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Una parola può rovinare Carter

Language columnLa lingua che parliamo
AuthorTristano Bolelli
Date 13 settembre 1980


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In occasione del proscioglimento del primo ministro portoghese da presunte irregolarità amministrative, si è scritto su qualche giornale che si parlava in giro di Carneiro gate.

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Lo strano destino di quel gate, che in inglese significa « porta » (di una città), « portone » ed anche « chiusa per regolare l'acqua », cominciò col famosissimo Watergate, nome di un albergo dove sarebbero avvenuti gli illeciti che condussero alle dimissioni di Nixon. C'è poi stato il Billygate con cui si è designato lo scandalo che ha coinvolto il fratello di Carter, Billy.

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Come si vede, gate, come secondo elemento di composto, è ormai ben lontano dal nome dell'albergo e designa la condizione di chi è implicato in qualche illecito. C'è anche, come prova il caso di Carneiro, la tendenza ad allargare la sua cerchia. Si è anche parlato, ma per poco, di Cartergate, in quanto si supponeva che Carter fosse complice del fratello, dubbio che una dichiarazione del Presidente ha messo in fuga. Non è, tuttavia, escluso che la campagna elettorale, con i suoi aspetti anche crudeli, riesumi la parola.

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Questa mobilità dei neologismi non può sorprendere. Si tratta per lo più di formazioni occasionali come quando è stato usato olimpismo nel perentorio « Salvare l'olimpismo », con cui si voleva invitare a salvaguardare lo spirito delle Olimpiadi: tanto è vero che, se ci sono poche persone pronte a giurare sulla purezza dei Giochi olimpici, i risultati individuali esaltano ancora. Per restare in quest'ambito, ho sentito usare alla televisione il termine medagliato per chi ha vinto una medaglia olimpica: è così assodato che tutto è possibile, perfino l'uso di un participio passato di un verbo che non c'è (medagliare). Un'altra voce che qui si registra, ma con la speranza di incontrarla il meno possibile, è gigantista, designa chi pratica lo slalom gigante, formato in un periodo successivo a slalomista che, a quanto sembra, è usato per chi pratica uno slalom che gigante non è.

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Un termine che possiamo senz'altro definire estivo è modernelli, anch'esso comparso su un quotidiano, sia pure fra virgolette, che non è, come potrebbe sembrare, una marca di biscotti o di confetti, ma designa quei giovani, per lo più barbuti, che hanno invaso, con zaino e sacco a pelo in spalla, i luoghi di villeggiatura e in particolare le spiagge suscitando, in qualche caso, decise e perfino brutali reazioni da parte delle popolazioni locali. Si tratta di giovani (qualcuno li ha anche chiamati esauriti e la parola pare nata, come tenerelli, sul litorale riminese) che non sono sempre graditi anche perché molti di essi fanno scarso uso di sapone e troppo large impiego di siringhe che, dove passano loro, si ritrovano in grande quantità.

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Una parola che per appare incomprensibile e che va perciò spiegata per dissipare dubbi anche legittimi, è contattòlogo con cui si è designato l'esperto di lenti a contatto. Il linguaggio scientifico ha bisogno, più di ogni altro, di termini e di locuzioni fresche anche se Galileo, che pure è autore di tante ammirevoli invenzioni, rifuggiva dal creare parole nuove. Fra le ultime formazioni di questo immenso ambito ho registrato un monitoraggio da gravidanza per indicare la pratica di sorvegliare l'andamento di una gravidanza con un monitor, quell'apparecchio che consente di vedere direttamente immagini riprese da telecamere.

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Anche questa parola, monitor (da cui quel monitoraggio un po' ostico), è una delle tante pescate dall'inglese nel grande serbatoio latino e poi immesse nel mercato linguistico mondiale. Anche noi l'abbiamo avuta per questa via. Chi segue l’operazione col monitor, essendo in questo caso un ginecologo; non potrà esser chiamato, come è avvenuto ad altri, videòta, termine che è stato usato per designare chi guarda sempre ed indiscriminatamente la televisione, tanto da avere ottuso ogni senso critíco e da raggiungere perfino l'imbecillità. È forse inutile dire che il termine è formato dall'accoppiamento di video con idiota ed ha purtroppo una sua triste validità.

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Tristano Bolelli


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