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Maarten Janssen, 2014-
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Se il dizionario ha la voce «Walesa»
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
11
giugno
1982
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[1]
I
vocabolari
si
possono
paragonare
ai
musei
in
quanto
contengono
–
per
chi
sappia
leggerle
–
testimonianze
antiche
e
moderne
della
civiltà
nella
quale
viviamo
e
di
quelle
che
l’
hanno
preceduta
.
[2]
Alludo
soprattutto
ai
vocabolari
di
singole
lingue
,
lasciando
da
parte
quelli
bilingui
o
addirittura
plurilingui
che
seguono
una
tradizione
risalente
al
frate
Ambrogio
Calepino
,
vissuto
fra
il
1435
e
il
1510
,
il
cui
Dizionario
giunse
via
via
,
nel
corso
delle
sue
molte
edizioni
,
a
sette
lingue
,
il
latino
,
l’
italiano
,
l’
ebraico
,
il
tedesco
,
il
francese
,
lo
spagnolo
e
il
greco
.
[3]
L’
impresa
di
Calepino
passò
in
proverbio
e
,
come
Perpetua
,
Rodomonte
e
pochi
altri
personaggi
(
ma
questi
sono
di
fantasia
)
il
nome
calepino
diventò
comune
per
designare
«
grosso
vocabolario
,
in
particolare
latino
»
e
«
volume
di
grande
mole
»
e
poi
anche
«
registro
,
taccuino
»
:
tutti
e
due
i
significati
hanno
un
valore
fra
l’
ironico
e
il
leggermente
spregiativo
:
del
resto
mi
pare
che
anche
Perpetua
e
Rodomonte
condividano
una
connotazione
simile
,
anche
se
non
in
eguale
misura
.
[4]
Certo
,
la
mole
del
Calepino
fa
ancor
oggi
impressione
.
[5]
L’
opera
,
pubblicata
la
prima
volta
nel
1502
,
è
immensa
.
[6]
L’
edizione
che
ho
sotto
gli
occhi
,
stampata
a
Padova
nel
1708
,
comprende
952
grandissime
pagine
in
due
colonne
alle
quali
si
aggiunge
un
Supplemento
di
392
pagine
e
due
appendici
di
Enrico
Farnese
di
64
pagine
e
di
228
.
[7]
Ma
ciò
che
più
importa
segnalare
è
che
il
Calepino
venne
,
nelle
sue
rielaborazioni
,
sempre
più
assumendo
l’
aspetto
sia
di
dizionario
che
di
enciclopedia
.
[8]
Nella
prima
delle
due
Appendici
,
per
esempio
,
a
Platone
sono
dedicate
due
grandissime
colonne
.
[9]
I
vocabolari
moderni
sono
per
lo
più
specializzati
,
escluse
certe
opere
in
più
volumi
come
l’
eccellente
Dizionario
Enciclopedico
pubblicato
dal
più
importante
ente
lessicografico
italiano
,
quello
dell’
Enciclopedia
italiana
,
che
fa
onore
all’
Italia
sia
perché
ha
dato
quella
che
può
considerarsi
la
migliore
enciclopedia
del
mondo
(
la
Treccani
)
sia
perché
ha
fornito
una
serie
di
opere
importanti
di
altissimo
valore
.
[10]
Ora
,
però
,
mettiamoci
un
momento
nei
panni
di
un
comune
italiano
di
media
cultura
che
sia
,
magari
,
intimorito
da
opere
ciclopiche
.
[11]
Egli
dovrà
,
di
regola
,
fornirsi
di
due
distinti
volumi
:
un
vocabolario
di
lingua
italiana
ed
uno
enciclopedico
.
[12]
Insomma
,
non
si
è
avuto
finora
in
tempi
recenti
in
un
solo
volume
quello
che
c’
è
in
inglese
,
per
esempio
nel
College
Dictionary
della
Random
House
,
insieme
vocabolario
della
lingua
ed
enciclopedia
con
le
voci
in
un
unico
ordine
alfabetico
.
[13]
Ho
detto
finora
;
infatti
è
recentemente
uscito
in
seconda
edizione
il
Dizionario
Enciclopedico
Universale
(
Casa
editrice
Le
Lettere
,
Firenze
)
,
che
è
un
utilissimo
strumento
di
lavoro
di
2403
pagine
.
[14]
Le
1588
pagine
del
College
Dictionary
sono
dunque
superate
ma
le
notizie
fornite
dal
Dizionario
Enciclopedico
Universale
sono
molte
di
più
.
prendiamo
la
voce
Damasco
:
ad
essa
sono
dedicate
24
righe
(
sia
per
il
nome
della
città
che
per
la
stoffa
e
i
tappeti
)
contro
12
dell’
opera
inglese
;
e
Platone
è
trattato
in
83
righe
(
si
noti
,
il
doppio
che
per
Aristotele
)
contro
1
e
2
righe
rispettivamente
dell’
opera
inglese
.
[15]
Certo
,
il
College
Dictionary
ha
alcuni
vantaggi
:
non
ultimo
quello
dell’
etimologia
(
per
lo
più
attendibilissima
)
e
la
specializzazione
,
in
quanto
i
consulenti
sono
stati
quasi
trecento
mentre
il
Dizionario
non
ha
etimologie
ed
ha
avuto
solo
venti
fra
consulenti
e
redattori
.
[16]
C’
è
,
poi
,
un’
evidente
riduzione
dell’
informazione
linguistica
(
per
esempio
non
sono
indicate
le
s
e
le
z
sorde
e
sonore
)
.
[17]
Dire
,
in
generale
,
che
è
più
curata
la
parte
enciclopedica
che
quella
linguistica
certamente
in
relazione
ad
una
più
altra
domanda
di
informazioni
geografiche
,
storiche
,
letterarie
,
politiche
,
scientifiche
.
[18]
Ciò
non
toglie
che
il
volume
sia
prezioso
per
varie
ragioni
.
[19]
Avere
un’
immediata
notizia
,
aggiornata
fino
al
1980
(
il
volume
è
del
1981
)
,
di
personaggi
anche
viventi
(
anche
se
questa
è
una
croce
di
tutte
le
enciclopedie
perché
la
scelta
delle
persone
da
includere
è
sempre
soggettiva
)
,
di
dati
statistici
in
un
modo
che
cambia
così
rapidamente
,
di
informazioni
su
Stati
e
luoghi
(
con
cartine
geografiche
)
con
in
più
le
parole
del
vocabolario
italiano
,
fa
dell’
opera
uno
strumento
utilissimo
anche
per
chi
abbia
in
casa
libri
di
più
vasta
mole
.
[20]
Per
esempio
,
quale
altra
enciclopedia
fornisce
un
cenno
su
Lech
Welesa
,
sulla
sua
data
di
nascita
e
sulla
sua
azione
come
organizzatore
di
Solidarnose
?
[21]
Entrando
in
particolari
minuti
si
potrebbero
,
naturalmente
,
trovare
delle
inesattezze
.
[22]
Per
esempio
,
la
voca
Abano
non
porta
,
contro
la
norma
,
l’
accento
sulla
prima
a
:
alla
voce
Marconi
c’
è
(
quanto
sono
pignolo
!
)
un
errore
di
stampa
e
così
via
.
[23]
Ma
i
servigi
che
saranno
resi
dal
presente
Dizionario
sono
molti
e
lodevoli
,
tanto
da
far
auspicare
una
sua
ampia
diffusione
.
[24]
Ai
direttori
una
raccomandazione
:
di
tenerlo
aggiornato
,
di
ampliare
la
parte
informativa
,
di
aggiungere
nomi
di
personaggi
contemporanei
.
[25]
È
vero
che
la
gente
si
interessa
di
più
degli
attori
e
delle
attrici
che
degli
scienziati
ma
proprio
non
vorrei
che
mancasse
il
nome
di
Giuseppe
Montalenti
,
presidente
dell’
Accademia
dei
Lincei
.
[26]
È
vero
che
esistono
i
Chi
è
?
ma
,
anche
questi
,
come
soffrono
col
passar
del
tempo
!
[27]
Le
glorie
sono
spesso
effimere
ma
nell’
attualità
è
utile
avere
notizie
,
sempre
più
notizie
per
un’
informazione
sempre
più
aggiornata
e
corretta
.
[28]
Tristano
Bolelli
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