinente a Machiavelli» passa subito al valore di «che interpreta e teorizza la dottrina di Machiavelli», alludendo a qualche cosa che nella politica pone l’utilità al di sopra della morale.
Anche di machiavelliano, aggettivo attestato in italiano solo a partire dal secolo scorso, vi sono precedenti stranieri: in inglese machiavelian è attestato fin dal 1568 e cioè circa quarant’anni dopo la morte del grande Niccolò, prova ulteriore che la critica delle dottrine di Machiavelli ebbe un’eco immediata all’estero.
Il terzo aggettivo, machiavellesco, è ancora più scopertamente negativo perché è formato con quel suffisso -esco, di cui è superfluo mettere ancora in luce il significato non positivo. Il Tommaseo, del resto, nel suo Dizionario dice apertamente che machiavellesco è più «dispregiativo e biasimevole che machiavellico».
L’ampia famiglia di voci risalenti al nome di Machiavelli non finisce qui: alcune sono parole occasionali che si spiegano con l’ampia disponibilità di ricchezza dei suffissi italiani. Così è di machiavelliero, usato e forse creato dall’Alfieri col significato di «machiavellico», col valore di «che tende ad essere astuto e sleale»; di machiavellaggine «atteggiamento che si ispiera ai modi machiavelleschi» che troviamo in Carducci; di machiavellare «comportarsi in modo machiavellico», che compare nel Monti e ricompare in Gadda; di machiavellegiare «praticare l’inganno», che figura in Giuseppe Mazzini.
Ma sarà qui il caso di notare che in tialiano, come risulta dal Grande Dizionario di Battaglia, di questa famiglia la voce più antica è machiavellista (o machiavelista), attestato per la prima volta in un autore poco noto, Paolo Mini che scrisse una «Difesa della città di Firenze e dei Fiorentini contra le calunnie e le maledicienze (sic) dei maligni», pubblicata a Lione nel 1576.
La parola è presente anche in Tommaso Campanella, il celebre autore della «Città del Sole», vissuto fra il 1568 e il 1639 che ha anche l’avverbio machiavellescamente. È interessante notare che se machiavélisme compare, come si è detto, in francese fin dal 1611, machiavelista figura in un’opera italiana pubblicata a Lione nel 1578 e che Tommaso Campanella passò gli ultimi anni della sua vita a Parigi.
Ma in almeno due sostantivi vediamo che il noma di Machiavelli riuscì a penetrare nel linguaggio popolare: machiavellica, che significa «trucco», «espediente non onesto», usato dal Faldella e notato come voce popolare dal Panzini che ricorda, con lo stesso valore, il più noto machiavello «stratagemma astuto e spregiudicato» ed anche «trovata geniale». E che Machiavelli sia stato spregiudicato e geniale nessuno davvero potrà mai mettere in dubbio.
Tristano Bolelli
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