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Maarten Janssen, 2014-
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L’antica origine delle parole
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
12
agosto
1980
more header data
[1]
In
preparazione
(
ad
opera
d’
un
tedesco
)
un
ernorme
lessico
etimologico
dell’
italiano
e
dei
suoi
dialetti
–
ma
ci
voranno
decenni
per
completarlo
;
siamo
ancora
alla
lettera
«
A
»
[2]
L’
etimologia
,
che
si
è
venuta
sempre
più
configurando
come
storia
delle
parole
e
non
come
meccanico
aggancio
a
un’
ipotetica
forma
di
derivazione
,
è
una
scienza
che
ha
sempre
più
affinato
i
suoi
metodi
allargando
gli
orizzonti
,
ampliando
le
prospettive
,
dando
profondità
a
ogni
sia
pur
piccolo
particolare
.
[3]
La
curiosità
di
chi
chiede
l
'
origine
delle
voci
che
compongono
il
vocabolario
di
una
lingua
a
volte
urta
contro
gravi
difficoltà
.
[4]
Basti
dire
che
del
vocabolario
latino
noi
conosciamo
la
sicura
etimologia
solo
per
un
numero
molto
limitato
di
voci
e
spesso
siamo
costretti
a
proporre
delle
congetture
che
non
sono
del
tutto
persuasive
anche
se
i
risultati
confermano
l’
appartenenza
del
latino
a
un
gruppo
di
lingue
che
vengono
chiamate
indo-europee
e
che
vanno
dall'
indiano
al
celtico
,
passando
per
le
lingue
slave
,
quelle
germaniche
e
il
greco
,
per
tacere
di
molti
altri
idiomi
d'
Asia
e
d'
Europa
.
[5]
L'
italiano
,
quanto
a
vocabolari
etimologici
,
è
passato
dalla
più
assoluta
indigenza
a
una
notevole
ricchezza
.
[6]
Il
ritardo
,
sorprendente
per
un
Paese
che
aveva
insegnato
a
tutta
l'
Europa
,
col
Vocabolario
della
Crusca
del
1612
,
come
si
faceva
un
dizionario
,
si
spiega
con
varie
ragioni
,
prima
di
tutte
quella
che
per
fare
un
lessico
moderno
e
particolarmente
etimologico
,
occorre
avere
delle
buone
edizioni
critiche
degli
autori
dalle
origini
a
oggi
,
e
soltanto
ora
si
può
incominciare
a
pensare
di
avere
dei
testi
che
aspirano
ad
essere
considerati
rispondenti
alla
volontà
degli
autori
.
[7]
I
testi
,
si
sa
,
sono
stati
trasmessi
prima
con
copie
manoscritte
,
poi
come
opere
a
stampa
,
con
tutte
le
incertezze
e
gli
errori
che
tali
vicissitudini
comportano
.
[8]
Dall'
indigenza
a
una
relativa
ricchezza
si
è
arrivati
negli
ultimi
trent'
anni
.
[9]
I
vocabolari
etimologici
di
Angelico
Prati
e
di
Battisti
e
Alessio
,
ebbero
il
merito
di
rompere
il
ghiaccio
con
un
coraggio
che
acquista
sempre
più
rilievo
,
non
foss'
altro
permettendo
(
specialmente
il
secondo
,
essendo
il
primo
ridotto
a
un
numero
importante
di
voci
ma
senza
aspirazione
di
completezza
)
,
rettifiche
,
nuove
ipotesi
,
retrodatazioni
di
parole
.
[10]
Poi
vennero
i
vocabolari
di
Devoto
e
quello
in
corso
di
pubblicazione
di
Cortelazzo-Zolli
.
[11]
Ma
ancora
mancava
un'
opera
che
potesse
stare
a
pari
del
grande
Vocabolario
etimologico
francese
di
Walter
von
Wartburg
,
di
oltre
venti
volumi
per
complessive
sedicimila
pagine
.
[12]
Ora
vediamo
spuntare
anche
per
l'
italiano
un
monumento
di
enormi
dimensioni
,
di
cui
sono
usciti
i
primi
due
fascicoli
,
ad
opera
di
Max
Pfister
.
[13]
Il
Vocabolario
etimologico
francese
è
dovuto
ad
uno
studioso
svizzero
come
questo
italiano
che
sarà
,
abbreviatamente
,
chiamato
il
Lei
(
«
Lessico
Etimologico
Italiano
»
)
presso
l
'
Editore
Reichert
di
Wiesbaden
.
[14]
C'
è
subito
da
notare
l'
interesse
che
studiosi
stranieri
-
e
,
tradizionalmente
di
lingua
tedesca
-
hanno
per
la
linguistica
italiana
.
[15]
Del
resto
,
anche
le
due
grammatiche
storiche
più
importanti
-
l
'
una
di
dimensioni
ridotte
,
di
molti
anni
fa
,
l'
altra
più
recente
e
tuttora
fondamento
di
ogni
studio
storico
-
si
devono
,
la
prima
allo
svizzero
(
anche
se
professore
per
decenni
in
Germania
)
Wilhelm
Meyer-Lübke
,
l'
altra
al
tedesco
Gerhard
Rohlfs
,
tutte
e
due
tradotte
in
italiano
.
[16]
Con
un
impagabile
acéto
bò
rio
,
denominazione
popolare
pisana
per
«
acido
borico
»
termina
l'
ultima
pagina
del
secondo
fascicolo
dell'
opera
di
Pfister
.
[17]
La
parola
«
italiano
»
va
intesa
nel
senso
più
vasto
,
in
quanto
comprende
tutto
il
materiale
dialettale
del
territorio
italiano
.
[18]
Se
si
considera
che
,
nel
1875
,
in
occasione
del
quinto
centenario
della
morte
del
Boccaccio
,
Giovanni
Papanti
volle
celebrare
il
grande
novelliere
raccogliendo
settecento
versioni
dialettali
della
novella
IX
della
giornata
I
del
Decamerone
e
se
si
riflette
che
i
vocabolari
dialettali
italiani
,
registrati
in
una
bibliografia
di
Angelico
Prati
del
1931
,
sono
settecentonovantacinque
e
oggi
sicuramente
sono
intorno
al
migliaio
(
io
solo
sono
responsabile
,
negli
ultimi
anni
,
di
almeno
cinque
,
compilati
da
miei
stretti
collaboratori
)
si
può
avere
un'
idea
di
che
cosa
voglia
dire
aver
poste
mano
a
un'
impresa
che
tenga
conto
dei
dati
dei
dialetti
italiani
.
[19]
Del
resto
,
il
solo
fatto
che
per
arrivare
da
a
ad
aceto
ci
sono
volute
384
pagine
dà
chiaro
indizio
dell'
immensa
mole
dell'
opera
che
esce
a
partire
dal
1979
.
[20]
Quanto
ci
vorrà
per
arrivare
in
fondo
?
[21]
Non
è
facile
dirlo
tanto
più
se
si
pensa
che
il
compianto
Giacomo
Devoto
fissò
,
anni
fa
,
per
la
data
del
2021
il
prossimo
centenario
della
morte
di
Dante
,
l’
uscita
del
Vocabolario
italiano
che
l'
Accademia
della
Crusca
sta
preparando
.
[22]
Un
tempo
questi
giganteschi
lavori
che
costano
anni
e
anni
di
fatiche
,
erano
riservati
a
un
ristretto
numero
di
studiosi
,
ora
si
tende
a
renderli
sempre
più
diffusi
,
in
relazione
ad
un
accresciuto
interesse
per
la
linguistica
che
ha
esportato
metodi
e
tagli
di
ricerca
anche
in
campi
affini
,
tanto
da
essersi
posta
come
guida
fra
le
scienze
dell'
uomo
.
[23]
Tristano
Bolelli
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