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Maarten Janssen, 2014-
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Anche agli esimi scrittori scappano gli «scerpelloni»
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
13
settembre
1981
more header data
[1]
SE
si
dovesse
prestare
attenzione
a
certi
segni
,
si
potrebbe
concludere
che
,
per
l'
italiano
,
la
partita
,
se
proprio
non
è
perduta
,
sta
andando
male
.
[2]
Ci
si
mettono
a
sgraffiarlo
non
solo
persone
di
mezza
tacca
culturale
,
alle
quali
molto
può
e
deve
essere
perdonato
,
ma
anche
scrittori
e
studiosi
ai
quali
va
il
rispetto
di
molti
e
che
questo
rispetto
ampiamente
me-
ritano
.
[3]
Uno
è
addirittura
arrivato
a
rimproverare
chi
dice
e
scri-
ve
speleologi
perché
,
secondo
lui
(
e
non
ha
,
in
questo
caso
,
ragione
,
a
meno
che
non
si
tratti
di
errore
di
battitura
)
,
si
deve
dire
speleologhi
.
[4]
Un
altro
ha
scritto
:
«
I
libri
da
egli
stesso
considerati
mi-
nori
›
›
con
egli
per
quel
lui
che
sarebbe
,
diciamo
così
,
rac-
comandato
in
ogni
scuola
anche
non
elevata
.
[5]
Anche
chi
scrive
al
direttore
su
questioni
linguistiche
(
ma
siamo
in
un'
altra
sfera
)
spesso
si
avventura
in
un
terreno
non
familiare
.
[6]
L'
ultimo
è
un
lettore
di
Lugano
che
sulla
Stam-
pa
del
23
agosto
,
a
proposito
dell'
ormai
troppo
,
chiacchie-
rato
sgarbellato
,
scrive
:
«
Si
aggiunga
poi
che
esiste
l’
italia-
nissimo
scerpellone
›
›
.
Eh
no
!
Intanto
in
italiano
scerpellone
significa
«
grosso
errore
commesso
parlando
o
scrivendo
,
stra-
falcione
›
›
ed
è
dato
,
sia
pure
come
raro
,
da
vocabolari
come
lo
Zingarelli
ed
il
Palazzi-Folena
.
Più
drastica
è
l
'
edizione
del
Devoto-Oli
curata
da
Luciano
Satta
che
non
lo
registra
neppure
.
Stando
così
le
cose
,
sareb-
be
davvero
uno
«
scerpellone
›
›
equiparare
questo
sostantivo
all'
aggettivo
(
si
noti
)
sgarbellato
che
significa
,
come
ormai
si
è
detto
fin
troppo
,
«
privo
di
garbatezza
,
costruito
male
›
›
e
simili
.
Quanto
alla
possibilità
dell'
aggettivo
di
entrare
defintiva-
mente
nell'
italiano
comune
,
ogni
pronostico
deve
essere
ri-
gorosamente
evitato
,
dopo
insigni
esempi
di
previsioni
sba-
gliate
.
Leggo
in
un
articolo
pubblicato
in
una
rivista
scientifi-
ca
che
nel
1840
Victor
Hugo
riteneva
sicuro
che
la
parola
kilomètre
«
chilometro
›
›
non
sarebbe
mai
stata
accolta
in
francese
!
In
un
altro
articolo
,
questa
volta
economico
,
leggo
inflat-
tivo
«
che
si
riferisce
all
'
inflazione
,
inflazionistico
›
›
.
Ebbene
,
apro
il
già
citato
Devoto-Oli-Satta
e
trovo
«
inflativo
›
›
(
er-
rato
,
anche
se
comunemente
usato
,
inflattivo
)
›
›
.
Le
ragioní
sono
chiare
:
inflativo
,
a
parte
la
sua
probabilissima
deriva-
zione
straniera
,
che
a
ogni
modo
non
giustificherebbe
il
dop-
pio
t
,
ha
la
sua
remota
origine
nel
latino
inflatus
con
un
t
so-
lo
.
Ma
come
si
spiega
inflattivo
?
Molti
aggettivi
e
sostantivi
italiani
hanno
il
doppio
t
:
attivo
,
cattivo
ecc
.
La
loro
origine
è
da
voci
che
in
latino
hanno
ct
o
pt
:
activus
,
caprivus
ecc
.
I
più
tirano
i
meno
,
anche
nella
lingua
:
ed
ecco
le
ragioni
di
in
attivo
.
Ho
fatto
un
sobbalzo
quando
,
nell'
articolo
di
un
esimio
cri-
tico
e
scrittore
,
ho
trovato
in
tràlice
,
sissignori
,
con
l'
accento
sulla
a
bello
scritto
sulla
carta
stampata
.
L'
avevo
già
sentito
in
televisione
e
ne
avevo
parlato
con
lo
stato
d'
animo
di
chi
ha
sentito
un
do
invece
di
un
ja
in
una
sinfonia
di
Beetho-
ven
.
In
italiano
tràlice
non
esiste
,
esiste
bensì
tralice
usato
nelle
locuzioni
in
tralice
e
di
tralìce
«
obliquamente
,
di
traver-
so
›
›
.
L'
accento
sulla
i
è
richiesto
dall'
uso
ma
si
fonda
sull'
eti-
mologia
che
è
l'
accusativo
latino
tralicem
che
ha
la
i
lunga
e
perciò
porta
l'
accento
.
Anche
qui
l'
errore
(
perché
di
errore
si
tratta
)
ha
una
spie-
gazione
.
Quando
una
parola
in
italiano
non
è
molto
nota
a
chi
l'
adopera
,
c'
è
la
tendenza
a
ritirare
l'
accento
verso
le
sil-
labe
iniziali
.
Gli
esempi
sono
numerosissimi
ma
basterà
fer-
marsi
su
uno
:
scandinavo
che
spesso
si
sente
pronunziare
scandìnavo
e
che
in
una
recente
lettera
al
direttore
di
un
gior-
nale
a
larga
diffusione
veniva
considerato
appena
accettabile
.
Finiamo
con
una
voce
che
,
per
gli
atti
di
prepotenza
com-
piuti
da
certe
grandi
potenze
,
è
diventata
di
uso
comune
:
diktat
per
«
condizioni
imposte
d'
autorità
da
una
delle
due
parti
in
trattati
internazionali
›
›
.
Alla
televisione
l'
ho
già
sen-
tita
varie
volte
pronunziata
dìktat
invece
di
diktàt
,
come
è
giusto
.
È
una
delle
tante
voci
dotte
del
tedesco
che
hanno
origine
latina
da
dictutum
e
l'
accento
sull'
a
è
il
solo
legittimo
.
Abbiamo
parlato
dei
peccati
e
non
dei
peccatori
perché
ci
interessano
i
fatti
e
non
le
persone
,
tanto
più
che
qualcuno
[7]
potrebbe
incolpare
il
tipografo
che
di
solito
,
però
,
è
molto
più
innocente
di
quanto
non
si
creda
.
[8]
BolLS130981
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