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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Spropositi e uomini cavalcanti somari
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
7
aprile
1981
more header data
[1]
Chi
scrive
di
linguistica
sui
giornali
è
destinato
a
ricevere
lettere
che
presentano
quesiti
molto
vari
.
[2]
Per
parte
mia
,
m'
ingegno
di
rispondere
direttamente
quando
mi
viene
fornito
l'
indirizzo
.
[3]
Una
sola
volta
non
ho
risposto
ed
è
quando
ho
ricevuto
delle
contumelie
da
un
professore
che
non
condivideva
una
mia
osservazione
.
[4]
Il
titolo
di
professore
in
Italia
è
certamente
molto
svalutato
,
tanto
che
è
venuto
di
moda
un
altro
termine
,
docente
,
un
tempo
riservato
a
quella
categoria
di
«
liberi
docenti
»
la
cui
soppressione
,
insieme
con
quella
degli
assistenti
,
è
stata
così
funesta
che
ora
si
cerca
faticosamente
di
ripristinarli
,
sia
pure
,
pudicamente
,
sotto
un
altro
nome
.
[5]
Dicevo
,
dunque
,
del
professore
al
quale
non
ho
risposto
,
che
ha
una
carta
intestata
che
fornisce
qualche
utile
spunto
.
[6]
La
qualifica
risulta
così
espressa
:
«
Insegna
nte
latina
e
gre
co
nei
licei
classici
»
.
[7]
Ora
,
io
penso
che
sarebbe
di
buon
gusto
scrivere
:
«
Insegnante
di
latino
e
greco
»
.
[8]
Infatti
,
se
noi
dicessimo
insegnante
f
rancese
o
inglese
è
evidente
che
francese
o
inglese
si
riferirebbero
alla
nazionalità
e
non
alla
lingua
insegnata
.
[9]
Né
vale
dire
che
latin
o
non
indica
più
una
nazionalità
se
è
vero
che
popoli
latini
sono
chiamati
quelli
che
si
riconoscono
come
eredi
di
una
civiltà
fatta
di
lingue
,
tradizioni
,
istituzioni
comuni
,
per
non
parlare
di
greco
,
tanto
che
inse
gnan
te
greco
verrebbe
sicuramente
interpretato
come
«
insegnante
di
nazionalità
greca
»
.
[10]
La
questione
investe
più
generalmente
i
participi
presenti
,
molti
dei
quali
sono
diventati
sostantivi
né
verrebbe
in
mente
a
nessuno
di
usarli
come
participi
seguiti
da
un
oggetto
.
[11]
Sono
di
questo
tipo
supplente
,
lubri
fi
cante
,
lavorante
,
ecc
.
[12]
Altri
sono
aggettivi
come
sonan
t
e
(
denaro
sonante
)
,
divertente
,
assordante
ecc
.
[13]
Altri
infine
,
quando
si
sente
in
modo
precipuo
il
valore
verbale
,
si
trovano
anche
col
complemento
richiesto
dall'
infinito
;
è
il
caso
di
comandante
il
plotone
(
all'
infinito
comandare
il
plotone
)
ma
,
poiché
il
carattere
nominale
prevale
,
è
molto
più
naturale
usare
comandante
del
plotone
.
[14]
Un'
occhiata
al
Grande
Dizionario
del
Battaglia
fa
vedere
come
tutti
gli
autori
citati
,
da
Montecuccoli
a
Buzzati
usino
,
comandante
di
.
[15]
È
questo
il
caso
di
insegnante
ed
in
modo
particolare
perché
l'
uso
verbale
si
presta
ad
equivoci
del
tipo
di
in
segnante
i
taliano
che
vorrà
sempre
dire
,
senza
dubbio
,
«
insegnante
di
nazionalità
italiana
»
.
[16]
Per
rendere
meno
incompleta
questa
analisi
si
deve
aggiungere
che
sono
da
evitare
,
per
questione
prima
di
gusto
che
di
correttezza
grammaticale
,
costruzioni
come
pris
ma
ri
frangente
la
l
uce
,
uomo
cavalcant
e
un
somaro
,
atteggiame
to
ri
fl
ettente
una
moda
e
simili
,
preferendo
prisma
che
rifl
et
te
la
luce
,
uo
mo
che
cavalca
u
n
somaro
,
atteggiamento
che
rifl
ette
una
moda
ecc
.
[17]
Sento
già
un'
obiezione
:
il
che
è
un
piccolo
strumento
che
si
intrufola
un
po'
dappertutto
e
la
sua
ripetizione
potrebbe
diventare
noiosa
.
[18]
Ma
qui
è
il
bello
:
chi
cerca
di
scrivere
con
qualche
proprietà
(
non
si
dice
eleganza
)
deve
essere
capace
di
evitare
una
lunga
serie
di
che
.
[19]
Non
è
poi
tanto
difficile
e
spesso
,
pare
impossibile
,
trattandosi
di
taglio
del
periodo
,
viene
in
primo
piano
la
punteggiatura
,
quella
punteggiatura
alla
quale
voleva
dedicare
un
trattato
nientemeno
che
Giacomo
Leopardi
.
[20]
Sono
giunto
a
dare
questi
consigli
perché
,
come
un
altro
(
e
,
questo
,
gentilissimo
)
corrispondente
mi
scrive
,
i
lettori
chiedono
un
aiuto
per
quelli
che
egli
chiama
«
Manovali
della
lingua
»
,
cioè
quelli
che
tutti
i
giorni
negli
ambienti
di
lavoro
devono
affrontare
e
superare
le
enormi
difficoltà
,
le
ambiguità
,
le
contraddizioni
di
cui
è
disseminata
la
lingua
.
[21]
Certo
in
Italia
si
dà
troppo
poca
importanza
allo
studio
della
lingua
nella
scuola
media
dell'
obbligo
,
nessuna
nelle
scuole
media
superiori
dove
si
leggono
(
quando
si
leggono
)
gli
autori
ma
dove
si
preferisce
sapere
(
spesso
malamente
)
il
contenuto
delle
opere
mentre
la
spiegazione
del
testo
(
così
diffusa
in
Francia
)
è
quasi
del
tutto
ignorata
.
[22]
Il
mio
corrispondente
lamenta
errori
come
errati
co
per
«
erroneo
»
,
espressioni
come
prev
aricare
il
sindacato
(
forse
per
«
scavalcare
»
)
,
spropositi
di
accento
nei
mezzi
di
comunicazione
di
massa
.
[23]
La
richiesta
del
lettore
è
che
i
principali
quotidiani
istituiscano
delle
rubriche
per
diffondere
un
uso
corretto
dell'
italiano
.
[24]
Ma
francamente
il
compito
di
far
riflettere
sulla
lingua
è
uno
dei
principali
doveri
della
scuola
.
[25]
Chi
scrive
sui
giornali
ed
ha
competenza
in
linguistica
può
dare
un
duplice
aiuto
:
cercando
di
scrivere
il
meno
peggio
possibile
e
trattando
di
argomenti
interessanti
.
[26]
Non
dimentichiamo
che
i
giornali
oggi
si
leggono
anche
nelle
scuole
.
[27]
Tristano
Bolelli
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