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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Il pranzo opzionale
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
18
marzo
1984
more header data
[1]
Trovandomi
recentemente
a
Roma
nell’
atrio
di
un
albergo
(
altri
direbbe
hall
ed
altri
ancora
,
come
risultava
in
quello
stesso
luogo
,
lobby
)
c’
era
un
tavolinetto
intorno
al
quale
sedevano
due
ragazze
carine
con
dei
biglietti
.
[2]
Sul
tavolo
,
un
cartello
con
la
scritta
:
VENDITA-OPZIONALI
.
[3]
Mi
avvicinai
per
chiedere
spiegazioni
.
[4]
Già
metteva
in
difficoltà
quella
lineetta
fra
le
due
parole
;
poi
,
quell’
opzionali
,
che
cosa
voleva
dire
?
[5]
Mi
fu
spiegato
che
si
trattava
della
vendita
di
biglietti
per
dei
passi
venduti
a
dei
congressisti
per
un
prezzo
minore
,
riservati
a
chi
si
prenotava
.
[6]
Sapevo
di
opzionali
con
valore
di
accessori
per
l’
auto
e
simili
ma
questa
volta
si
trattava
di
buoni
per
colazione
e
pranzi
.
[7]
La
voce
opzione
apparteneva
una
volta
al
linguaggio
giuridico
,
con
riferimento
alla
libera
scelta
.
[8]
Ora
siamo
alla
scelta
dei
pezzi
di
automobili
e
addirittura
di
pasti
.
[9]
Ma
,
mentre
opzione
veniva
direttamente
dal
latino
,
opzionale
ha
fatto
un
giro
più
lungo
e
viene
dall’
inglese
optional
.
[10]
L’
uso
di
opzionale
come
sostantivo
manca
perfino
al
nuovo
Zingarelli
e
non
è
stato
perciò
preso
in
considerazione
nello
spiritoso
ma
anche
amaro
articolo
di
Guido
Ceronetti
che
su
questo
quotidiano
un
paio
di
mesi
fa
ha
raccolto
un’
ampia
messe
di
voci
straniere
e
di
voci
di
cattivo
gusto
ricavate
proprio
dal
più
moderno
(
per
ora
)
dei
vocabolari
italiani
.
[11]
È
l’
articolo
che
finiva
con
un
passo
che
così
suonava
:
«
Sono
andato
in
tilt
con
una
gambizzata
dell’
OUA
molto
out
,
che
mi
rompe
per
il
fare
il
marketing
dell’
OPEC
me
senza
Know-how
:
questo
mi
ha
sgasato
»
ecc
.
,
e
così
per
altre
quattordici
righe
.
[12]
Ora
,
io
vorrei
che
si
imponesse
di
imparare
a
memoria
questo
passo
a
quelli
che
hanno
avuto
il
coraggio
di
scrivermi
–
a
proposito
di
certe
mie
raccomandazioni
sull’
uso
della
lingua
pubblicate
dal
nostro
quotidiano
–
che
l’
italiano
non
ha
alcun
bisogno
di
essere
difeso
e
i
dialetti
sì
.
[13]
Il
ragionamento
,
se
così
può
essere
chiamato
,
si
basa
sul
fatto
che
nell’
ambito
del
nostro
Stato
,
la
lingua
italiana
non
avrebbe
alcun
bisogno
di
difesa
,
né
di
solidarietà
,
dato
che
essa
sta
benissimo
,
imposta
com’
è
da
tutta
una
serie
di
leggi
e
di
regolamenti
amministrativi
scolastici
,
militari
e
giudiziari
,
e
usata
com’
e
da
tutti
i
mezzi
di
comunicazione
di
massa
(
ma
nel
testo
al
quale
mi
riferisco
si
dice
mass-media
)
,
pubblici
e
privati
,
dalla
pubblicistica
,
dall’
editoria
,
ecc
.
ecc
.
[14]
Ormai
ho
abbastanza
pratica
di
queste
cose
per
sapere
che
nell’
animo
di
certi
difensori
dei
dialetti
o
di
lingue
locali
albergano
rivendicazioni
e
campanilismi
che
hanno
poco
a
che
vedere
coi
problemi
linguistici
.
[15]
Per
esempio
,
ho
osato
dire
(
non
in
questa
sede
)
che
a
Trieste
si
parla
un
idioma
di
tipo
veneto
,
cosa
ammessa
da
tutti
quelli
che
di
queste
cose
si
intendono
.
[16]
Ebbene
,
sono
saltati
fuori
moltissimi
a
scrivermi
che
non
è
vero
.
ma
la
cosa
non
è
finita
qui
.
[17]
Molti
hanno
aggiunto
che
la
povera
Trieste
è
tartassata
dall’
Italia
,
che
i
triestini
sono
vittime
del
governo
,
che
gli
(
altri
)
italiani
non
si
occupano
abbastanza
della
città
di
Trieste
e
che
il
trattato
di
Osimo
è
una
bruttura
ecc
.
[18]
Ma
tutte
queste
questioni
,
ammesso
che
siano
vere
,
non
c’
entrano
nulla
col
carattere
veneto
del
dialetto
triestino
che
ha
,
s’
,
come
ogni
dialetto
,
certe
sue
peculiarità
,
ma
che
non
sono
tali
da
staccarlo
dal
gruppo
dei
dialetti
veneti
.
[19]
E
così
è
stato
epr
certe
mie
affermazioni
sul
sardo
.
[20]
Mi
è
stato
detto
e
scritto
che
la
Sardegna
è
stata
la
regione
italiana
che
ha
dato
,
nella
prima
guerra
mondiale
,
il
più
alto
contributo
di
sangue
,
di
morti
e
di
feriti
che
i
sardi
vogliono
un’
Italia
governata
e
amministrata
meglio
di
adesso
.
[21]
Ebbene
,
cosa
c’
entra
tutto
questo
con
la
questione
dei
rapporti
lingua/dialetti
?
[22]
A
me
pare
che
non
c’
entri
niente
.
[23]
Chi
non
vuole
che
l’
Italia
sia
governata
e
amministrata
meglio
?
[24]
C’
è
bisogno
di
essere
sardi
per
sentire
questo
desiderio
?
[25]
Lo
voglio
anch’
io
che
sono
bolognese
.
[26]
Il
fatto
è
che
sarebbe
bene
,
quando
si
parla
di
un
argomento
,
non
divagare
.
[27]
La
divagazione
appesantisce
,
produce
cortine
fumogene
,
non
aiuta
il
trionfo
della
ragione
.
[28]
Se
si
vogliono
difendere
i
dialetti
e
le
parlate
locali
si
devono
usare
altri
argomenti
.
[29]
Tristano
Bolelli
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