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Maarten Janssen, 2014-
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18 MILA NOMI
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
6
maggio
1986
more header data
[1]
Terzino
e
Innominata
[2]
A
Pisa
risulta
da
avvisi
–
ahimè
–
mortuari
che
ad
uno
era
stato
dato
il
nome
di
Notturno
ed
ad
un
altro
Oppresso
.
[3]
Un’
altra
ancora
(
non
so
se
viva
o
morta
)
è
stata
chiamata
Anarchia
.
[4]
A
Bologna
si
ha
notizia
di
nomi
davvero
strani
.
[5]
In
un
volumetto
,
pubblico
con
l’
aiuto
di
un
calcolatore
elettronico
dieci
anni
fa
,
si
trovano
tre
Littorio
,
due
Littoria
,
una
Littorina
,
una
Eja
Alalà
,
tre
Impero
,
ma
,
per
pareggiare
il
conto
,
un
Avanti
,
due
Engels
maschi
e
una
femmina
e
,
addirittura
,
una
Scioperina
.
[6]
Tali
nomi
non
si
trovano
in
un
libro
che
contiene
i
nomi
degli
italiani
,
appena
uscito
,
dell’
operosissimo
e
dottissimo
Emidio
De
Felice
(
Dizionario
dei
nomi
italiani
,
edito
da
Mondadori
)
e
,
penso
,
con
ragione
a
causa
del
loro
relativamente
scarso
numero
.
[7]
Del
resto
,
scherzando
si
potrebbe
che
non
è
mai
bene
dare
cattivi
esempi
in
una
materia
in
cui
la
bizzarria
dei
genitori
non
ha
arretrato
di
fronte
alle
denominazioni
più
strampalate
.
[8]
Sono
presi
in
considerazione
,
nell’
opera
di
De
Felice
,
oltre
18
,
000
nomi
,
e
che
non
vi
siano
tutti
.
[9]
Il
primo
ad
essere
persuaso
è
l’
Autore
che
si
tiene
,
ovviamente
,
ad
un
disegno
ampio
,
anche
se
preciso
nei
particolari
tralasciando
quelle
stravaganti
denominazioni
che
pure
non
mancano
per
far
parte
del
folclore
.
[10]
Io
conoscevo
a
Bologna
un
capitano
dei
bersaglieri
che
si
chiamava
Clio
,
nome
,
come
si
sa
,
della
Musa
della
storia
;
a
Viareggio
mi
è
stata
mostrata
una
venditrice
ambulante
che
portava
,
e
con
burbera
fierezza
,
il
nome
di
Arsace
,
il
re
dei
Parti
.
[11]
Sei
donne
figurano
nell’
elenco
di
Bologna
come
Leonida
,
ed
anche
il
De
Felice
lo
nota
,
precisando
che
di
Leonida
in
Italia
che
ne
sono
5000
come
nomi
maschili
e
,
aggiunge
,
anche
femminili
.
[12]
Come
nel
caso
di
Clio
maschile
,
la
vocale
-o
finale
ha
tratto
in
inganno
genitori
ignari
,
così
in
Leonida
la
finale
in
-a
ha
propiziato
il
passaggio
al
genere
femminile
.
[13]
Del
resto
Andrea
in
inglese
è
nome
femminile
al
quale
da
riscontro
il
maschile
Andrew
e
in
Italia
,
se
ci
sono
600
Clio
femminili
,
ci
sono
anche
25
Clia
,
forma
con
la
quale
si
è
normalizzato
qualcosa
che
proprio
non
pareva
accettabile
.
[14]
Il
libro
di
De
Felice
,
ben
documentato
per
l’
origine
storica
dei
nomi
,
per
la
stratificazione
culturale
delle
denominazioni
,
ed
anche
per
la
loro
frequenza
(
i
dati
sono
tratti
da
un’
elaborazione
elettronica
dei
nomi
degli
abbonati
telefonici
in
Italia
)
,
si
rivolge
ad
un
pubblico
vasto
che
trarrà
indubbio
giovamento
dalle
considerazioni
che
accompagnano
ogni
singolo
lemma
.
[15]
Tornando
,
per
converso
,
ai
nomi
stravaganti
,
ricordiamo
Innominata
,
Reclusa
e
Sventurina
(
poveretta
!
)
,
ciascuno
presente
con
un
esempio
a
Bologna
,
e
,
per
i
maschi
,
Tubero
e
Calvario
(
pure
con
un
esempio
ciascuno
)
.
[16]
Dicevo
anni
fa
che
,
di
fronte
a
certe
trovare
,
non
si
sa
se
ridere
o
piangere
.
[17]
Pensiamo
ai
guai
psicologici
ai
quali
va
incontro
una
creatura
che
è
immessa
nella
vita
col
viatico
di
un
nome
stravagante
come
quelli
che
abbiamo
citato
.
[18]
Chiamare
Terzino
un
bambino
può
forse
giustificarsi
come
un
uso
derivato
da
Terzo
(
ci
sono
200
Terzini
in
Italia
)
ma
Mediano
cos’
è
?
[19]
Vuole
indicare
,
in
una
sicura
programmazione
,
il
figlio
di
mezzo
o
è
voce
del
linguaggio
calcistico
?
[20]
Anche
Auto
,
Aeroplano
,
Radio
,
e
Termo
esistono
al
di
là
dei
18
,
000
nomi
elencati
da
De
Felice
:
ma
che
dire
di
chi
ha
ambiguamente
(
e
forse
senza
averne
coscienza
)
chiamato
il
figlio
Amor
di
fallo
?
[21]
Non
invento
nulla
perché
l’
ho
trovato
in
un
elenco
telefonico
in
Toscana
.
[22]
L’
arbitrarietà
dell’
imposizione
del
nome
è
una
cosa
vecchia
.
[23]
Basti
ricordare
che
in
una
commedia
di
Aristofane
un
giovane
si
chiama
F
e
idipp
i
de
e
nel
suo
nome
è
presente
l’
elemento
-
ippos
«
cavallo
»
,
che
era
proprio
dei
grandi
personaggi
,
mentre
nella
prima
parte
si
riflette
uno
spirito
di
economia
,
anzi
di
tircheria
,
proprio
del
padre
perché
Feid-
è
da
riferire
al
verbo
pheidomai
che
vuol
dire
«
risparmiare
»
.
[24]
Nonostante
la
folle
varietà
delle
denominazioni
che
si
riscontrano
in
Italia
,
i
nomi
di
persona
più
frequenti
sono
Giuseppe
per
gli
uomini
(
con
1
.
717
.
000
persone
)
e
Maria
per
le
donne
(
con
2
.
500
.
000
persone
)
:
un
fatto
che
si
ripete
anche
a
Bologna
,
città
dalla
quale
abbiamo
tratto
gli
esempi
più
strani
,
e
che
è
pur
sempre
esempio
della
continuità
di
una
tradizione
.
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