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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Il dizionario e l’oracolo
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
6
aprile
1982
more header data
[1]
Ecco
uscito
l’
auspicato
volume
undicesimo
del
Grande
Dizionario
della
lingua
italiana
che
conserva
il
nome
di
Salvatore
Battaglia
anche
se
,
dopo
la
morte
del
promotore
,
la
direzione
scientifica
è
di
Giorgio
Bàrberi
Squarotti
.
[2]
Io
sono
fra
quelli
che
attendono
l’
uscita
dei
volumi
con
quell’
ansiosa
trepidazione
che
viene
non
soltato
da
ragioni
professionali
ma
dal
desiderio
che
l’
opera
si
compia
perché
essa
è
,
in
se
stessa
,
un
avvenimento
culturale
della
massima
importanza
al
quale
viene
dedicata
troppo
scarsa
attenzione
.
[3]
L’
opera
incominciò
nel
1961
e
non
mancarono
,
fin
dal
primo
momento
,
le
critiche
.
[4]
Nulla
è
più
vulnerabile
e
criticabile
di
un
vocabolario
.
[5]
Criteri
di
scelta
,
lacune
,
classificazione
dei
vocaboli
,
etimologie
,
definizioni
sono
facile
oggetto
di
insoddisfazione
ed
ogni
lettore
appena
colto
(
ma
anche
gli
incolti
,
perché
non
vi
è
nulla
come
la
lingua
che
appaia
e
sia
dominio
di
tutti
)
si
sente
in
diritto
di
interloquire
.
[6]
Sono
passati
ventun
anni
e
siamo
già
arrivati
alla
parola
oràcolo
:
una
media
di
volume
ogni
due
anni
circa
.
[7]
Presumibilmente
avremo
l’
opera
completa
nel
1990
.
[8]
Sarà
,
quella
,
una
data
memorabile
perché
,
dopo
il
Dizionario
di
Tommaseo
Bellini
(
1885-1879
)
e
dopo
le
varie
edizioni
della
Crusca
(
l’
ultima
delle
quali
rimase
sospesa
nel
1923
alla
lettera
O
,
a
distanza
di
ben
sessant’
anni
dal
primo
volume
,
uscito
nel
1863
)
mai
era
stato
pubblicato
tanto
materiale
lessicografico
della
nostra
lingua
.
[9]
Al
fondamento
delle
due
imprese
,
il
Tommaseo
e
il
Battaglia
,
è
la
stessa
casa
editrice
,
l’
Unione
Tipografico-Editrice
Torinese
,
benemerita
della
cultura
italiana
che
,
anche
nella
lessicografia
,
aiuta
a
ricuperare
una
posizione
onorevole
all’
Italia
che
fornì
,
e
non
bisogna
dimenticarlo
,
un
modello
a
tutti
i
grandi
vocabolari
d’
Europa
,
col
Vocabolario
della
Crusca
,
la
cui
prima
edizione
uscì
nel
1612
.
[10]
Quest’
ultimo
volume
del
Battaglia
–
e
ciò
può
dare
l’
idea
della
mole
del
lavoro
–
contenendo
le
voci
da
moto
ad
oràcolo
,
comprende
1102
pagine
grandi
a
tre
colonne
ciascuna
.
[11]
Ogni
definizione
è
corredata
da
esemplificazioni
che
vanno
dalle
origini
fino
agli
autori
viventi
e
costituisce
una
splendida
antologia
di
scrittori
.
[12]
L’
impianto
è
solido
e
fa
apparire
lontano
,
anche
se
premonitore
,
il
momento
in
cui
l’
insigne
filologo
Giorgio
Pasquali
giustamente
diceva
,
negli
Anni
40
che
per
fare
un
vocabolario
occorrono
edizioni
critiche
e
per
fare
edizioni
critiche
occorre
un
vocabolario
ma
che
bisogna
pur
sempre
spezzare
il
circolo
vizioso
.
[13]
Ed
infatti
negli
ultimi
quarant’
anni
la
filologia
italiana
ha
indubbiamente
fatto
grandi
progressi
,
anche
se
resta
molto
da
fare
.
[14]
La
posizione
del
Dizionario
del
Battaglia
nella
lessicografia
italiana
è
di
tutto
rispetto
.
[15]
Lasciando
alla
Crusca
quel
Tesoro
delle
origini
che
Giacomo
Devoto
prevedeva
per
il
2021
,
anniversario
della
morte
di
Dante
.
[16]
Il
Battaglia
è
uno
strumento
di
consultazione
di
grande
ricchezza
documentaria
.
[17]
Prendiamo
la
prima
parola
di
questo
volume
,
moto
,
divisa
in
tre
lemmi
,
il
primo
che
si
riferisce
allo
spostamento
di
un
corpo
da
una
posizione
nello
spazio
ad
un’
altra
,
il
secondo
che
è
il
participio
passato
di
muòvere
,
il
terzo
che
è
forma
abbreviata
di
motocicletta
.
[18]
Il
primo
significato
è
descritto
ed
esemplificato
in
sei
ampie
pagine
,
mentre
le
altre
due
occupano
,
ed
è
comprensibile
,
poche
righe
.
[19]
I
redattori
hanno
rinunciato
a
porre
a
sé
un
quarto
moto
–
primo
elemento
di
parole
composte
che
indica
il
funzionamento
a
motore
,
come
in
motoaratrice
,
motocarrello
ecc
.
,
anche
se
sotto
ognuna
di
queste
parole
c’
è
la
spiegazione
che
fa
venire
questo
moto
–
da
motore
.
[20]
Si
hanno
poi
casi
,
come
motocarrozzetta
in
cui
moto
–
è
quell’
abbreviatura
di
motocicletta
di
cui
si
è
parlato
.
[21]
Si
è
voluto
fare
quest’
esempio
per
mostrare
quanto
complicato
sia
fare
un
vocabolario
.
[22]
Ed
è
perfino
difficile
essere
tipograficamente
corretti
.
[23]
Si
diche
che
la
Tipografia
del
Seminario
di
Padova
(
quella
che
stampò
il
Vocaboario
latino
di
Forcellini
)
desse
un
compenso
a
chi
trovasse
un
errore
di
stampa
.
[24]
Io
non
chiederò
nulla
all’
Utet
pur
segnalando
che
a
motocarrozzella
c’
è
un
errore
di
stampa
:
motocicleta
per
motocicletta
.
[25]
Poiché
non
si
può
parlare
di
tutto
,
prendiamo
l’
ultima
parola
fin
qui
pubblicata
,
oràcolo
,
che
ha
una
lunga
ed
esemplare
definizione
di
29
righe
in
cui
entrano
,
né
poteva
essere
altrimenti
,
elementi
di
enciclopedia
.
[26]
Gli
esempi
,
tutti
ottimamente
tagliati
e
perciò
di
sicura
utilizzazione
,
vanno
dal
trecentesco
Guido
da
Pisa
a
Cesare
Pavese
,
attraverso
autori
di
tutti
i
secoli
intermedi
.
[27]
Segue
poi
il
significato
di
«
responso
espresso
in
modo
vago
,
misterioso
e
simbolico
»
,
anch’
esso
con
una
esemplificazione
dal
Volgarizzamento
di
Sant’
Agostino
a
Pascoli
e
ad
Ojetti
e
il
valore
di
«
persona
di
vaste
conoscenze
,
che
dà
o
si
ritiene
in
grado
di
dare
consigli
,
giudizi
,
previsioni
»
,
con
esempi
del
Boccaccio
ad
Ungaretti
.
[28]
Seguono
i
significati
secondari
fra
i
quali
spicca
quello
di
«
verità
della
Scrittura
»
.
[29]
Abbiamo
detto
che
il
volume
finisce
ad
oràcolo
ma
sarebbe
più
esatto
dire
che
termina
con
oracoloso
,
con
un
esempio
di
Soffici
col
valore
di
«
che
usa
modi
misteriosi
ed
arcani
»
.
[30]
Verrebbe
voglia
di
dire
che
,
a
sollievo
delle
fatiche
dei
vocabolaristi
(
ed
io
ne
so
qualche
cosa
perché
ho
dedicato
anni
di
lavoro
ad
attività
lessicografiche
)
il
loro
lavoro
è
,
per
parte
sua
,
misterioso
ed
arcano
perché
trae
fuori
dall0immenso
materiale
linguistico
scritto
e
parlato
,
le
parole
ma
deve
tener
presente
,
come
dice
Baldassar
Castiglione
ed
è
ripetuto
nel
frontespizio
del
Battaglia
,
che
«
Il
dividere
le
sentenzie
dalle
parole
è
un
dividere
l0anima
dal
corpo
»
.
[31]
Tristano
Bolelli
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