Chair
Contact
Login
TEITOK
Digital Corpus Library
TEITOK
CronIT
Available Corpora
CronIT
Home
Search
Browse
Powered by
<TEI:TOK>
Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Così l’agro tradì l’aceto
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
10
giugno
1984
more header data
[1]
Un
anno
fa
si
svolgeva
nella
splendida
sede
dell’
Accademia
dei
Lincei
,
il
Palazzo
Corsini
di
Roma
,
un
Convegno
nazionale
sul
tema
«
Il
linguaggio
della
divulgazione
»
promosso
da
Selezione
del
Reader’
s
Digesi
sotto
l’
alto
patronato
del
presidente
della
Repubblica
.
[2]
Leggendone
ora
gli
Atti
si
ha
un’
impressione
abbastanza
strana
.
[3]
Nei
temi
trattati
da
tanti
personaggi
,
fra
i
quali
due
ministri
in
carica
ed
uno
stuolo
imponente
di
uomini
illustri
della
pubblica
amministrazione
,
delle
scienze
biomediche
,
dell’
economia
(
erano
questi
i
campi
del
sapere
proposti
all’
attenzione
del
pubblico
)
furono
posti
in
risalto
due
punti
fondamentali
dal
presidente
dell’
Accademia
dei
Lincei
,
Giuseppe
Montalenti
.
[4]
Il
primo
è
che
la
divulgazione
deve
far
saper
risvegliare
lo
spirito
critico
in
chi
riceva
l’
informazione
;
il
secondo
che
la
funzione
della
divulgazione
ha
come
sede
primaria
la
scuola
,
anche
se
la
scuola
(
e
Montalenti
lo
ha
detto
con
molta
chiarezza
)
non
può
date
tutto
ma
soltanto
quell’
impostazione
generale
che
consente
di
ampliare
la
propria
cultura
e
di
sviluppare
la
personalità
.
[5]
Questo
discorso
impegna
tutti
ed
in
particolare
chi
ha
svolto
o
svolge
la
sua
azione
nelle
aule
scolastiche
delle
elementari
all’
università
.
[6]
Certamente
,
vi
è
una
divulgazione
fra
gli
addetti
ai
lavori
in
campi
di
studio
attigui
a
quello
di
ciascuno
e
vene
è
una
che
si
rivolge
più
generalmente
ad
un
pubblico
non
specializzato
in
nessun
dominio
della
scienza
.
[7]
Al
fondamento
dell’
uno
e
dell’
altro
modo
di
divulgare
vi
è
la
chiarezza
del
linguaggio
che
non
deve
,
però
,
tradire
la
sostanza
del
contenuto
scientifico
.
[8]
In
questo
sta
la
difficoltà
della
divulgazione
(
questo
termine
pare
preferibile
a
quello
di
volgarizzazione
anche
se
tutti
e
due
contengono
la
parola
volgo
che
fa
torcere
la
bocca
a
molti
,
ma
occorre
pur
dire
che
i
derivati
si
sono
di
molto
allontanati
dalla
voce
primitiva
)
.
[9]
Per
essere
fatta
bene
la
divulgazione
richiede
un
dominio
assoluto
della
materia
ed
una
capacità
di
comunicare
che
non
è
propria
di
tutti
.
[10]
Quando
uno
degli
intervenuti
al
Congresso
,
Emanuele
Djalma
Vitali
,
ha
messo
in
rilievo
i
caratteri
della
patologia
della
comunicazione
nel
linguaggio
medico
,
si
p
soffermato
su
alcuni
fatti
fin
troppo
noti
ma
che
è
bene
ricordare
.
[11]
Se
un
medico
,
si
è
soffermato
su
alcuni
fatti
fin
troppo
noti
ma
che
è
bene
bene
ricordare
.
[12]
Se
un
medico
dice
che
un
malato
ha
una
piressia
criptogenica
sarà
certamente
inteso
dai
colleghi
ma
non
certamente
da
un
comune
ascoltatore
al
quale
dovrebbe
dire
che
si
tratta
di
una
febbre
d’
origine
sconosciuta
.
[13]
Ed
altrettanto
avviene
per
parole
come
indovato
per
nascosto
,
destruente
per
distrutto
,
coalescere
,
per
confluire
o
fondersi
,
tricolomia
per
rasatura
,
cinoressia
per
fame
vorace
simile
a
quella
di
un
cane
,
cipridopatia
per
malattia
venerea
.
[14]
E
fin
qui
siamo
nell’
ambito
di
quel
gran
serbatoio
costituito
dalle
lingue
classiche
.
[15]
Oggi
si
aggiungono
le
parole
di
origine
inglese
per
le
quali
si
ha
spesso
un
atteggiamento
servile
.
[16]
Valga
per
tutto
l’
orrendo
plateleto
per
rendere
l’
inglese
platelet
,
la
cui
traduzione
è
semplicemente
piastrina
e
,
nel
campo
non
più
delle
scienze
mediche
ma
della
fisica
,
quel
feedback
per
retroazione
che
ha
trascinato
alcuni
,
per
testimonianza
di
Giuseppe
Montalenti
,
a
derivare
fidbeckare
così
come
test
ha
dato
testare
quasi
che
Galileo
non
avesse
usato
saggiare
,
provare
,
cimentare
che
tutti
possono
stare
per
l’
inglese
(
to
)
test
.
[17]
Ma
,
per
venire
a
qualcosa
di
molto
più
terrestre
,
un
fatto
molto
gustoso
è
da
raccontare
a
proposito
di
fagioli
all’
agro
che
sono
una
prova
di
come
ci
siano
messe
anche
le
leggi
a
sconvolgere
la
lingua
e
a
causare
turbamenti
dei
significati
.
[18]
Chi
in
trattoria
tradizionalmente
chiedeva
verdure
all’
agro
,
intendeva
ordinare
verdure
all’
olio
e
limone
.
[19]
Ebbene
,
dopo
una
legge
del
2-8-1982
c’
è
il
pericolo
che
le
verdure
arrivino
condite
con
aceto
.
[20]
Infatti
,
in
quella
legge
,
agro
significa
agro
di
vino
cioè
aceto
.
[21]
La
legge
lasciava
sei
mesi
di
tempo
per
l’
adeguamento
alla
nuova
norma
.
[22]
Quei
sei
mesi
sono
passati
e
l’
aceto
,
così
chiamato
dal
tempo
dei
Romani
,
ha
dovuto
cambiare
nome
in
quello
di
agro
.
[23]
Il
linguista
Aldo
Duro
si
è
chiesto
:
fino
a
qual
punto
il
potere
ha
il
diritto
di
legiferare
su
questioni
di
lingua
?
[24]
Può
,
in
altri
termini
,
mutare
il
valore
delle
parole
?
[25]
Tristano
Bolelli
Text view
•
Paragraph view