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Si è fatto, purtroppo, un gran parlare, negli ultimi tempi, di sismo e di sisma e mi meraviglio che le molte persone che mi scrivono non mi abbiano ancora chiesto quale delle due forme sia quella corretta.
Prendiamo le cose un po' alla larga. La voce indicata come legittimamente italiana per designare, alla fine del secolo scorso, uno che sa più lingue era poliglotto, come è indicato nel Dizionario del Tommaseo e nel Vocabolario del Petrocchi. Oggi tutti i vocabolari danno, come parola d'uso, poliglotta a cui si fa rinvio dalla voce poliglotto. In realtà, il greco ha polýglottos « dalle molte lingue » e perciò la forma in -o sarebbe la più legittima, anche se non è più in uso.
Esistono anche casi simili come, per esempio, autodidatta che ha avuto accanto a sé, sia pure per breve tempo, un autodidatto, presente nel « Dizionario universale di scienze, lettere ed arti » di M. Lessona e C.A. Valle, pubblicato a Milano nel 1875. Il modello remoto è autodídaktos, il quale legittima l'autodidatto del Lessona, ma la voce ci viene attraverso la mediazione del francese autodidacte realizzandosi con una forma con -a.
Si noti che né il Tommaseo né il Petrocchi registrano questa voce ed il Petrocchi è in ritardo perché, se il Tommaseo è del 1865, il Petrocchi è del 1887.
Ma torniamo al nostro sisma o sismo. Anche queste due voci sono assenti non solo nel Tommaseo e nel Petrocchi ma addirittura nel Panzini. In realtà, si usò prima sìsmico, sismògrafo, sismologìa, sismòlogo che sismo o sisma che entrano in circolazione, come voce parallela a terremoto, di antica ascendenza (già c'è nel Trecento, anche con la forma tremuoto, presente in Dante) solo in tempi recenti. Del resto, noterò di sfuggita che anche il francese séisme non figura ancora nella nona edizione del « Dictionnaire général » di Hatzfeld. Darmesteter e Thomas, pubblicata nel 1932 mentre altri vocabolari (per esempio quello etimologico di Bloch e Wartburg) riferiscono la voce alla fine dell'Ottocento.
Proprio nell'attestazione tarda della parola, evidente coniazione scientifica che ha avuto fortuna anche per la sua brevità di fronte a terremoto, così come è accaduto in francese per séisme di fronte al sesquipedale tremblement de terre, si spiega il doppio uso di sismo e di sisma. Si tratta di voci che ancora ondeggiano e che hanno tutte e due una ragione. Il greco ha, infatti, sia seismós che seîsma: il primo attestato in data più recente, in periodo ellenistico, l'altro in periodo più antico, perché si trova già in Erodoto, Sofocle, Aristofane. Già dal secolo VI dopo Cristo è attestato sisma, con grafia corrispondente alla pronuncia in età tarda.
E allora, si chiederà il lettore, si deve dire sismo o sisma? Lo deluderemo: non ci sono elementi in favore dell'uno o dell`altro. Sismo può vantare un'origine più antica, ma sisma mi pare più ampiamente diffuse. Se poi si chiedesse che cosa uso io, ebbene, dirò che personalmente uso sisma al quale giova indubbiamente la presenza di altre voci in -a come cataclisma, scisma e simili.
Tristano Bolelli
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