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Maarten Janssen, 2014-
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Il biglietto? Lo devi « obliterare »
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
6
agosto
1980
more header data
[1]
Sapevo
–
ed
era
inevitabile
–
che
,
scrivendo
di
lingua
,
avrei
dovuto
fare
i
conti
coi
lettori
.
[2]
La
lingua
è
la
caratteristica
fondamentale
dell
'
uomo
e
costituisce
un
patrimonio
di
cui
fruiamo
tutti
,
sia
pure
in
diversa
misura
.
[3]
Sono
,
dunque
,
arrivate
lettere
con
richieste
di
chiarimenti
e
mi
sono
ingegnato
di
rispondere
singolarmente
,
nel
modo
che
mi
è
consentito
dai
miei
studi
e
dalla
mia
mai
spenta
curiosità
per
i
fenomeni
del
linguaggio
.
[4]
In
genere
,
chi
mi
ha
scritto
si
mostra
molto
severo
coi
neologismi
e
,
se
proprio
non
invoca
un
tribunale
di
epurazione
,
poco
ci
manca
.
[5]
In
forma
gentilissima
,
senza
rimproveri
,
mi
invita
a
essere
più
duro
e
a
rendere
più
esplicite
condanne
a
parole
,
locuzioni
,
frasi
che
sembrano
un’
offesa
alla
tradizione
e
al
buon
gusto
,
riprendendo
una
battaglia
puristica
che
ha
caratterizzato
molti
periodi
della
nostra
storia
linguistica
e
in
particolare
l'
Ottocento
e
alcuni
decenni
del
nostro
secolo
.
[6]
Ai
cortesi
lettori
vorrei
,
però
,
dire
che
,
assai
più
efficace
dell'
ostracismo
e
,
in
ogni
caso
,
indispensabile
preliminare
,
è
una
piena
conoscenza
dei
fatti
,
lo
studio
attente
delle
ragioni
che
portano
a
introdurre
un
neologismo
,
a
usarlo
e
,
come
è
avvenuto
in
molti
casi
,
ad
abbandonarlo
.
[7]
Se
,
in
molti
scritti
del
Settecento
,
si
legge
visaggi
o
per
«
viso
»
,
volare
per
«
rubare
»
,
p
ortreto
per
«
ritratto
»
,
bro
dosa
per
«
ricamatrice
»
,
regrettare
per
«
rammaricarsi
»
e
simili
parole
dovute
a
una
prepotente
influenza
francese
in
un
momento
in
cui
la
letteratura
,
il
pensiero
,
la
diplomazia
,
la
moda
erano
francesi
non
solo
in
Italia
ma
in
tutta
Europa
,
oggi
quelle
parole
non
ci
sono
più
e
,
semmai
,
abbiamo
un'
influenza
inglese
in
relazione
al
prestigio
che
in
ogni
campo
le
popolazioni
che
parlano
l'
inglese
hanno
esercitato
ed
esercitano
in
tutto
il
mondo
.
[8]
Di
qui
il
paradosso
,
sostenuto
anche
da
un
famoso
sociologo
,
che
bisogna
abbandonare
l'
italiano
per
scrivere
e
parlare
inglese
lasciando
la
nostra
lingua
a
un
destino
dialettale
,
quasi
che
noi
possiamo
dimenticare
di
avere
alle
nostre
spalle
una
lingua
letteraria
che
ci
hanno
lasciato
in
eredità
i
grandi
scrittori
del
passato
da
Dante
al
Manzoni
,
per
non
parlare
di
autori
più
recenti
ma
di
indubbio
valore
.
[9]
Il
tempo
fa
certamente
giustizia
delle
parole
superflue
mentre
conserva
quelle
che
,
diventate
indispensabili
,
si
inseriscono
nella
struttura
della
lingua
.
[10]
Chi
oggi
mai
direbbe
che
bottiglia
non
è
una
parola
nata
in
Italia
?
[11]
Eppure
siamo
sicuri
che
viene
dal
francese
bouteille
o
dallo
spagnolo
botilla
,
a
loro
volta
discendenti
dal
latino
butticula
«
botticella
»
.
[12]
In
italiano
bottiglia
compare
solo
nel
'
500
e
,
anche
se
qualcuno
allora
avesse
protestato
per
la
sua
origine
straniera
,
credo
che
non
avrebbe
avuto
la
forza
di
farla
morire
.
Certo
,
oggi
nessuno
protesta
(
vorrei
vedere
!
)
e
accetta
bottiglia
senza
esitazione
.
Intorno
al
1950
è
entrata
in
italiano
perfino
la
bottiglia
Molotov
.
[13]
Prendiamo
,
ora
,
quasi
a
riprova
di
quanto
si
sta
dicendo
,
qualche
parola
recentissima
.
[14]
Sul
biglietto
multiplo
,
che
mi
permette
di
fare
dieci
corse
sull'
autobus
,
leggo
che
è
possibile
un
annullamento
manuale
ma
sul
retro
trovo
questo
avvertimento
:
«
Il
presente
titolo
di
viaggio
può
essere
utilizzato
per
valori
di
tariffa
da
L
.
100
a
L
.
1000
.
Ogni
obliterazione
corrisponde
al
valore
di
L
.
100
»
.
[15]
Francamente
quell'
obliterazione
fa
un
certo
effetto
.
[16]
Per
indicare
l'
annullamento
di
un
numero
che
corrisponde
a
una
delle
dieci
corse
non
c'
era
bisogno
di
usare
una
parola
che
è
usata
da
pochi
e
capita
da
pochissimi
.
[17]
È
una
voce
scarsamente
documentata
in
testi
letterari
insieme
col
verbo
obliterare
,
tutti
e
due
attestati
in
latino
col
significato
,
rispettivamente
,
di
«
dimenticanza
,
oblìo
»
e
«
cancellare
(
o
fare
cancellare
)
dalla
memoria
»
.
[18]
Ma
quell
’
ob
literazione
sarà
stata
presa
dall'
italiano
antico
e
dal
latino
?
[19]
Se
ne
può
dubitare
perché
,
dietro
,
ci
sono
sia
il
francese
oblitératio
n
,
oblilérer
,
sia
l'
inglese
obliteration
,
(
to
)
obliterate
.
[20]
Che
,
poi
,
i
termini
francesi
e
inglesi
siano
stati
presi
di
peso
dal
latino
è
un'
altra
questione
.
[21]
La
storia
della
parola
obliterazione
è
dunque
,
esemplare
.
[22]
Oltre
al
valore
letterario
(
si
ricordi
,
del
Sannazzaro
,
O
gn’
al
tra
melodia
dal
cor
mi
oblit
era
)
,
obliterare
è
termine
che
indica
il
cancellare
un
documento
o
l'
annullare
con
un
timbro
un
francobollo
;
nel
linguaggio
medico
significa
«
ostruire
»
ed
è
riferito
a
un
organo
cavo
,
per
ispessimento
o
aderenza
delle
pareti
.
[23]
Che
deve
dire
il
linguista
di
fronte
a
tale
complessa
situazione
?
[24]
Una
sola
cosa
:
che
per
l’
annullamento
(
o
,
burocraticamente
,
l'
annullo
)
di
un
biglietto
d'
autobus
non
meritava
che
si
scomodasse
un
termine
raro
e
non
popolare
come
obliterazione
,
anche
se
la
sua
origine
è
nobile
e
il
suo
significato
irreprensibile
.
[25]
Diverso
è
il
caso
di
massa
.
[26]
Un
lettore
vorrebbe
condannarla
in
nome
degli
ormai
remoti
puristi
Rigutini
e
Fanfani
e
mi
rivolge
a
bruciapelo
la
domanda
:
«
Ma
a
lei
questa
parola
piace
?
»
Ora
,
io
devo
dire
che
non
è
questione
di
piacere
o
non
piacere
.
[27]
Massa
,
nel
senso
di
«
esteso
raggruppamento
sociale
unito
da
interessi
economici
culturali
e
politici
comuni
»
,
«
moltitudine
di
persone
»
ha
ormai
una
vita
di
oltre
duecento
anni
e
non
mi
pare
possa
essere
cacciata
.
[28]
Partito
di
massa
,
mezzi
di
comunicazione
di
massa
(
con
cui
si
traduce
l'
inglese
mass
media
)
e
simili
locuzioni
sono
ormai
penetrate
larghissimamente
nell'
uso
.
[29]
Di
recente
nascita
è
,
invece
,
comiziere
,
col
significato
di
«
rubrica
che
segnala
i
prossimi
comizi
»
.
[30]
Dietro
a
questa
parola
c'
è
canzoniere
«
raccolta
di
poesie
»
,
ma
anche
«
autore
delle
parole
di
una
canzone
»
e
«
chi
canta
canzonette
in
un
locale
pubblico
»
,
e
qui
sentiamo
nello
sfondo
il
francese
chansonnier
,
così
come
,
del
resto
,
nell'
altro
significato
,
se
è
vero
che
chansonnier
,
in
origine
,
indicava
«
raccolta
(
manoscritta
)
di
opere
liriche
dei
trovatori
»
.
[31]
Tristano
Bolelli
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•
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