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Maarten Janssen, 2014-
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DIFESA DEL LADINO
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
20
agosto
1985
more header data
[1]
L’
antica
civiltà
delle
Dolomiti
[2]
Non
è
forse
da
considerare
deformazione
professionale
che
,
nei
giorni
seguenti
alla
sciagura
di
Stava
,
io
sia
andato
a
rivedermi
nei
Saggi
ladini
di
Grazialdo
Ascoli
,
pubblicati
nel
1°
volume
del
glorioso
«
Archivio
glottologico
italiano
»
(
1873
)
,
una
indicazione
della
presenza
del
parlare
ladino
in
quella
zona
,
in
un
periodo
in
cui
le
tradizioni
linguistiche
erano
molto
più
genuine
di
oggi
.
[3]
Ho
trovato
,
nel
monumentale
lavoro
ascoliano
,
che
già
allora
per
la
Valle
dell’
Avisio
«
si
tratterà
di
misurare
,
nelle
generali
,
quanto
ivi
resti
,
nei
diversi
territori
,
dell’
antico
linguaggio
ladino
che
ancora
risuona
con
qualche
purità
nella
parte
superiore
della
sezione
di
Fassa
»
.
[4]
La
Valle
di
Fiemme
vi
figura
,
tuttavia
,
e
vi
figura
proprio
Tesero
,
sia
pure
con
alcuni
caratteri
linguistici
ladini
alquanto
sbiaditi
.
[5]
Proprio
negli
stessi
giorni
del
disastro
,
quasi
ad
affermare
una
sicura
presenza
poetica
in
Valli
trentine
e
dolomitiche
come
quella
di
Gardena
,
Badia
,
Marebbe
,
Fodom
,
di
Ampezzo
e
di
Fassa
,
è
uscito
un
libro
di
Walter
Belardi
,
Antologia
della
lirica
ladina
dolomitica
(
editore
Bonacchi
Roma
)
,
in
cui
si
riflette
un
movimento
di
cultura
che
si
avrebbe
torto
a
sottovalutare
.
[6]
I
Ladini
si
sono
sempre
considerati
portatori
di
una
civiltà
loro
propria
anche
se
nel
ramo
romancio
in
Svizzera
si
sono
sentiti
minacciati
dalla
civiltà
tedesca
e
in
quella
delle
valli
dolomitiche
e
del
Trentino
sia
da
quella
italiana
.
[7]
Quanto
al
friulano
,
che
rappresenta
l’
area
orientale
,
le
infiltrazioni
italiane
e
particolarmente
venete
,
sono
indubbiamente
molto
forti
.
[8]
Il
bel
volume
del
Belardi
(
uno
studioso
di
linguistica
classica
e
romanza
fra
i
nostri
maggiori
)
rappresenterà
per
molti
una
rivelazione
.
[9]
Ventitré
poeti
sono
rappresentati
in
una
scena
molto
felice
,
con
la
traduzione
a
fronte
.
[10]
Non
si
tratta
di
componimenti
in
una
lingua
unitaria
ma
di
una
cultura
di
cui
si
sa
assai
poco
ed
è
un
peccato
.
[11]
Il
primo
motivo
di
questa
lirica
è
quello
della
fedeltà
alla
terra
e
all’
idioma
che
già
compare
,
ed
è
probabile
riflesso
di
un
più
antico
componimento
,
in
uno
dei
poeti
scomparsi
,
Leo
Runggaldier
da
Furdenan
(
1888-1961
)
:
Gardena
,
Gardena
/
il
linguaggio
materno
/
parlalo
,
parlalo
,
/
e
non
dimenticarlo
.
[12]
In
un
poeta
più
recente
e
combattivo
,
nato
nel
1933
,
Josef
Kostner
,
il
motivo
diventa
accorato
rimprovero
:
Gardena
,
Gardena
/
il
linguaggio
materno
disprezzi
,
disprezzi
,
/
e
cerchi
di
dimenticare
.
[13]
Nello
stesso
poeta
di
arriva
al
sarcasmo
ed
alla
tragicità
:
Con
permesso
/
si
può
ancora
parlare
gardenese
qui
da
voi
?
:
Sapete
bene
,
/
una
volta
non
si
apprendeva
altra
lingua
,
/
Vi
prego
gentilmente
,
se
foste
così
cortesi
/
che
io
potessi
esprimermi
in
gardenese
!
[14]
/
Quando
non
ci
saremo
più
,
/
non
avrete
più
motivo
di
udire
questa
lingua
/
…
[15]
Qualche
anno
ancora
,
/
poi
tutto
sarà
finito
,
/
Lo
sappiamo
che
non
gradite
sentirla
/
…
[16]
Un
po’
di
pazienza
per
qualche
anno
ancora
.
[17]
L’
amarezza
raggiunge
il
culmine
quando
,
in
una
poesia
intitolata
Una
madre
ladina
,
si
parla
della
mancata
inscrizione
alla
scuola
elementare
di
un
fanciullo
che
non
si
sa
come
deve
essere
considerato
dal
punto
di
vista
etnico
:
ladino-tedesco
,
tirolese
,
sud-tirolese
,
bavarese
o
altro
ancora
,
con
la
conclusione
che
è
una
condanna
:
Allora
[
la
madre
]
se
lo
riprende
bene
per
mano
/
e
lo
riporta
per
un
altro
anno
a
casa
.
[18]
È
raro
sentire
in
chi
usa
una
lingua
di
minoranza
una
consapevolezza
della
propria
condizione
e
una
tristezza
come
queste
.
[19]
Se
si
pensa
che
i
linguaggi
ladini
,
considerati
dall’
Ascoli
,
per
alcune
caratteristiche
comuni
,
continuatori
di
un’
antica
unità
,
poi
visti
in
una
prospettiva
dialettale
italiana
nel
quadro
dei
dialetti
settentrionali
lombardi
e
veneti
,
nonostante
la
loro
difesa
,
sono
sempre
in
declino
,
la
voce
di
questo
poeta
è
di
grande
,
tragica
,
pateticità
.
[20]
Non
è
possibile
seguire
nella
loro
varietà
tutti
gli
aspetti
di
questa
raccolta
di
poesie
(
l’
amore
del
tempo
passato
,
la
nostalgia
dell’
infanzia
,
l’
incanto
del
paesaggio
,
l’
amore
,
lo
sdegno
per
la
degradazione
delle
Alpi
,
il
ritorno
a
valori
antichi
)
e
perciò
siamo
rimasti
fedeli
alla
nostra
rubrica
parlando
di
linguaggio
.
[21]
La
traduzione
,
anche
se
fatta
ottimamente
,
è
sempre
una
grande
traditrice
.
[22]
Ha
ragione
,
però
,
il
Belardi
nel
dire
che
,
pur
nella
diversità
delle
parlate
,
«
al
novero
delle
lingua
romanze
letterarie
possiamo
aggiungerne
un’
altra
,
che
ci
è
concesso
osservare
nel
preciso
momento
del
suo
costituirsi
e
del
suo
primo
affermarsi
»
.
[23]
È
un
auspicio
per
l’
avvenire
.
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