Chair
Contact
Login
TEITOK
Digital Corpus Library
TEITOK
CronIT
Available Corpora
CronIT
Home
Search
Browse
Powered by
<TEI:TOK>
Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
IL GRANDE DIZIONARIO BATTAGLIA
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
19
agosto
1986
more header data
[1]
Tutti
i
vocaboli
,
purché
d’
autore
[2]
È
una
gradevole
consuetudine
registrare
l’
uscita
di
un
nuovo
volume
del
Grande
Dizionario
della
lingua
italiana
che
porta
ancora
il
nome
di
Salvatore
Battaglia
benché
,
ormai
,
dalla
scomparsa
del
primo
autore
,
la
direzione
scientifica
sia
di
Giorgio
Bàrberi
Squarotti
,
coadiuvata
da
una
quindicina
di
redattori
.
[3]
Editrice
è
la
casa
torinese
Utet
che
continua
con
coraggio
l’
impresa
che
dà
l’
impressione
di
ampliarsi
nel
tempo
.
[4]
In
verità
,
questo
tredicesimo
volume
,
che
va
da
perfallare
a
pozzura
corrisponde
a
solo
78
pagine
dello
Zingarelli
e
comprende
la
bellezza
di
1149
pagine
.
[5]
Credo
che
a
nessuno
abbonato
dispiaccia
che
la
documentazione
diventi
sempre
più
ricca
.
[6]
La
sola
preoccupazione
,
diffusa
un
po’
in
tutti
,
è
la
data
finale
dell’
opera
che
si
vorrebbe
la
più
prossima
possibile
;
ma
i
vocabolari
sono
lavoro
che
si
protraggono
nel
tempo
e
non
si
possono
in
alcun
modo
confezionare
più
velocemente
.
[7]
Il
materiale
è
sterminato
.
[8]
A
riprova
,
le
due
voci
che
ho
citato
come
la
prima
e
l’
ultima
di
questo
volume
,
perfallare
e
pozzura
sono
registrate
nel
pur
ricchissimo
Zingarelli
.
[9]
Si
tratta
di
parole
disusate
ma
un
vocabolario
come
questo
non
può
ignorarle
.
[10]
A
onor
del
vero
,
Zingarelli
ha
puzzura
,
voce
della
quale
il
Battaglia
rimando
e
che
significa
«
puzzo
»
.
[11]
L’
altra
,
quella
iniziale
,
perfallare
,
è
tratta
da
un’
opera
antica
pubblicata
nel
I
volume
degli
Studi
di
lessicografia
italiana
del
1979
:
“
I
meo
cor
non
pare
i
né
mai
da
lei
perfalla
,
cioè
«
viene
meno
»
,
trattandosi
di
composto
di
fallare
.
Facciamo
questa
citazione
che
potrebbe
apparire
frutto
di
civetteria
per
mostrare
quanto
accurati
siano
gli
spogli
redazionali
che
non
trascurano
,
come
è
del
resto
doveroso
,
testi
pubblicati
in
riviste
specializzate
ed
in
tempi
così
recenti
accanto
a
voci
tratte
da
quotidiani
degli
ultimissimi
anni
.
Questo
pregio
può
procurare
qualche
squilibrio
rispetto
ai
primi
volumi
ma
la
cosa
pare
inevitabile
in
considerazione
dei
tempi
tecnici
di
lavorazione
.
[12]
Un
grave
problema
per
ogni
dizionario
della
lingua
,
specialmente
oggi
,
è
il
grado
di
accettazione
delle
parole
scientifiche
o
del
mondo
naturalistico
.
[13]
Per
esempio
,
fra
pimantrene
e
pimeolozi
il
Grande
Dizionario
comprende
tredici
vocaboli
scientifici
mentre
lo
Zingarelli
che
ha
,
naturalmente
,
altri
fini
ma
non
arretra
di
fronte
alle
voci
scientifiche
,
ne
ha
tre
.
[14]
Si
ha
qui
un’
ulteriore
prova
dell’
ampiezza
del
materiale
accolto
dal
Battaglia
.
[15]
Certo
,
un
vocabolario
moderno
tende
sempre
più
a
diventare
anche
enciclopedia
e
su
questo
punto
si
potrebbe
discutere
a
lungo
.
[16]
Tuttavia
,
l’
atteggiamento
del
Grande
Dizionario
verso
le
parole
straniere
è
rigoroso
:
qui
non
si
troverò
né
personal
computer
,
né
petit-four
,
né
petit-gris
,
né
petting
,
né
photofinish
,
né
physique
du
rôle
,
né
pick-up
,
né
pied-de-poule
,
tutti
presenti
nello
Zingarelli
.
[17]
C’
è
pierrot
,
ma
rappresentato
pierró
,
con
esempi
di
D’
Annunzio
e
Ojetti
,
così
come
piedaterra
rappresenta
píed-ä-terre
,
riesumato
dal
Petrocchi
;
e
c’
è
ping-pong
,
con
esempi
di
Marino
Moretti
,
C
.
[18]
E
.
[19]
Gadda
,
Eugenio
Montale
,
Carlo
Cassola
,
Pier
Paolo
Pasolini
.
[20]
Insomma
,
l’
atteggiamento
verso
le
parole
straniere
è
di
rigida
esclusione
dal
Grande
Dizionario
,
a
meno
che
non
si
sia
verificato
un
processo
di
italianizzazione
:
scelta
drastica
che
parrà
a
molti
severa
.
[21]
Il
gusto
di
leggere
un
vocabolario
è
grande
e
questo
piacere
si
prova
leggendo
il
Battaglia
come
in
nessun
altro
vocabolario
italiano
in
quanto
le
citazioni
degli
autori
,
al
di
là
della
classificazione
del
materiale
che
a
volte
pare
un
po’
ampia
nelle
suddivisioni
di
senso
,
illuminano
la
lettura
.
[22]
Anche
il
Tommaseo-Bellini
e
la
Crusca
(
arrestata
,
nell’
ultima
edizione
,
alla
lettera
O
)
presentavano
esempi
d’
autore
ma
ormai
queste
opere
sono
troppo
antiche
.
[23]
Si
fanno
,
poi
,
leggendo
,
scoperte
divertenti
.
[24]
È
nota
la
storiella
livornese
che
racconta
di
una
donna
su
un
autobus
che
ad
uno
che
le
domandava
se
scendeva
nella
prossima
fermata
rispose
:
«
No
,
io
prosèguito
»
,
per
significare
,
ovviamente
,
che
proseguiva
.
[25]
Ebbene
,
che
gusto
nel
trovare
alla
voce
perseguitare
del
Grande
Dizionario
il
seguente
passo
di
un
volgarizzamento
trecentesco
della
Bibbia
:
Perché
volestu
(
volessi
tu
)
fuggire
,
ch’
io
non
lo
sapessi
e
non
me
‘
l
dicesti
,
acciò
ch’
io
perseguitassi
con
allegrezza
e
con
cantici
e
timpani
e
ceteri
?
(
cetre
)
.
Una
voce
con
un
valore
oggi
desueto
in
un
testo
di
tanti
secoli
fa
rinasce
in
modo
autonomo
nella
parola
della
popolana
incolta
di
Livorno
ma
dà
l’
impressione
,
sia
pure
fugace
,
che
un
filo
misterioso
tenga
uniti
fenomeni
disparati
della
nostra
lingua
.
Text view
•
Paragraph view