Chair
Contact
Login
TEITOK
Digital Corpus Library
TEITOK
CronIT
Available Corpora
CronIT
Home
Search
Browse
Powered by
<TEI:TOK>
Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Lettere di emigrati
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
06
agosto
1983
more header data
[1]
Un
giorno
quando
esistevano
le
donne
di
servizio
,
una
signora
si
offrì
di
aiutare
la
sua
collaboratrice
domestica
analfabeta
a
scrivere
al
marito
e
le
disse
:
«
Allora
cominciamo
con
Caro
marito
»
,
«
Oh
,
no
,
ribatté
la
domestica
:
Dilettissimo
consorte
»
.
[2]
Il
filologo
che
raccontava
il
fatto
,
realmente
accaduto
,
faceva
notare
che
quell’
aggettivo
dilettissimo
proveniva
quasi
certamente
,
nel
vocabolario
della
donna
,
da
«
dilettissimi
fratelli
»
udito
in
chiesa
in
prediche
domenicali
.
[3]
Quanto
a
consorte
,
rispetto
a
marito
,
era
anch’
essa
una
voce
dotta
perché
,
di
fronte
alla
pagina
scritta
,
anche
una
persona
ignorante
si
sente
portata
ad
elevare
il
tono
distinguendo
fra
due
livelli
di
espressione
molto
diversi
.
[4]
A
parte
questa
considerazione
generale
,
si
è
notato
,
negli
ultimi
tempi
,
che
per
indagare
in
modo
più
penetrante
su
certi
avvenimenti
storici
di
massa
,
è
utile
studiare
le
lettere
di
gente
semplice
e
di
poca
cultura
che
scriveva
non
certo
per
gusto
letterario
ma
per
necessità
pratiche
,
per
dare
e
ricevere
notizie
o
per
chiedere
un
favore
per
sé
o
per
i
propri
familiari
.
[5]
Esistono
,
così
,
raccolte
di
lettere
di
gente
umile
che
si
riferiscono
,
per
esempio
,
all’
emigrazione
nell’
America
Latina
fra
il
1676
e
il
1902
(
il
raccoglitore
è
Emilio
Franchina
)
e
alla
Grande
Guerra
(
a
cura
di
Fabio
Foresti
,
Paola
Morisi
,
Maria
Resca
)
.
[6]
Per
lo
studioso
di
lingua
,
al
di
fuori
dell’
importanza
storica
,
tali
documenti
sono
interessanti
per
i
modi
di
espressione
di
quella
povera
gente
che
sapeva
a
malapena
leggere
e
scrivere
e
che
qualche
volta
doveva
ricorrere
,
come
la
domestica
di
cui
abbiamo
parlato
,
ad
un’
altra
persona
per
comunicare
con
un
parente
o
un
amico
lontano
.
[7]
Ecco
un
breve
esempio
di
un
contadino
che
scriveva
il
23
aprile
1878
:
«
Charisimo
padre
e
madre
io
son
venuto
con
queste
due
righe
a
farvi
sapere
il
stato
di
mia
perfetta
salute
e
così
spero
il
simile
di
voi
e
di
tutta
la
mia
famiglia
vi
fa
sio
sapere
che
io
mi
trovo
essere
a
Jesus
Maria
cun
molta
Alegria
a
essere
700
più
tutti
friulani
asieme
la
nostra
pusisione
e
sai
bella
buon
aria
e
buona
aqua
al
più
e
così
mi
farete
sapere
se
avette
volontà
di
venire
ma
se
avette
da
venire
avette
di
lavorare
di
contadino
perche
lavori
non
si
trova
di
nasciun
arte
vi
fasio
sapere
che
il
sole
tramonta
dove
che
cha
da
noi
altri
il
leva
»
.
[8]
Bastano
queste
poche
parole
per
fornire
indicazioni
linguistiche
precise
.
[9]
A
parte
la
divisione
delle
parole
e
delle
sillabe
della
stessa
parola
(
la
prima
è
scritta
cha
ri
simo
)
,
sul
piano
ortografico
si
nota
l’
uso
di
ch
per
c
,
di
q
per
cq
in
aqua
o
quel
cha
per
qua
.
[10]
L’
uso
delle
consonanti
doppie
ora
è
perfetto
ora
è
carente
(
charisimo
,
azieme
,
alegria
,
e
,
al
contrario
,
avette
per
«
avete
»
,
più
volte
ripetuto
)
e
rivela
l’
origine
settentrionale
,
così
come
fasio
per
faccio
,
nesciuno
per
nessuno
,
pusisione
per
posizione
.
[11]
La
sintassi
e
la
punteggiatura
sono
pressoché
inesistenti
ma
si
deve
riconoscere
un’
innegabile
capacità
di
farsi
capire
.
[12]
Qui
si
impone
un’
osservazione
:
se
è
vero
che
al
tempo
dell’
unità
d’
Italia
circa
l’
ottanta
per
cento
degli
italiani
,
particolarmente
del
Sud
,
era
analfabeta
,
nell’
altro
venti
per
cento
dovevano
pure
esserci
molti
che
scrivevano
come
il
povero
colono
friulano
.
[13]
Veniamo
ad
un
altro
esempio
,
questo
della
Grande
guerra
.
[14]
Il
23
gennaio
1917
un
soldato
scriveva
:
«
Vengo
a
voi
con
cuore
contento
col
ringraziarvi
della
lettera
avuta
dicendovi
che
tutto
abbiamo
avuto
ed
informati
ma
1°
bisogna
fare
istruzione
e
poi
speriamo
dandare
al
lavoro
Caro
Vilaliano
se
non
fosse
per
disturbarvi
mi
occorebbe
un
certtificato
dal
S
.
Sindaco
di
Persiceto
e
firmato
dal
Signor
Maresiallo
dei
R
.
Carabienieri
per
venire
a
casa
perche
senza
codesta
cosa
non
danno
permesso
a
nessuno
.
Vi
saluto
di
vero
cuore
ringraziandovi
della
vostra
buona
e
decorevole
persona
vi
auguro
sempre
salute
e
fortuna
,
a
voi
e
tutta
la
vostra
famiglia
e
sono
vostro
conosente
(
B
.
L
.
)
»
.
[15]
Anche
in
questa
lettera
,
che
appare
più
spigliata
,
l’
ortografia
è
carente
(
dandare
,
Carabienieri
,
perché
)
.
[16]
Vi
è
perfino
un
uso
alquanto
letterario
di
un
codesta
.
[17]
L’
origine
emiliana
traspare
da
maresiallo
e
da
conosente
,
notevole
anche
perché
sta
per
riconoscente
.
[18]
L’
occorebbe
per
occorerebbe
è
una
aplologia
e
il
decorevole
tradisce
quasi
un
sussulto
di
una
non
raggiunta
letterarietà
.
[19]
La
sintassi
presenza
qualche
oscurità
.
[20]
Quello
che
si
voleva
dire
fin
dal
principio
è
che
la
storia
della
nostra
lingua
non
è
fatta
soltanto
di
opere
di
alto
valore
letterario
ma
anche
di
documenti
di
gente
umile
e
di
poca
istruzione
tramandati
quasi
fortunosamente
.
[21]
In
essi
troviamo
espressioni
che
rivelano
lo
sforzo
fatto
da
utenti
dell’
italiano
che
certamente
fra
di
loro
parlavano
in
dialetto
ed
erano
ai
margini
di
quella
lingua
letteraria
alla
quale
ricorrevano
in
circostanze
importanti
,
quando
dovevano
comunicare
con
altri
,
perfino
coi
familiari
e
gli
amici
che
usavano
come
loro
,
idiomi
tanto
diversi
dallo
strumento
di
comunicazione
che
diventava
col
passare
del
tempo
sempre
più
comune
avviando
quel
processo
di
unificazione
destinato
a
rivelarsi
così
difficile
e
,
per
tanti
aspetti
,
doloroso
.
[22]
Tristano
Bolelli
Text view
•
Paragraph view