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Sisma e sismo

Language columnLa lingua che parliamo
AuthorTristano Bolelli
Date 25 gennaio 1981


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Si è fatto, purtroppo, un gran parlare, negli ultimi tempi, di sismo e di sisma e mi meraviglio che le molte persone che mi scrivono non mi abbiano ancora chiesto quale delle due forme sia quella corretta.
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Prendiamo le cose un po' alla larga.
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La voce indicata come legittimamente italiana per designare, alla fine del secolo scorso, uno che sa più lingue era poliglotto, come è indicato nel Dizionario del Tommaseo e nel Vocabolario del Petrocchi.
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Oggi tutti i vocabolari danno, come parola d'uso, poliglotta a cui si fa rinvio dalla voce poliglotto.
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In realtà, il greco ha polýglottos « dalle molte lingue » e perciò la forma in -o sarebbe la più legittima, anche se non è più in uso.
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Esistono anche casi simili come, per esempio, autodidatta che ha avuto accanto a , sia pure per breve tempo, un autodidatto, presente nel « Dizionario universale di scienze, lettere ed arti » di M.
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Lessona e C.
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A.
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Valle, pubblicato a Milano nel 1875.
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Il modello remoto è autodídaktos, il quale legittima l'autodidatto del Lessona, ma la voce ci viene attraverso la mediazione del francese autodidacte realizzandosi con una forma con -a.
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Si noti che il Tommaseo il Petrocchi registrano questa voce ed il Petrocchi è in ritardo perché, se il Tommaseo è del 1865, il Petrocchi è del 1887.
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Ma torniamo al nostro sisma o sismo.
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Anche queste due voci sono assenti non solo nel Tommaseo e nel Petrocchi ma addirittura nel Panzini.
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In realtà, si usò prima smico, sismògrafo, sismologìa, sismòlogo che sismo o sisma che entrano in circolazione, come voce parallela a terremoto, di antica ascendenza (già c'è nel Trecento, anche con la forma tremuoto, presente in Dante) solo in tempi recenti.
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Del resto, noterò di sfuggita che anche il francese séisme non figura ancora nella nona edizione del « Dictionnaire général » di Hatzfeld.
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Darmesteter e Thomas, pubblicata nel 1932 mentre altri vocabolari (per esempio quello etimologico di Bloch e Wartburg) riferiscono la voce alla fine dell'Ottocento.
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Proprio nell'attestazione tarda della parola, evidente coniazione scientifica che ha avuto fortuna anche per la sua brevità di fronte a terremoto, così come è accaduto in francese per séisme di fronte al sesquipedale tremblement de terre, si spiega il doppio uso di sismo e di sisma.
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Si tratta di voci che ancora ondeggiano e che hanno tutte e due una ragione.
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Il greco ha, infatti, sia seismós che seîsma: il primo attestato in data più recente, in periodo ellenistico, l'altro in periodo più antico, perché si trova già in Erodoto, Sofocle, Aristofane.
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Già dal secolo VI dopo Cristo è attestato sisma, con grafia corrispondente alla pronuncia in età tarda.
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E allora, si chiederà il lettore, si deve dire sismo o sisma?
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Lo deluderemo: non ci sono elementi in favore dell'uno o dell`altro.
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Sismo può vantare un'origine più antica, ma sisma mi pare più ampiamente diffuse.
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Se poi si chiedesse che cosa uso io, ebbene, dirò che personalmente uso sisma al quale giova indubbiamente la presenza di altre voci in -a come cataclisma, scisma e simili.
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Tristano Bolelli

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