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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Vizi e parole dell’italiese
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
16
dicembre
1979
more header data
[1]
Chi
si
occupa
di
lingua
contemporanea
farà
bene
a
stare
con
le
orecchie
aperte
,
ad
avere
sempre
a
disposizione
una
penna
e
un
taccuino
e
a
leggere
quanto
più
potrà
libri
attuali
e
giornali
.
[2]
Non
vi
è
dubbio
che
si
imbatterà
molto
spesso
in
espressioni
che
appartengono
a
quella
lingua
che
si
potrebbe
chiamare
italiese
,
per
indicare
una
sorta
di
casba
linguistica
in
cui
convergono
parole
di
varia
e
dubbia
provenienza
,
modi
di
dire
strani
che
non
hanno
ancora
cittadinanza
e
che
,
in
parte
,
non
l'
avranno
mai
perché
saranno
riassorbiti
e
dimenticati
,
locuzioni
nate
non
propriamente
da
illustri
progenitori
.
[3]
Il
termine
itali
ese
è
coniato
su
sinistrese
,
definito
da
un
giornalista
come
Giorgio
Bocca
«
una
invenzione
linguistica
collettiva
e
spontanea
,
di
ra
pida
e
facile
comunicazione
,
in
tesa
a
copr
ire
la
mancanza
di
idee
generali
e
di
prospettive
per
il
future
che
è
dell
‘
intera
nazione
e
forse
dell'
intera
ci
viltà
industriale
e
di
de
fi
ni
re
in
qualche
moda
,
di
etichetta
re
,
chi
pensa
di
stare
a
sinistra
,
di
militare
nei
partiti
e
nei
movimenti
della
sinistra
vecchia
e
nuova
,
anche
se
non
sa
bene
in
che
cosa
esattamente
consista
»
.
[4]
Fra
gli
esempi
di
sinist
rese
raccolti
da
Paolo
Flores
d'
Arcais
e
Giampiero
Mughini
nel
volumetto
Il
piccolo
sinistrese
illustrato
,
di
un
paio
di
anni
fa
,
figurano
autocritica
,
corretto
,
dialetticamente
,
fare
il
gioco
di
,
gestione
,
ghettizzazione
,
impegno
,
militanza
,
organico
,
riappropriarsi
,
rivoluzione
culturale
,
terzaforzismo
,
ecc
.
[5]
Tutte
queste
parole
o
locuzioni
si
sentono
continuamente
intorno
a
noi
,
e
su
una
vorrei
fermarmi
.
[6]
Definire
corretta
un'
affermazione
è
un
modo
molto
frequente
per
chiudere
un
dibattito
una
discussione
senza
voler
vedere
altre
soluzioni
o
tentare
un
ragionamento
approfondito
che
potrebbe
portare
a
conclusioni
diverse
.
[7]
Ma
quel
corretto
è
diventato
da
tempo
una
sorta
di
intercalere
,
spesso
esclamativo
,
quando
i
comuni
mortali
hanno
sempre
detto
:
«
Sì
»
,
«
È
vero
»
,
oppure
:
«
Sono
d'
accordo
»
.
[8]
Perché
mi
è
venuto
in
mente
di
parlare
di
italies
e
?
[9]
Perché
se
il
sinistrese
(
può
aggiungersi
il
burocratese
di
cui
ha
fatto
menzione
Luciano
Satta
)
ed
altri
modi
di
esprimersi
(
meglio
sarebbe
dire
«
di
non
esprimersi
»
)
,
pur
essendo
inutili
o
stravaganti
diventano
ogni
giorno
più
frequenti
affiancandosi
al
linguaggio
di
solito
ermetico
degli
uomini
politici
e
dei
sindacalisti
,
l'
italiano
potrà
subire
gravi
danni
diventando
irriconoscibile
.
[10]
Davvero
non
si
sa
cosa
pensare
quando
si
sente
parlare
alla
televisione
di
dimensione
del
sesso
,
costringendo
la
gente
a
far
confluire
sulla
parola
dimensione
il
significato
di
«
caratteristica
»
,
«
valore
»
,
ma
quanto
,
nel
caso
in
esame
,
sia
un’
operazione
ambigua
,
lascio
giudicare
al
lettore
.
[11]
Alla
stessa
televisione
si
è
sentito
dire
vivere
singole
per
«
vivere
sole
»
,
senza
(
come
una
volta
si
diceva
)
uno
straccio
d'
uomo
.
[12]
Questo
singole
viene
certamente
dall'
inglese
,
in
cui
single
vuol
dire
anche
«
non
sposato
»
ma
la
presenza
nel
linguaggio
degli
albergatori
di
«
camere
singole
»
fa
sentire
uno
strano
effetto
quando
è
riferita
a
delle
donne
.
[13]
Sarà
il
caso
di
parlare
anche
di
lingua
televi
se
se
?
[14]
Sua
caratteristica
fondamentale
sarebbe
l'
errore
d'
accento
,
di
pronunzia
e
,
spesso
,
la
carenza
culturale
.
[15]
Ho
perfino
sentito
parlare
alla
televisione
di
Split
.
[16]
Cos
'
è
questo
Split
?
[17]
E
il
nome
slavo
di
«
Spalato
»
dove
Diocleziano
si
fece
la
reggia
che
costituisce
ancor
oggi
gran
parte
della
città
in
un
susseguirsi
di
costruzioni
,
di
palazzi
,
di
archi
,
di
vie
,
di
piazze
.
[18]
Ora
,
dire
in
italiano
Split
è
incomprensibile
.
[19]
Sarebbe
come
dire
:
Vado
a
Paris
,
a
London
,
a
Berlin
,
invece
che
a
Parigi
,
a
Lon
dra
,
a
Berlino
.
[20]
I
nomi
di
luogo
di
antica
tradizione
italiana
devono
(
e
non
c'
entra
nulla
lo
spirito
nazionalistico
)
essere
rispettati
.
[21]
Mentre
si
riscontrano
tali
e
tanti
strani
usi
linguistici
,
ecco
apparire
un
altro
aspetto
,
quello
eufemistico
,
per
cui
,
come
si
sa
,
pare
elegante
dire
a
lleggerimento
della
mano
d'
ope
ra
invece
di
licenziamento
,
terza
età
per
vecchiaia
,
numero
programmato
per
numero
chiuso
(
ma
so
che
c'
è
chi
disquisisce
su
una
presunta
differenza
come
se
il
numero
chiuso
vigente
nelle
università
di
moltissimi
paesi
non
fosse
conseguenza
di
una
programmazione
la
verità
è
che
si
ha
paura
di
certe
parole
)
.
[22]
Fra
questi
ineffabili
eufemismi
uno
è
sorto
da
poco
.
[23]
Ho
sentito
alla
radio
(
frutto
di
esasperato
pudore
)
consigl
i
per
«
annunci
pubblicitari
»
o
«
pubblicità
»
.
[24]
Sarei
molto
incerto
se
collocare
in
questa
categoria
1
'
uso
molto
frequente
dell'
inglese
gay
per
«
omosessuale
»
.
[25]
Si
sa
che
spesso
si
ritiene
che
una
voce
straniera
copra
con
maggior
eleganza
un
concetto
che
,
secondo
moduli
correnti
,
appare
ancora
un
po’
crudo
.
[26]
Così
accadde
(
il
riferimento
è
puramente
casuale
)
decenni
fa
,
quando
era
molto
in
uso
a
parola
cocotte
.
[27]
L'
italiano
,
che
sa
essere
anche
galante
,
aveva
fatto
perfino
un
diminutivo
(
non
concesso
ai
francesi
perché
non
corrispondente
alla
loro
struttura
grammaticale
)
:
cocottina
.
[28]
Come
spesso
accade
in
casi
simili
,
il
significato
di
cocotte
era
originariamente
molto
casto
:
designava
dapprima
–
come
termine
infantile
-
la
«
gallina
»
ed
anche
la
«
bambina
»
,
la
«
ragazzina
»
,
poi
,
come
dice
un
vocabolario
francese
(
oh
l'
eufemismo
!
)
«
donna
di
costumi
leggeri
»
.
[29]
E
si
noti
che
per
quest’
ultimo
significato
si
ha
anche
,
con
un
ritorno
alle
origini
,
poule
.
[30]
Sia
come
si
voglia
,
per
designare
gli
omosessuali
vi
è
anche
(
e
si
legge
sempre
più
frequentemente
)
omose
x
,
sia
pure
fra
virgolette
.
[31]
Mi
pare
che
questo
termine
,
che
qualcuno
vorrà
difendere
dicendo
che
omosessuale
è
troppo
lungo
,
sia
stato
formato
su
unisex
,
detto
di
capo
di
vestiario
,
moda
od
altro
che
serve
all'
uno
e
all'
altro
sesso
.
[32]
La
priorità
di
unisex
è
documentata
da
un
vocabolario
americano
del
1975
che
registra
unisex
ma
non
homosex
.
[33]
Sia
unisex
che
omosex
finiscono
in
consonante
e
confermano
la
tendenza
ad
allontanarsi
dal
toscano
nel
quale
vige
il
principio
che
le
parole
terminano
sempre
con
vocale
.
[34]
A
questo
proposito
,
ho
letto
,
su
un
quotidiano
,
«
un
murales
»
per
indicare
una
di
quelle
grandi
pitture
,
per
lo
più
di
contenuto
politica
o
religioso
,
che
compaiono
su
grandi
muri
di
case
.
[35]
Mi
è
venuto
fatto
di
dire
:
«
Eh
,
no
:
murale
al
singolare
(
spagnolo
mural
)
,
mur
ali
al
plurale
(
spagnolo
murales
)
»
.
[36]
Tanto
è
vero
che
si
ha
un
bel
proclamarsi
antipuristi
:
a
volte
si
risvegliano
istinti
di
correttezza
e
di
igiene
linguistica
.
Text view
•
Paragraph view