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Maarten Janssen, 2014-
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L’imputato «commissariato»
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
17
febbraio
1984
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[1]
Ogni
tanto
bisogna
rispondere
ai
lettori
.
[2]
Mi
ha
richiamato
al
dovere
una
letterina
di
un
lettore
di
Aosta
che
così
mi
scrive
:
«
vedevo
in
lei
un
gentile
,
appassionato
cultore
ed
amante
della
lingua
italiana
,
un
tempo
così
bella
…
invece
!
Invece
,
vedo
,
purtroppo
,
che
anche
lei
,
così
erudito
,
si
lascia
trascinare
dalla
forma
degenerativa
del
dialetto
romanesco-borbonico
che
inquina
la
lingua
nostra
.
Nel
suo
scritto
del
giorno
1
lei
dice
“
Vorrei
parlare
”
ecc
.
ecc
.
e
più
avanti
:
“
non
direi
”
.
Usa
il
condizionale
anche
lei
togliendo
al
linguaggio
credibilità
,
eleganza
e
chiarezza
.
Non
crede
che
bisognerebbe
intraprendere
una
campagna
contro
l’
uso
assurdo
e
fuori
luogo
e
tempo
della
forma
condizionale
che
da
qualche
anno
deturpa
la
lingua
?
Specie
gli
operatori
della
Rai
veri
assassini
del
linguaggio
»
,
ecc
.
[3]
Devo
dire
che
sono
rimasto
esterrefatto
dall’
accusa
di
prevaricatore
del
condizionale
,
di
semplice
e
manutengolo
della
decadenza
linguistica
,
io
che
,
poveretto
,
cerco
di
starci
attento
,
ma
non
avrei
riportato
alla
lettera
l’
atto
di
accusa
se
non
fosse
in
esso
contenuta
materia
per
alcune
considerazioni
.
[4]
Se
uno
comincia
un
periodo
con
un
«
Vorrei
parlare
…
»
o
,
dopo
alcune
frasi
osserva
:
«
non
direi
»
ecc
.
,
non
commette
nessun
reato
di
lesa
lingua
italiana
ma
usa
correttamente
un
modo
,
il
condizionale
,
che
,
come
diceva
nella
sua
ancor
pregevole
Sintassi
italiana
Raffaello
Fornaciari
nel
1881
«
esprime
di
sua
natura
dubbio
,
incertezza
,
possibilità
,
al
contrario
di
quella
sicurezza
e
risolutezza
che
esprime
l’
uso
corrispondente
dell’
indicativo
»
.
[5]
La
frase
che
avevo
adoperato
si
riferiva
all’
esempio
di
uno
che
,
facendo
un
discorso
scientifico
,
esordisse
così
:
«
Vorrei
parlare
dell’
importanza
dell’
energia
atomica
»
.
[6]
Ma
è
possibile
immaginare
uno
che
,
rivolto
al
pubblico
venuto
per
ascoltarlo
,
dicesse
:
«
Voglio
parlare
dell’
energia
atomica
»
?
passerebbe
sicuramente
per
poco
riguardoso
o
peggio
.
[7]
Così
,
quando
,
più
avanti
,
a
commento
della
frase
introdotta
,
ho
scritto
«
Non
direi
che
si
tratti
di
enfasi
vera
e
propria
ma
di
richiamo
alla
serietà
dell’
argomento
»
,
intendevo
esprimere
col
condizionale
quel
senno
del
limite
che
talune
affermazioni
è
bene
non
perdere
,
specie
quando
si
tratti
di
impressioni
personali
,
sia
pure
basate
su
una
certa
esperienza
,
e
non
di
risultati
di
operazioni
aritmetiche
.
[8]
Sarebbe
grave
togliere
alla
lingua
il
condizionale
che
non
vive
solo
da
qualche
anno
,
come
crede
il
lettore
,
ma
è
attestato
a
partire
da
Dante
nelle
opere
dei
nostri
maggiori
scrittori
.
[9]
Quando
Boccaccio
scrive
:
«
Io
non
vi
potrei
mai
divisare
,
quanti
siano
i
dolci
suoni
d’
infiniti
strumenti
…
né
vi
potrei
dire
quanta
sia
la
cera
che
vi
s’
arde
a
queste
cene
»
,
o
quando
Redi
dice
«
Non
vorrei
che
V
.
S
.
credesse
che
io
facessi
un
gran
bere
di
caffè
»
,
usano
quel
condizionale
che
il
lettore
mi
rimprovera
.
[10]
Né
credo
che
in
questo
caso
si
possa
parlare
di
«
forma
degenerativa
del
dialetto
romanesco
borbonico
»
.
[11]
E
,
per
una
volta
tanto
,
gli
operatori
della
Rai
non
c’
entrano
.
[12]
Ma
non
vorrei
che
nella
mente
del
lettore
si
fosse
annidata
una
forma
,
questa
,
sì
,
errata
e
cioè
l’
«
io
vorrebbe
»
per
«
io
vorrei
»
che
si
sente
molto
spesso
in
romanesco
.
[13]
Ma
questa
è
un’
altra
questione
,
come
ognuno
vede
.
[14]
Forte
del
manzoniano
«
Vorrei
un
servizio
da
voi
»
,
mi
permetto
di
dire
che
vorrei
pregare
i
lettori
di
curare
la
lingua
ma
facendo
attenzione
a
casi
che
proprio
sotto
i
nostri
occhi
stanno
avvenendo
,
come
l’
abuso
di
quella
parola
,
commissariamento
sulla
quale
è
stata
autorevolmente
attirata
la
mia
attenzione
.
[15]
Di
commissariamento
della
Rai
si
è
parlato
molto
nei
giorni
scorsi
e
chi
usa
quella
parola
si
può
far
forte
della
sua
presenza
nell’
ultima
edizione
(
l’
undicesima
)
del
Vocabolario
di
Zingarelli
.
[16]
L’
edizione
precedente
,
di
una
decina
di
anni
fa
,
non
aveva
né
commissariamento
né
commissariare
(
presente
anch’
esso
nell’
ultima
)
.
[17]
La
voce
è
,
dunque
,
salita
agli
onori
del
vocabolario
negli
ultimi
anni
.
[18]
Prima
c’
era
,
semmai
,
gestione
commissariale
che
bastava
e
ce
n’
era
anche
di
troppo
.
[19]
Che
dire
di
commissariamento
?
[20]
Che
è
brutto
,
ma
chissà
quanti
dicono
che
la
parola
è
necessaria
e
che
,
essendo
stato
introdotto
il
verbo
commissariare
,
è
naturale
che
sia
venuto
fuori
anche
commissariamento
.
[21]
Speriamo
che
a
qualche
altro
fabbricatore
di
nomi
non
venga
in
mente
di
fare
commissariazione
che
avrebbe
il
vantaggio
di
essere
simile
a
commiserazione
(
commiseramento
non
c’
è
)
,
sentimento
che
viene
suscitato
da
certe
vicende
,
non
esclusa
quella
della
Rai
,
e
sia
detto
senza
offesa
per
nessuno
.
[22]
Tristano
Bolelli
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