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Maarten Janssen, 2014-
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-
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
21
settembre
1980
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[1]
Tutto
,
a
quanto
pare
,
cominciò
col
titolo
di
un
romanzo
di
Kafka
,
Amerika
,
scritto
col
k
,
normale
in
tedesco
,
ma
mantenuto
nella
traduzione
americana
.
[2]
Poi
ci
fu
il
film
di
Costa
Gravas
,
L'
Amerikano
,
del
1973
,
che
parlava
di
un
agente
della
Cia
in
un
paese
sudamericano
.
[3]
Ma
,
intanto
,
l'
uso
di
un
k
per
un
c
in
cognomi
di
persona
a
scopo
offensivo
o
denigratorio
si
era
grandemente
sviluppato
e
fu
un
luogo
comune
della
contestazione
.
[4]
Nello
sfondo
,
sono
da
vedere
i
molti
k
del
Ku
Klux
Klan
,
la
famosa
organizzazione
segreta
americana
.
[5]
Questo
k
per
c
figurava
in
iscrizioni
sui
muri
ed
in
Italia
chi
ne
ha
fatto
particolarmente
le
spese
è
stato
Cossiga
,
il
cui
nome
abbiamo
visto
scritto
col
k
quando
era
ministro
dell'
Interno
,
mentre
ora
mi
pare
che
la
moda
sia
alquanto
diminuita
.
[6]
I
contestatori
,
delusi
,
si
può
essere
certi
,
dal
fatto
che
Kissinger
non
poteva
subire
un
trattamento
simile
,
scrissero
le
due
ss
del
suo
nome
come
comparivano
nelle
divise
naziste
.
[7]
Quanto
a
Nixon
,
la
x
fu
rappresentata
a
forma
di
svastica
.
[8]
Si
può
,
dunque
,
insultare
anche
con
una
particolare
grafia
così
come
,
all'
opposto
,
si
intese
,
con
le
iniziali
maiuscole
,
onorare
,
distinguendoli
,
i
nomi
di
persona
,
i
cognomi
,
estendendo
l'
uso
ai
nomi
di
città
,
di
luogo
,
di
enti
,
di
libri
o
di
giornali
ecc
.
,
senza
contare
,
in
omaggio
alla
perspicuità
,
l'
inizio
di
periodo
.
[9]
Una
fortunata
circostanza
della
grafia
egiziana
,
che
usava
circondare
i
nomi
di
persone
con
una
linea
elissoidale
,
permise
allo
Champollion
di
fare
il
primo
e
decisivo
passo
verso
la
decifrazione
dell'
alfabeto
geroglifico
.
[10]
Del
resto
,
l’
atteggiamento
verso
le
maiuscole
,
al
di
fuori
della
volontà
di
onorare
o
di
denigrare
,
è
un
segno
che
qualche
volta
caratterizza
gli
scrittori
.
[11]
Il
Manzoni
fu
ripreso
da
un
suo
amico
ed
estimatore
,
un
sacerdote
,
perché
scriveva
re
e
papa
,
quando
non
si
riferissero
ad
un
preciso
personaggio
,
con
la
minuscola
;
Gabriele
d'
Annunzio
(
chi
potrebbe
dubitarne
?
)
abbondava
moltissimo
di
maiuscole
,
mentre
Guido
Gozzano
arrivò
a
scrivere
,
in
una
particolare
circostanza
il
suo
nome
guidogazzano
.
[12]
C'
è
,
dunque
,
un
capitolo
della
scienza
dei
segni
(
o
semiologia
)
che
riguarda
le
lettere
dell'
alfabeto
,
così
come
ce
ne
sono
altri
che
riguardano
i
diversi
comportamenti
umani
,
come
la
moda
;
il
saluto
,
il
modo
di
stare
a
tavola
o
di
cucinare
,
la
segnaletica
nei
suoi
vari
aspetti
,
ecc
.
[13]
A
proposito
di
quest'
ultima
,
ingigantita
a
dismisura
negli
ultimi
tempi
,
sarà
il
caso
di
ricoidare
che
una
guida
d'
Italia
del
1932
conteneva
solo
due
segni
non
propriamente
linguistici
:
l'
asterisco
.
[14]
Per
indicare
una
cosa
interessante
,
e
la
croce
per
indicare
l'
anno
di
morte
di
un
personaggio
,
mentre
oggi
una
guida
ne
contiene
più
di
centocinquanta
.
[15]
Si
pensi
alla
valigia
per
indicare
il
deposito
bagagli
,
alla
sigaretta
sbarrata
per
ammonire
a
non
fumare
,
ecc
.
[16]
Tutto
questo
è
dovuto
al
sempre
maggior
incontro
di
persone
di
varie
nazionalità
,
di
turisti
di
tutto
il
mondo
e
di
tutte
le
lingue
.
[17]
Pare
quasi
che
si
stia
facendo
un
cammino
a
ritroso
.
[18]
La
scrittura
moderna
,
che
Galileo
chiamò
«
sigillo
di
tutte
le
ammirande
invenzioni
umane
»
perché
consente
di
comunicare
con
qualsiasi
altra
persona
,
anche
distante
nel
tempo
e
nello
spazio
e
di
parlare
a
quelli
che
non
sono
ancora
nati
,
è
frutto
di
una
evoluzione
che
parti
da
segni
pittografici
,
formatí
,
cioè
,
da
figurine
per
ricordare
certi
avvenimenti
,
poi
ideografici
,
o
segni
che
rappresentano
direttamente
le
singole
parole
,
per
arrivare
ai
segni
fonetici
,
come
i
nostri
che
,
se
anche
non
obbediscono
all'
ideale
di
rappresentare
ogni
suono
con
un
solo
segno
,
sono
tuttavia
partiti
da
questa
esigenza
.
[19]
Se
l'
uomo
ha
estratto
dagli
ideogrammi
gli
elementi
per
gli
alfabeti
moderni
perché
non
riusciva
ad
esprimere
graficamente
tutti
i
suoi
concetti
,
è
difficile
che
la
sua
mente
si
impoverisca
al
punto
da
voler
ritornare
ai
pittogrammi
.
[20]
Si
tratta
perciò
di
vedere
nella
moltiplicazione
dei
segni
non
propriamente
linguistici
la
volontà
di
facilitare
,
per
sfere
limitate
di
conoscenza
,
una
comprensione
immediata
.
[21]
Tristano
Bolelli
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