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Maarten Janssen, 2014-
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Parole da pensare
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
27
novembre
1980
more header data
[1]
Non
sfugge
a
nessuno
l'
importanza
di
conoscere
quali
siano
,
in
una
lingua
,
le
parole
più
frequentemente
usate
e
con
ragione
si
è
biasimata
la
tendenza
di
certe
grammatiche
di
lingue
straniere
a
proporre
,
negli
esercizi
preliminari
,
termini
molto
rari
prima
di
altri
di
uso
comune
.
[2]
Imparare
,
studiando
il
tedesco
,
una
frase
come
«
Il
cappellino
della
zia
è
ornato
di
penne
di
struzzo
»
,
prima
di
«
Mamma
,
ho
fame
,
vorrei
mangiare
»
è
stata
una
tortura
che
molti
di
noi
hanno
conosciuto
.
[3]
Ora
siamo
in
grado
,
per
le
principali
lingue
,
compreso
l'
italiano
,
di
conoscere
le
parole
di
più
alta
frequenza
,
anzi
di
avere
liste
di
parole
in
ordine
di
frequenza
.
[4]
E
superfluo
dire
che
è
stato
necessario
usare
un
calcolatore
elettronico
,
dopo
una
preparazione
di
testi
scelti
fra
opere
di
teatro
romanzi
e
novelle
,
saggi
,
carteggi
,
articoli
di
giornali
e
riviste
,
opere
tecniche
.
[5]
Ovviamente
ogni
lista
di
parole
in
ordine
di
frequenza
ha
un
valore
di
approssimazione
perché
il
calcolatore
elettronico
è
una
macchina
perfetta
,
ma
,
come
è
stato
detto
,
stupida
.
[6]
Gli
errori
,
se
ce
ne
sono
,
si
devono
attribuire
all'
uomo
che
nella
macchina
ha
immesso
il
materiale
.
[7]
Questo
è
tanto
vero
che
i
due
Dizionari
di
frequenza
dell
'
italiano
,
uno
pubblicato
ad
Amsterdam
e
uno
pubblicato
a
Pisa
,
non
vanno
d'
accordo
.
[8]
In
uno
la
parola
più
frequente
è
la
preposizione
di
,
nell'
altro
è
l'
articolo
il
.
[9]
La
cosa
è
normale
perché
i
testi
dai
quali
i
due
vocabolari
hanno
tratto
i
loro
materiali
sono
diversi
.
[10]
Quando
ho
parlato
di
approssimazione
non
l'
ho
fatto
a
caso
.
[11]
Prese
le
prime
quaranta
parole
,
trenta
sono
le
stesse
nei
due
vocabolari
,
sia
pure
in
diversa
posizione
di
frequenza
,
e
perciò
l'
utilità
di
questi
dizionari
non
può
essere
messa
in
dubbio
.
[12]
È
,
pero
,
chiaro
che
in
un
testo
di
fisica
atomica
troveremo
frequentemente
la
parola
neutrone
e
in
uno
di
anatomia
ipò
fi
si
,
mentre
negli
altri
tipi
di
testi
non
le
troveremo
mai
o
quasi
mai
.
[13]
Occorre
,
perciò
,
non
trascurare
il
concetto
di
«
dispersione
»
che
consiste
nel
prendere
in
esame
i
tipi
di
testi
usati
.
[14]
Abbiamo
parlato
sopra
di
opere
di
teatro
,
romanzi
,
giornali
,
ecc
.
:
ebbene
,
se
una
parola
compare
in
tutti
i
tipi
di
testi
la
sua
dispersione
è
massima
,
se
compare
in
un
solo
tipo
la
dispersione
è
minima
.
[15]
Basta
moltiplicare
la
frequenza
per
la
dispersione
per
avere
un
risultato
che
ci
permette
di
valutare
più
correttamente
l'
uso
delle
parole
.
[16]
Tenendo
conto
di
questi
principi
è
stato
compilato
e
pubblicato
alla
fine
della
Guida
all'
uso
delle
parole
di
Tullio
De
Mauro
,
Roma
1980
,
una
lista
di
6690
parole
di
cui
2000
costituiscono
il
cosiddetto
vocabolario
fondamentale
,
2937
un
altro
vocabolario
di
alto
uso
,
1753
il
vocabolario
di
alta
disponibilità
.
[17]
Il
controllo
per
le
prime
due
categorie
è
stato
fatto
verificandone
la
comprensibilità
da
parte
di
ragazzi
e
di
ragazze
di
terza
media
e
di
adulti
che
abbiano
un
diploma
non
superiore
alla
terza
media
.
[18]
La
terza
categoria
(
quella
delle
parole
di
alta
disponibilità
)
è
più
aleatoria
.
[19]
Si
tratterebbe
,
per
citare
l'
Autore
,
di
«
parole
che
diciamo
o
scriviamo
raramente
ma
che
pensiamo
con
grande
frequenza
»
.
[20]
Qui
siamo
di
fronte
all
'
aspetto
più
opinabile
di
tutta
l’
operazione
.
[21]
C'
è
,
però
,
il
vantaggio
che
le
parole
dei
tre
strati
sono
scritte
con
caratteri
diversi
e
una
verifica
è
perciò
agevole
.
[22]
Un'
osservazione
che
viene
fatta
immediatamente
perché
riguarda
la
prima
parola
del
vocabolario
è
che
,
pur
essendo
presenti
le
congiunzioni
e
ed
o
e
le
preposizioni
di
e
da
,
manchi
la
a
:
la
sola
spiegazione
possibile
è
che
si
tratti
di
una
svista
e
Dio
solo
sa
a
quante
sviste
vanno
soggetti
i
compilatori
di
vocabolari
.
[23]
Se
qualcuno
poi
chiedesse
quale
parola
-
al
di
fuori
delle
particelle
-
sia
la
più
frequente
in
italiano
,
ebbene
,
ecco
la
risposta
:
la
parola
cosa
che
,
nel
Lessico
di
frequenza
preparato
a
Pisa
a
cura
di
U
.
[24]
Bortolini
,
C
.
[25]
Tagliavini
,
A
.
[26]
Zampolli
,
occupa
il
quarantunesimo
poste
.
[27]
Si
tratta
della
parola
più
indeterminata
,
più
dispersiva
,
più
vuota
di
tutto
il
vocabolario
italiano
e
qualcuno
potrebbe
esser
indotto
a
trarre
delle
pericolose
conseguenze
sul
carattere
di
chi
usa
una
lingua
in
cui
tale
voce
appare
come
la
più
frequente
.
[28]
Ma
vorrei
ammonire
che
una
tale
deduzione
non
potrebbe
essere
considerata
legittima
;
non
dalla
parola
cosa
,
o
meglio
dalla
sua
frequenza
,
possiamo
sicuramente
dedurre
quale
sia
il
carattere
degli
Italiani
.
[29]
Tristano
Bolelli
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