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Maarten Janssen, 2014-
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VOCABOLI TRADITORI
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
23
ottobre
1985
more header data
[1]
Che
figure
,
con
i
falsi
amici
[2]
Nello
sfogliare
la
seconda
edizione
del
Dizionario
francese
italiano
e
italiano
francese
di
Raul
Boch
pubblicato
da
Zingarelli
e
il
volumetto
di
accompagnamento
,
viene
naturale
di
porsi
qualche
domanda
sui
cosiddetti
falsi
amici
,
sulle
parole
,
cioè
,
che
hanno
forma
simile
nelle
due
lingue
ma
significati
molto
diversi
.
[3]
Molti
italiani
,
si
sa
,
credono
di
sapere
il
francese
ma
gli
spropositi
che
fanno
smentiscono
tale
persuasione
.
[4]
Valga
per
tutte
la
storiella
di
quel
ministro
che
,
recandosi
in
vagone-letto
a
Parigi
col
segretario
,
disse
che
sarebbe
stato
bene
fare
qualche
esercizio
prima
di
arrivare
a
destinazione
.
[5]
Così
quando
,
la
mattina
dopo
,
il
segretario
andò
a
bussare
al
suo
scompartimento
,
lo
accolse
con
un
tonante
:
Qui
busse
?
[6]
Al
che
il
segretario
rispose
:
Je
.
[7]
E
il
ministro
,
di
rimando
:
Avant
!
[8]
Ma
non
è
di
ciò
che
si
vuole
qui
parlare
.
[9]
Il
verbo
busser
non
esiste
in
francese
e
la
costruzione
di
qui
non
è
certo
irreprensibile
.
[10]
Je
è
,
in
questo
caso
,
uno
sproposito
.
[11]
Avant
!
per
Avanti
!
è
un
altro
sproposito
ma
quest’
ultimo
potrebbe
entrare
nella
serie
dei
falsi
amici
cos’
come
quando
un
italiano
usa
fourbe
per
dire
«
furbo
»
non
sapendo
o
dimenticando
che
vuol
dire
«
subdolo
»
(
avrebbe
dovuto
dire
malin
)
o
cadre
per
«
quadro
»
invece
di
tableau
(
il
vero
significato
di
cadre
è
«
cornice
»
)
.
[12]
Comunque
al
tipo
busser
,
ipotetica
traduzione
di
bussare
,
e
ai
falsi
amici
è
la
qualità
di
cesere
[
non
riesco
a
leggere
]
degli
spropositi
.
[13]
Fra
i
falsi
amici
c’
è
décor
che
vuol
dire
«
scenario
»
ma
qualcuno
potrebbe
prenderlo
per
«
decoro
»
che
ha
,
invece
,
il
francese
décorum
e
dignité
.
[14]
Ci
fu
però
un
tentativo
di
usare
coscientemente
decoro
per
«
scenario
»
da
parte
di
un
pur
fine
scrittore
come
Pietro
Pancrazi
,
negli
Anni
Trenta
,
se
non
sbaglio
,
ma
il
tentativo
fallì
miseramente
.
[15]
Ma
che
dire
di
chi
crede
che
disgracié
voglia
dire
«
disgraziato
»
(
la
voce
corretta
è
,
naturalmente
,
malheureux
)
o
morbide
,
«
morbido
»
,
invece
di
«
morboso
»
,
visto
che
«
morbido
»
si
dice
souple
,
moelleux
,
doux
?
[16]
L’
elenco
sarebbe
lungo
ma
non
si
limita
al
francese
.
[17]
L’
inglese
ha
un
numero
forse
ancor
maggiore
di
falsi
amici
con
l’
italiano
.
[18]
Se
qualcuno
credesse
che
il
verbo
to
advi
se
significhi
«
avvisare
»
,
abbaglierebbe
.
[19]
Il
suo
significato
è
«
consigliare
»
,
«
informarsi
»
e
advise
vuol
dire
non
«
avviso
»
ma
«
consiglio
»
,
«
opinione
»
,
«
notizia
»
.
[20]
Affluent
corrisponde
non
ad
«
affluente
»
ma
a
«
ricco
»
e
afflluence
è
la
«
ricchezza
»
non
l’
«
affluenza
»
.
[21]
Agony
è
l’
«
angoscia
»
,
non
l’
«
agonia
»
;
confidence
non
è
la
«
confidenza
»
ma
la
«
fiducia
»
;
disgrace
non
è
la
«
disgrazia
»
,
che
si
dice
misfortune
,
ma
la
«
vergogna
»
.
[22]
Potremmo
continuare
un
bel
pezzo
ma
basterà
aver
dato
qualche
esempio
.
[23]
Un’
osservazione
generale
è
però
da
fare
:
i
più
frequenti
falsi
amici
vengono
da
quella
zona
del
vocabolario
inglese
che
è
di
origine
latina
,
attraverso
,
per
lo
più
,
la
mediazione
francese
.
[24]
Le
voci
germaniche
non
danno
falsi
amici
perché
non
assomigliano
come
le
altre
a
voci
italiane
.
[25]
Ma
vorremmo
aggiungere
qualche
indicazione
nuova
data
da
un
francese
mio
amico
e
insegnante
di
italiano
,
i
cui
alunni
hanno
fornito
un
bel
campionario
di
strafalcioni
.
[26]
Così
vi
è
stato
chi
ha
scritto
di
«
diritto
di
spiaggia
»
(
droit
de
grève
)
.
[27]
Per
spiegare
l’
errore
bisogna
sapere
che
in
francese
grève
significa
«
gretto
»
(
di
qui
è
stata
tratta
la
traduzione
«
spiaggia
»
)
e
«
sciopero
»
(
ecco
la
parola
che
sarebbe
stata
giusta
nella
traduzione
)
.
[28]
La
storia
di
grève
«
sciopero
»
riporta
alle
abitudini
degli
operai
senza
lavoro
di
Parigi
di
riunirsi
in
una
piazza
che
si
chiamava
de
Grève
sulle
rive
della
Senna
(
ecco
il
«
greto
»
)
.
[29]
La
Place
de
Grève
cambiò
il
nome
nel
1808
in
Place
d’
Hotel
de
Ville
ma
almeno
fino
al
1805
grève
significa
in
francese
«
sciopero
»
.
[30]
Qui
ci
si
ferma
perché
ogni
lettore
che
abbia
pratica
di
lingue
straniere
potrebbe
ampliare
la
documentazione
.
[31]
A
noi
è
bastato
segnalare
il
fenomeno
che
fa
parte
della
vita
linguistica
e
costituisce
un
capitolo
a
sé
in
cui
l’
ignoranza
e
la
pigrizia
mentale
,
seguendo
semplici
analogie
foniche
,
fanno
nascere
dei
puri
e
semplici
strafalcioni
.
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