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Maarten Janssen, 2014-
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«Solo più» e altri orrori
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
09
gennaio
1983
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[1]
Da
tempo
non
converso
coi
lettori
e
le
loro
lettere
hanno
raggiunto
una
mole
notevole
.
[2]
È
ora
di
dare
qualche
risposta
,
ma
prima
di
ogni
altra
cosa
,
mi
sia
permesso
notare
come
quasi
tutte
le
missive
portino
parole
di
sdegno
contro
chi
usa
forme
improprie
o
sbagliate
.
[3]
La
domanda
che
più
frequentemente
mi
viene
rivolta
è
:
«
Non
si
sente
inorridito
?
»
.
[4]
Anche
quando
non
mi
viene
chiesto
nulla
,
le
reazioni
sono
:
«
A
sentire
quelle
parole
mi
è
andato
di
traverso
il
pasto
»
.
[5]
«
Ho
strabuzzato
gli
occhi
…
»
,
«
Quei
giornalisti
dovrebbero
vergognarsi
»
,
ecc
.
[6]
Vi
sono
dunque
ancora
persone
capaci
di
sdegno
nella
difesa
della
proprietà
della
lingua
e
,
anche
se
,
per
mia
natura
,
sono
portato
a
spiegare
(
non
ho
detto
giustificare
)
le
deviazioni
della
norma
,
devo
ammettere
che
molte
cose
portate
alla
mia
attenzione
e
di
cui
,
del
resto
,
sono
ben
consapevole
,
appaiono
nefande
.
[7]
Ma
,
piuttosto
che
abbandonarsi
ad
uno
sterile
compianto
,
vediamo
di
ragionare
su
alcune
questioni
di
interesse
generale
.
[8]
Una
lettrice
mi
segnala
Il
jugoslavo
,
comparso
sul
nostro
giornale
un
paio
di
mesi
fa
.
[9]
Non
vi
è
dubbio
che
la
forma
d’
uso
è
lo
jugoslavo
perché
quella
j
è
una
semivocale
.
[10]
Del
resto
,
la
riprova
si
ha
al
plurale
.
[11]
Se
il
plurale
di
li
suona
i
e
il
plurale
di
lo
è
gli
,
chi
direbbe
mai
I
jugoslavi
?
[12]
Un
lettore
richiama
la
mia
attenzione
sul
verbo
concretizzare
e
mi
domanda
che
differenza
c’
è
con
il
vecchio
concretare
,
da
lui
sentito
quando
era
ragazzo
.
[13]
Direi
proprio
che
non
c’
è
nessuna
differenza
se
non
un
uso
più
antico
di
concretare
,
che
compare
nel
‘
700
,
ed
è
attestato
per
la
prima
volta
nell’
Algarotti
,
mentre
concretizzare
è
di
un
secolo
più
recente
.
Il
Tommaseo
diche
che
concretizzare
«
è
inutile
,
e
ancor
più
inelegante
di
concretare
»
.
Ed
aggiunge
a
mo’
di
rimprovero
:
«
Il
Gioberti
usa
concretizzare
»
.
[14]
Il
fatto
è
che
sia
l’
uno
che
l’
altro
sono
stati
coniati
da
concreto
ma
la
spinta
è
venuta
dalle
voci
francesi
concréter
e
concrétiser
.
[15]
Oggi
è
più
frequente
l’
«
inutile
»
concretizzare
.
[16]
Un
altro
lettore
mi
sottopone
un
testo
a
stampa
,
fotocopiato
,
senza
indicare
l’
autore
e
la
fonte
,
in
cui
si
legge
:
«
Il
mondo
intero
è
visto
,
centrato
,
come
si
direbbe
in
termini
fotografici
,
sotto
l’
aspetto
della
parvenza
di
cui
l’
essere
è
solo
più
un
attributo
»
.
[17]
In
rosso
è
segnato
quel
solo
più
:
e
mi
pare
con
ragione
,
perché
quel
più
è
davvero
di
troppo
.
[18]
Ma
la
domanda
di
maggior
interesse
e
,
in
qualche
modo
,
più
impegnativa
mi
viene
rivolta
da
una
lettrice
,
il
cui
atteggiamento
è
di
una
apprezzabile
critica
di
se
stessa
.
[19]
Dice
,
dunque
,
la
lettrice
,
di
aver
pronunciato
la
seguente
frase
:
«
Se
,
dato
e
non
concesso
,
il
tempo
pieno
dovrebbe
dare
indipendenza
ed
autonomia
ai
bambini
,
nel
caso
specifico
ha
doppiamente
fallito
»
.
[20]
Aggiunge
che
,
appena
sfuggito
il
condizionale
,
si
corresse
,
ma
ritiene
che
«
logicamente
»
,
anche
se
non
grammaticalmente
,
l’
espressione
sia
esatta
.
[21]
Mi
chiede
,
perciò
,
se
è
possibile
usare
in
questo
modo
il
condizionale
.
[22]
Ebbene
,
un
enunciato
come
«
Anche
se
potrei
farlo
senza
incorre
in
trasgressioni
alla
legge
,
non
voglio
»
non
appare
scorretto
,
anche
se
è
preferibile
un’
espressione
impostata
in
un
altro
modo
.
[23]
Infatti
,
gli
enunciati
«
Anche
se
potessi
farlo
»
ecc
.
e
«
Anche
se
posso
farlo
»
ecc
.
non
rendono
bene
la
situazione
di
chi
si
suppone
sia
chiamato
a
fare
una
scelta
o
vuole
esprimersi
con
modestia
.
[24]
Del
resto
,
ho
sottomano
un
esempio
analogo
,
trovato
nella
prosa
di
uno
dei
maggiori
classicisti
dei
nostri
tempi
,
che
suona
così
:
«
Se
,
perciò
,
io
non
sarei
alieno
dall’
anticipare
lo
studio
del
latino
nella
scuola
media
dell’
obbligo
…
ciò
che
forse
meraviglierà
il
lettore
è
che
io
,
classicista
,
sono
nettamente
contrario
all’
introduzione
del
latino
come
materia
obbligatoria
in
quel
tipo
di
scuola
»
.
[25]
La
lettrice
è
,
dunque
,
in
buona
compagnia
e
la
sua
frase
pare
accettabile
.
[26]
Errore
sarebbe
stato
,
invece
,
usare
il
se
col
condizionale
per
il
congiuntivo
come
si
riscontra
in
alcuni
dialetti
,
in
particolare
in
quelli
meridionali
e
perfino
in
certi
angoli
della
Toscana
,
se
è
vero
che
a
Monte
Giovi
presso
l’
Amiata
si
è
rilevato
un
«
Se
non
sareste
venuta
da
noi
non
avreste
camminato
più
»
e
a
Siena
un
«
Se
lo
cercaresti
(
=cercheresti
)
,
lo
trovaresti
(
=troveresti
)
»
.
[27]
L’
uso
del
condizionale
nella
frase
della
lettrice
si
fonda
sul
fatto
che
in
frase
indipendente
avremmo
avuto
:
«
Il
tempo
pieno
dovrebbe
dare
indipendenza
ed
autonomia
ai
bambini
,
ma
nel
caso
specifico
,
ha
fallito
»
.
[28]
Forse
,
nella
frase
esaminata
,
la
contemporanea
presenza
di
se
e
di
dato
e
non
concesso
ha
prodotto
una
ridondanza
che
rende
macchinoso
il
periodo
.
[29]
In
realtà
,
il
condizionale
è
sufficiente
a
mettere
in
forse
ciò
che
viene
enunciato
.
[30]
Tristano
Bolelli
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