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Maarten Janssen, 2014-
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INVENZIONI DI SCRITTORI
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
19
giugno
1985
more header data
[1]
Venne
,
vide
e
relazionò
[2]
Leggiamo
nel
romanzo
di
un
autore
contemporaneo
,
Luigi
Santucci
:
«
In
quel
suo
innocente
singhiozzare
la
Pia
aveva
due
registri
,
secondo
che
parlasse
col
parroco
o
con
la
gente
mortale
e
peccatrice
del
borgo
»
.
[3]
In
linguistica
,
ma
certo
anche
il
semplice
,
comune
lettore
che
voglia
rendersi
conto
di
quello
che
legge
non
può
fare
a
meno
di
arrestarsi
un
momento
su
quello
slinguottare
,
evidentemente
derivato
di
lingua
a
designare
il
molto
parlare
,
il
chiacchierare
di
una
linguacciuta
,
visto
come
continuo
movimento
della
lingua
che
,
non
per
nulla
,
è
considerata
,
fra
tutti
gli
organi
della
fonazione
,
come
il
più
mobile
.
[4]
L’
autore
avrebbe
potuto
usare
spettegolare
ma
non
avrebbe
raggiunto
l’
intensità
del
neologismo
slinguottare
che
non
si
trova
nei
vocabolari
,
che
sono
sempre
arretrati
(
ed
è
ben
naturale
)
rispetto
all’
incessante
evolversi
della
nostra
capacità
di
esprimersi
,
tanto
è
vero
che
l’
immobilità
assoluta
in
un
fatto
vivo
come
il
linguaggio
non
si
può
mai
raggiungere
.
[5]
Prendiamo
un
altro
passo
dello
stesso
autore
:
«
E
dopo
quelle
litigate
s’
aggrappava
a
strapazzare
le
compagne
;
in
musica
Demo
(
si
tratta
di
un
personaggio
del
romanzo
)
doveva
accettare
la
sua
bestievolezza
»
.
[6]
Quest’
ultima
parola
,
bestievolezza
,
è
derivata
da
bestievole
,
riportato
dai
Dizionari
del
Tommaseo
e
del
Battaglia
con
un
solo
esempio
antichissimo
e
dato
per
morto
,
a
causa
,
possiamo
aggiungere
,
della
concorrenza
vittoriosa
di
bestiale
,
col
derivato
bestilità
,
tutti
e
due
ancora
in
uso
.
[7]
Ebbene
,
a
me
pare
che
bestievolezza
nel
contesto
citato
stia
benissimo
e
non
importa
davvero
se
manca
nei
vocabolari
.
[8]
Passiamo
ad
un
altro
autore
,
Leonardo
Sciascia
,
che
in
un
suo
volume
usa
voci
e
locuzioni
del
tutto
nuove
eppure
immediatamente
comprensibili
:
per
esempio
netturbe
per
«
nettezza
urbana
»
o
coppia
matrimoniata
in
cui
è
presente
il
recupero
di
una
voce
antica
,
il
verbo
matrimoniare
dato
come
desueto
sui
vocabolari
.
[9]
Di
più
complessa
interpretazione
è
il
verbo
finale
nella
frase
:
«
Non
sappiamo
quello
che
ci
capiterà
prima
che
scur
i
»
,
in
cui
è
da
vedere
una
voce
del
verbo
scurare
fin
qui
ignoto
perché
è
da
escludere
uno
scurire
che
avrebbe
dato
o
uno
scurisca
[
illeggibile
?
?
?
]
o
un
impossibile
scura
.
[10]
Anche
afforcare
per
«
imprecare
»
è
una
felice
riesumazione
e
fa
venire
in
mente
la
terribilità
di
Giovan
Battista
Vico
:
«
I
plebei
sollevati
dovettero
afforcare
i
nobili
»
,
mentre
compagnoneria
«
qualità
di
compagnone
»
con
un’
implicita
connotazione
di
allegria
e
di
sguaiataggine
è
termine
noto
ai
vocabolari
che
hanno
solo
compagnone
.
[11]
Qualche
volto
l’
uso
della
parola
è
ironico
.
[12]
Io
sono
sicuro
che
Sciascia
non
userebbe
mai
in
contesti
normali
il
verbo
relazionare
per
«
fare
una
relazione
»
;
eppure
,
quando
parla
di
una
commissione
venuta
per
lo
studio
dei
monumenti
arabo-normanni
scrive
:
«
E
venne
,
vide
e
relazionò
»
in
cui
c’
è
quel
burocratico
e
beffardo
relazionò
che
richiama
nella
stessa
posizione
sintattica
il
cesariano
vinsi
in
«
Venni
,
vidi
,
vinsi
»
.
[13]
L’
aggettivo
omertoso
di
«
omertà
»
ha
una
sua
originaria
impronta
e
non
risulta
usato
da
altri
autori
.
[14]
A
volte
Sciascia
pare
entrare
nel
merito
come
quando
,
visto
in
un
manifesto
le
due
parole
messe
una
accanto
all’
altra
lotta
e
governa
,
si
chiede
«
Nascerà
il
verbo
lottagovernare
?
»
.
[15]
Si
tratta
di
pochi
esempi
ma
sono
spie
di
un
modo
originale
di
elaborare
la
lingua
.
[16]
Del
resto
Sciascia
,
anche
se
in
un
modo
meno
diretto
,
nella
sintassi
.
[17]
Leggiamo
:
«
Ma
non
sai
che
siamo
inseguiti
?
Non
sai
che
forse
ci
ha
veduti
entrare
in
tua
casa
?
»
.
[18]
Vi
è
forse
una
spiegazione
(
al
di
là
del
poco
probabile
uso
dialettale
)
della
posizione
del
tua
che
precede
,
invece
di
seguire
,
casa
.
[19]
Si
racconta
,
in
quel
passo
,
di
due
cristiani
che
vanno
ad
avvertire
San
Paolo
di
essere
inseguiti
e
di
temere
per
lui
.
[20]
Ebbene
,
anche
il
resto
del
brevissimo
racconto
(
poche
righe
)
è
anomalo
rispetto
alla
sintassi
corrente
.
[21]
Cosa
abbiamo
voluto
dire
con
le
nostre
osservazioni
?
[22]
Che
gli
scrittori
di
razza
lasciano
un
segno
,
sia
nell’
uso
e
,
a
volte
,
nella
creazione
delle
parole
,
sia
nel
modo
di
disporre
il
periodo
,
che
rivela
,
come
un’
impronta
digitale
,
la
loro
personalità
.
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