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Maarten Janssen, 2014-
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Parole al vento di Provenza
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
23
aprile
1985
more header data
[1]
Si
parla
molto
di
minoranze
linguistiche
ma
poiché
è
più
facile
parlare
che
fare
escono
poche
opere
che
rappresentano
un
reale
avanzamento
della
nostra
conoscenza
della
realtà
.
[2]
L’
Italia
è
tanto
ricca
di
varietà
dialettali
che
sarebbe
un
grande
errore
non
prendere
in
considerazione
le
nostre
prime
e
seconde
parlate
,
quelle
che
fanno
meno
scalpore
e
che
pure
contengono
tanti
aspetti
della
cultura
del
popolo
.
[3]
Tempo
fa
,
per
esempio
,
uscì
una
rivista
etnoantropologia
e
linguistico-letteraria
il
cui
nome
,
tradotto
,
è
«
Il
nido
d’
aquila
»
che
forniva
notizie
sul
Brigasco
,
nome
col
quale
si
designano
le
località
che
risultarono
divise
in
vari
tronconi
:
quello
di
Briga
Marittima
e
con
Morignolo
,
passato
alla
Francia
,
quello
in
Piemonte
di
Piaggia
,
Upega
e
Carnino
nel
comune
di
Briga
.
[4]
Alta
in
provincia
di
Cuneo
e
Realdo
e
Verdeggia
in
Liguria
in
provincia
di
Imperia
.
[5]
L’
auspicio
di
veder
compiuto
un
vocabolario
di
circa
30
mila
parole
,
allora
annunciato
,
trova
in
parte
realizzazione
in
un’
opera
che
si
presenta
in
un
ricco
,
lussuoso
volume
di
Pierleone
Massaholi
,
Cultura
alpina
in
Liguria
col
sottotitolo
Rrealdo
e
Verdeggia
,
di
256
pagine
(
Editrice
Sagep
,
Genova
)
,
che
è
un
contributo
importante
perché
prende
in
considerazione
,
in
singoli
capitoli
,
oltre
alla
descrizione
dell’
area
brigasca
,
le
attività
economiche
,
la
vita
sociale
e
spirituale
delle
località
studiate
.
[6]
Ovviamente
il
linguista
corre
subito
a
vedere
il
Glossarlo
che
comprende
3300
termini
che
forniscono
un
ampio
complonario
delle
voci
più
significative
;
ma
Pierleone
Massajoli
ci
dà
anche
un
capitoletto
sui
dialetti
delle
due
località
e
qui
cominciano
le
difficoltà
per
la
collocazione
delle
due
parlate
:
piemontesi
,
liguri
,
provenzali
,
franco-provenzali
?
[7]
Anche
gli
abitanti
di
Realdo
e
di
Verdeggia
,
come
quelli
dei
centri
di
Briga
Alta
,
dicono
di
venire
da
Briga
Marittima
e
si
vantano
di
origini
provenzali
,
ma
elementi
liguri
(
e
magari
alcuni
non
sono
estranei
a
certe
varietà
provenzali
)
appaiono
chiaramente
nelle
parole
fornite
dal
Glossario
e
dalla
morfologia
.
[8]
E
si
accenna
a
questo
solo
come
inizio
di
analisi
.
[9]
La
famosa
gara
tra
un
toscano
e
un
genovese
per
pronunziare
una
frase
col
minor
numero
eli
consonanti
possibile
,
fu
vinta
,
come
è
noto
,
dal
genovese
.
[10]
Se
il
toscano
si
rifugiò
in
un
:
lo
vidi
un
’
aquila
volare
,
in
cui
le
consonanti
sono
meno
delle
vocali
,
il
genovese
trionfò
dicendo
:
a
èia
e
ùc
?
[11]
«
aveva
le
ali
?
»
in
cui
di
consonanti
non
ce
ne
sono
affatto
.
[12]
Ci
ha
pensato
,
però
,
la
lingua
letteraria
a
provocare
un
qualche
restauro
se
è
vero
che
oggi
si
sentirebbe
più
frequentemente
:
a
l
’
aveiva
a
ac
?
[13]
In
cui
le
consonanti
sono
,
tuttavia
,
pochissime
.
[14]
La
labilità
delle
consonanti
interne
del
ligure
è
nota
:
una
delle
più
caratteristiche
è
la
r
fra
vocali
che
sparisce
del
tutto
,
tanto
che
«
marito
»
si
dice
mdiu
c
«
marina
»
si
dice
maina
.
[15]
Troviamo
nel
Glossario
di
Realdo
e
Verdeggia
parole
come
muu
«
muro
»
,
eda
«
caro
,
a
caro
prezzo
»
,
com
d
a
«
comare
di
battesimo
»
,
froda
a
Realdo
e
fro
t
na
a
Verdeggia
«
fodera
»
.
[16]
D
’
altra
parte
le
finali
in
-a
degli
infiniti
dei
verbi
come
assardóa
«
saldare
»
o
brutegi
s
a
«
sporcare
»
rappresentano
anch
’
esse
tratti
liguri
.
[17]
Ma
questo
è
un
discorso
appena
iniziale
che
non
vuole
allontanarsi
da
quella
prudenza
di
cui
dà
prova
il
Massajoli
il
cui
libro
,
ricco
di
osservazioni
su
ogni
aspetto
della
vita
rurale
,
costituisce
sicuramente
,
oltreché
una
piacevole
lettura
,
una
utilissima
fonte
di
lavoro
.
[18]
Crediamo
che
l'
analisi
linguistica
di
quelle
località
debba
procedere
.
[19]
Si
tratta
,
mollo
probabilmente
,
di
varietà
dialettali
in
cui
convergono
tratti
diversi
.
[20]
Del
resto
si
sa
che
ogni
classificazione
comporta
pur
sempre
l'
osservazione
di
elementi
di
varia
provenienza
.
[21]
Ogni
lingua
ed
ogni
dialetto
è
misto
e
le
classificazioni
sono
sempre
fatti
generali
e
.
finché
non
si
è
giunti
alla
fine
delle
analisi
,
in
buona
parte
provvisori
.
[22]
Perfino
il
latino
,
anzi
specialmente
il
latino
,
che
a
noi
pare
saldo
ed
unitario
come
una
roccia
,
è
una
lingua
mista
con
elementi
molto
vari
,
di
origini
diversissime
come
si
sa
ormai
da
tempo
.
[23]
Tristano
Bolelli
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