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Maarten Janssen, 2014-
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Pivoli e mak P 100
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
18
ottobre
1981
more header data
[1]
IL
recente
centenario
dell
'
Accademia
Navale
di
Livorno
,
so-
lennemente
festeggiato
alla
presenza
del
Capo
dello
Stato
,
mi
ha
fatto
venire
in
mente
un
lavoro
sul
linguaggio
degli
Al-
lievi
che
p
.
[2]
Federigo
Tollemache
pubblicò
–
un’
eccellente
idea
-
anni
fa
.
[3]
L’
espressione
più
nota
al
pubblico
e
comune
anche
all'
Ac-
cademia
di
Modena
e
a
quella
di
Torino
è
mak
P
100
con
cui
si
designa
la
festa
che
viene
celebrata
dagli
Aspiranti
del-
l'
ultimo
corso
cento
giorni
prima
della
fine
dell'
anno
scola-
stico
.
[4]
Pare
che
l’
espressione
sia
da
ricercare
nella
frase
pie-
montese
ai
cala
mac
pi
sent
dì
«
mancano
soltanto
cento
gior-
ni
»
.
[5]
Come
ha
fatto
notare
il
Tollemache
,
anche
altri
paesi
conoscono
feste
di
questo
tipo
le
cui
denominazioni
conten-
gono
i1
numerale
«
cento
›
›
ad
indicare
una
sorta
di
conto
alla
rovescia
.
Le
parole
proprie
dell'
Accademia
Navale
,
più
che
obbe-
dire
al
principio
di
chiusura
e
di
mistero
proprio
del
gergo
,
sembrano
scherzare
su
particolari
aspetti
della
vita
dei
gio-
vani
che
si
apprestano
a
diventare
ufficiali
di
marina
.
Per
esempio
,
chi
per
primo
introdusse
la
parola
mariprete
per
«
cappellano
»
doveva
essere
un
bello
spirito
che
applicò
pia-
cevolmente
il
mari-
,
che
designava
la
Marina
Militare
in
mol-
ti
composti
come
Mariscuola
,
al
cappellano
,
appunto
,
della
Marina
.
Formazioni
ugualmente
scherzose
fra
le
molte
offer-
te
dal
Tollemache
,
sono
milite
ignoto
,
applicato
alla
polpetta
ad
indicare
il
suo
incerto
contenuto
;
nave
scuola
,
riferito
ori-
ginariamente
ad
una
nobildonna
veneziana
che
-
a
quanto
si
diceva
-
non
disdegnava
la
compagnia
degli
appartenenti
al-
la
Marina
,
poi
applicato
a
ragazza
che
frequenta
gli
allievi
,
conosce
la
vita
dell
'
Accademia
ed
ha
fama
di
non
essere
un
modello
di
virtù
;
calcestruzzo
,
detto
dell'
insalata
russa
con
molte
patate
e
poca
maionese
;
ciapèi
per
«
chiasso
,
confusio-
ne
›
›
,
dal
nome
di
un
sobborgo
di
Shanghai
;
pesciare
«
rim-
proverare
›
›
con
evidente
derivazione
dal
detto
romanesco
trattare
a
pesci
in
faccia
,
appartenente
a
una
numerosa
fa-
miglia
:
pesci
«
rimproveri
›
›
;
pesciaío
e
addirittura
genepe-
sca
«
la
segreteria
degli
allievi
»
dove
si
fanno
i
rimproveri
,
pesciata
«
rimprovero
›
›
ecc
.
Molto
numeroso
è
il
gruppo
di
parole
che
si
riferiscono
agli
iniziandi
:
pivetto
e
pivolo
«
allievo
della
prima
classe
›
›
;
pivello
«
allievo
della
seconda
classe
›
›
,
pivo
«
allievo
della
terza
classe
›
›
.
L'
origine
della
voce
è
gergale
:
si
tratta
,
con
ogni
probabilità
,
di
un
derivato
di
piva
che
ora
significa
«
cornamusa
›
›
ma
anticamente
e
dialettalmente
«
membro
virile
›
›
.
Il
maschile
fu
già
in
uso
nel
Burchiello
e
nell'
Areti-
no
col
valore
di
«
ragazzo
effeminato
»
.
Ora
il
termine
ha
attenuato
il
crudo
significato
originario
e
,
nella
forma
«
pi-
vello
›
›
di
uso
abbastanza
comune
,
vuol
dire
«
novellino
,
prin-
cipiante
›
›
ma
anche
«
giovane
pretenzioso
e
vanesio
›
›
.
L'
ambiente
dei
giovani
dell'
Accademia
navale
non
può
mancare
di
voci
che
si
riferiscono
alle
ragazze
:
già
si
è
detto
di
nave
scuola
,
ed
ecco
ia
locuzione
navigare
al
bordo
sotto
per
«
prendere
una
cotta
›
›
.
Una
ragazza
formosa
è
detta
pa-
stecca
o
pasteccona
e
il
fare
complimenti
un
po'
materiali
si
dice
pasteccare
,
che
ha
come
derivato
pasteccata
.
Sorgono
ora
due
questioni
.
La
prima
è
che
,
essendo
la
rac-
colta
del
Tollemache
di
alcuni
armi
fa
,
sarebbe
opportuno
vedere
se
le
parole
e
le
locuzioni
registrate
vivano
ancora
tutte
e
se
se
ne
siano
aggiunte
di
nuove
.
La
seconda
è
data
dalla
prossima
presenza
di
donne
come
allieve
dell
'
Accade-
mia
.
La
ragazza
triestina
che
aveva
fatto
causa
all'
Accademia
perché
,
in
quanto
donna
,
non
era
stata
ammessa
,
ha
avuto
un
si
di
massima
dalla
proposta
di
legge
.
Non
ci
sarà
da
pre-
vedere
che
le
donne
rendano
più
libero
il
linguaggio
,
ora
ca-
stigato
,
degli
Accademisti
?
[6]
BolLS181081
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