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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Cultura, pizza e cannibali
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
19
maggio
1982
more header data
[1]
Goering
diceva
che
,
quando
sentiva
parlare
di
cultura
,
levava
la
sicura
alla
pistola
.
[2]
Mussolini
,
nel
1919
,
in
un
articolo
sul
«
Popolo
d’
Italia
»
,
aveva
già
scritto
:
«
In
un
uomo
di
Stato
la
cosiddetta
cultura
è
,
in
fin
dei
conti
,
un
lusso
inutile
»
.
[3]
Oggi
,
tutti
parlano
di
cultura
,
ma
pochi
si
chiedono
che
cosa
questa
parola
voglia
dire
.
[4]
I
partiti
hanno
scoperto
la
cultura
,
tutti
vogliono
fare
cultura
,
gli
assessorati
alla
cultura
,
prima
negletti
,
sono
ora
ambiti
da
amministratori
non
sempre
di
adeguata
istruzione
.
[5]
La
parola
è
dunque
diventata
di
moda
anche
perché
il
pretesto
culturale
permette
di
amministrare
un
giro
di
centinaia
di
milioni
e
,
in
qualche
caso
,
di
miliardi
.
[6]
Per
queste
ragioni
i
produttori
di
cultura
da
anni
impiegati
in
attività
serie
guardano
con
sospetto
all’
abuso
che
oggi
si
fa
di
una
parola
di
cui
sarà
bene
considerare
i
diversi
valori
.
[7]
Non
sapendo
come
definire
la
cultura
,
Edouard
Herriot
disse
che
la
cultura
è
ciò
che
resta
quando
si
è
dimenticato
tutto
:
si
tratta
come
è
chiaro
più
di
un
paradosso
che
di
una
verità
perché
la
cultura
non
può
fare
a
meno
della
memoria
.
[8]
Il
significato
più
generale
consente
di
usare
cultura
in
senso
etnologico
e
sociologico
,
tanto
che
si
sente
parlare
perfino
di
cultura
dei
tagliatori
di
teste
,
di
cultura
del
canniball
o
di
cultura
della
pizza
e
del
minestrone
.
[9]
Un
uso
così
ampio
è
quello
che
ci
permette
di
capire
come
spesso
si
adoperi
la
parola
per
riferirsi
ad
usi
e
costumi
,
quali
modesti
balli
in
campagna
,
quali
certe
forme
di
buona
o
di
cattiva
educazione
come
indici
o
espressioni
di
cultura
.
[10]
Quest’
uso
così
vasto
è
nato
ai
primi
di
questo
secolo
.
[11]
Ora
,
quando
un
termine
comprende
troppi
signidicati
,
perde
di
valore
e
finisce
col
non
dire
più
nulla
.
[12]
Sarà
perciò
utile
vedere
la
storia
della
parola
.
[13]
Cultura
,
nel
suo
valore
reale
,
non
si
può
intendere
se
non
pensando
alla
sua
origine
latina
,
a
quella
cultura
animi
(
«
cultura
dell’
animo
»
)
dalla
quale
si
sono
tratti
i
significati
dei
tempi
più
recenti
.
[14]
Si
tratta
di
un
traslato
da
un
valore
agricolo
,
cioè
cultura
o
coltura
,
dopo
secolo
di
uso
promiscuo
,
sono
oggi
alquanto
differenziate
perché
coltura
si
usa
,
per
lo
più
,
in
senso
agricolo
,
cultura
in
senso
traslato
.
[15]
I
Romani
crearono
,
per
così
dire
,
il
concetto
di
cultura
animi
traendolo
dall’
agricoltura
e
furono
spinti
a
questo
dalla
necessità
di
opporre
una
loro
visione
della
vita
spirituale
al
concetto
greco
di
educazione
espresso
dal
termine
paiderìa
con
cui
era
indicato
un
valore
di
civiltà
,
interpretato
soprattutto
come
educazione
dei
giovani
.
[16]
Dicendo
cultura
animi
(
ed
anche
agri
cultura
)
non
si
usa
la
semplice
parola
cultura
ma
si
specifica
come
,
più
tardi
,
nelle
locuzioni
cultura
letteraria
,
scientifica
,
filosofica
,
musicale
ecc
.
non
per
nulla
fin
dal
Quattrocento
e
dal
Cinquecento
si
incomincia
ad
usare
il
termine
coltura
o
cultura
non
solo
in
Italia
ma
in
Francia
,
accompagnato
da
specificazioni
.
[17]
Così
in
un
Volgarizzamento
del
Petrarca
del
1478
si
trova
coltura
di
religione
,
nel
Tasso
coltura
delle
umane
lettere
,
nel
Parini
coltura
della
lingua
,
nell’
Alfieri
coltura
della
letteratura
latina
e
francese
,
nel
Nievo
coltura
classica
,
nel
Carducci
coltura
filologica
,
nel
Fogazzaro
cultura
religiosa
,
nel
Croce
cultura
storica
.
[18]
Ma
col
Tasso
comincia
anche
l’
uso
della
parola
sola
in
un
significato
che
comprende
il
complesso
delle
conoscenze
intellettuali
formatrici
della
personalità
dell’
uomo
e
che
raggiunge
anche
il
più
generale
valore
di
istruzione
di
educazione
.
[19]
Francesco
De
Sanctis
si
soffermò
sul
valore
della
parola
e
significativo
appare
il
passo
seguente
:
«
Proprio
della
coltura
è
suscitare
nuove
idee
e
bisogni
meno
materiali
,
formare
una
classe
di
cittadini
più
educata
e
civile
,
metterla
in
comunicazione
con
la
coltura
straniera
,
avvicinare
e
accomunare
le
lingue
sviluppando
in
esse
non
quello
che
è
locale
ma
quello
che
è
comune
»
.
[20]
Ma
che
il
termine
,
da
solo
potesse
sfumare
fino
a
diventare
un’
ombra
è
provato
dal
Pascoli
che
si
pose
il
problema
in
modo
diretto
,
nel
seguente
,
emblematico
passo
:
«
A
proposito
,
che
cosa
è
questa
cultura
?
Confesso
che
non
ne
ho
avuto
sempre
idea
chiara
;
adesso
mi
pare
che
ella
debba
essere
il
preparamento
dello
spirito
a
ricevere
non
solo
una
istruzione
speciale
e
professionale
ma
anche
,
e
più
,
ogni
seme
ideale
,
che
sparga
la
scienza
e
l’
arte
»
.
[21]
Benedetto
Croce
trattò
dei
rapporti
fra
cultura
e
ingegno
e
sostenne
che
chi
non
ha
ingegno
non
ha
neanche
cultura
.
[22]
Così
si
arriva
ad
un
concetto
molto
alto
della
cultura
e
Corrado
Alvaro
la
intese
«
in
quanto
educazione
e
perfezione
interiore
,
in
quanto
equilibrio
»
.
[23]
In
tal
senso
la
parola
cultura
merita
di
essere
raccomandata
.
[24]
La
cultura
è
amica
della
libertà
,
come
del
resto
la
scienza
,
e
non
è
collocabile
in
nessuna
area
specificatamente
politica
.
[25]
Se
Mussolini
o
Goering
hanno
parlato
in
modo
coì
distorto
è
perché
erano
dei
dittatori
,
mentre
,
secondo
una
vecchia
tradizione
greca
,
«
Solo
l’
uomo
colto
è
libero
»
.
[26]
Tristano
Bolelli
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