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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Dialetti e parole matrigne
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
3
settembre
1980
more header data
[1]
Questa
volta
la
rubrica
si
potrebbe
chiamare
Le
lingue
che
parliamo
.
[2]
L'
Italia
,
rispetto
alla
sua
superficie
,
è
la
più
ricca
di
varietà
dialettali
e
presenta
anche
una
grande
quantità
di
minoranze
linguistiche
,
tedesche
,
franco-provenzali
,
provenzali
,
ladine
,
greche
,
albanesi
,
serbo-croate
,
catalane
.
[3]
Tale
situazione
provoca
delle
difficoltà
che
non
è
facile
risolvere
.
[4]
Là
dove
ci
sono
due
forti
civiltà
rappresentate
da
due
lingue
diverse
(
l’
italiano
e
il
tedesco
)
come
in
Alto
Adige
,
un'
apposita
legislazione
regola
i
rapporti
fra
le
due
comunità
.
[5]
Altrove
le
questioni
non
sono
risolte
.
[6]
Spesso
leggiamo
sui
giornali
degli
incidenti
che
scoppiano
fra
chi
vorrebbe
introdurre
la
parlata
locale
in
comunicazioni
o
atti
ufficiali
e
chi
sostiene
che
,
in
tali
casi
,
la
sola
lingua
legittima
è
l'
italiano
.
[7]
Così
si
sa
dell'
annunciatore
dell'
aeroporto
di
Alghero
che
ha
avuto
dei
guai
perché
aveva
dato
notizia
dell'
arrivo
e
della
partenza
dei
voli
in
catalano
ed
è
di
questi
giorni
l'
episodio
del
sindaco
di
un
paese
sardo
che
,
davanti
al
prefetto
,
voleva
fare
il
giuramento
di
fedeltà
alla
Repubblica
in
logudorese
,
la
più
arcaica
delle
varietà
sarde
.
[8]
La
questione
non
è
irrilevante
.
[9]
Se
tutti
,
negli
atti
ufficiali
,
usassero
le
loro
parlate
,
l'
Italia
avrebbe
parecchie
decine
di
lingue
e
al
Parlamento
dovrebbe
funzionare
il
più
complicato
sistema
di
traduzione
del
mondo
col
risultato
che
i
parlamentari
si
comprenderebbero
ancor
meno
di
quanto
non
si
comprendano
oggi
.
[10]
Il
sindaco
che
vuole
esprimersi
in
logudorese
pare
che
abbia
detto
che
la
sua
è
una
lingua
,
sottintendendo
che
non
è
un
dialetto
.
[11]
Ma
come
si
può
distinguere
una
lingua
da
un
dialetto
se
non
si
prende
,
come
discriminante
,
almeno
il
fatto
che
la
lingua
è
un
mezzo
di
comunicazione
che
va
al
di
là
dei
propri
confini
ed
è
riconosciuta
da
comunità
che
,
nella
vita
di
ogni
giorno
,
si
esprimono
in
una
parlata
più
o
meno
diversa
?
[12]
Altrimenti
,
come
negare
che
il
milanese
,
coi
suoi
poeti
,
sia
una
lingua
?
[13]
E
il
napoletano
con
la
sua
sterminata
letteratura
?
[14]
Tener
conto
di
tradizioni
e
di
parlate
locali
è
giusto
ma
negare
un
mezzo
di
comunicazione
comune
sarebbe
un
delitto
.
[15]
L'
italiano
si
parla
anche
fuori
dai
nostri
confini
ed
ora
abbiamo
uno
studio
sulla
Svizzera
italiana
dello
svizzero
Sandro
Bianconi
(
ed
.
Il
Mulino
)
che
presenta
il
Canton
Ticino
come
un
paese
poco
meno
che
disastrato
dallo
«
sviluppo
arti
fi
cioso
e
assurdo
,
reso
pos
sibile
dal
segreto
bancario
che
ha
protetto
i
capitali
stranieri
in
fuga
»
di
cui
«
hanno
appro
fi
ttato
quasi
esclusivament
e
gli
intermediari
ticinesi
,
gli
av
vocati
e
notai
promotori
e
protagoni
sti
di
queste
attività
spe
culati
ve
.
Agli
altri
cittadi
ni
rimangono
un
paese
svenduto
,
il
caos
urbanistico
,
la
deturpazione
di
vaste
aree
del
territo
rio
,
le
brutture
archi
tettoniche
,
il
deterioramento
dell'
equili
brio
ecologi
co
»
(
p
.
27
)
.
[16]
Ma
l’
inquadramento
sociologico
e
politico
serve
all
'
Autore
a
valutare
la
situazione
linguistica
ed
il
libro
ha
il
titolo
,
molto
significativo
,
di
Lingua
matrigna
.
[17]
Le
analisi
delle
parlate
del
Canton
Ticíno
,
sostanzialmente
lombarde
,
sono
condotte
con
molto
impegno
e
diligenza
,
per
località
,
età
,
condizione
sociale
,
sesso
.
[18]
Risultano
,
così
,
tre
principali
varietà
d'
italiano
parlato
ticinese
:
regionale
,
italiana
e
popolare
con
atteggiamento
negativo
verso
l'
italiano
,
che
pure
è
la
lingua
insegnata
nelle
scuole
,
ed
un
accentuato
favore
per
il
cosiddetto
«
ticinesimo
»
in
cui
,
secondo
le
ricerche
e
le
interviste
del
Bianconi
,
lo
svizzero
italiano
ritiene
di
trovare
la
propria
,
come
si
dice
,
identità
.
[19]
Ha
legami
amministrativi
e
di
alfari
con
la
Svizzera
tedesca
ma
non
può
identificarsi
con
essa
per
ragioni
di
lingua
,
di
tradizioni
,
di
mentalità
;
né
gli
vanno
le
scelte
politiche
e
sociali
dell'
Italia
negli
ultimi
anni
.
[20]
Egli
tende
,
perciò
,
a
vedere
nel
dialetto
il
mezzo
di
una
sua
identificazione
.
[21]
Di
qui
la
tendenza
,
non
accolta
con
favore
dal
Bianconi
,
a
valorizzare
ogni
aspetto
indigeno
,
dalla
festa
popolare
a
tradizioni
locali
che
alimentano
,
anche
inconsciamente
,
un
certo
sentimento
di
xenofobia
.
[22]
L’
atteggiamento
degli
Svizzeri
italiani
è
,
per
il
Bianconi
,
sostanzialmente
anticulturale
ed
antitaliano
.
[23]
Di
qui
torniamo
allo
scottante
problema
dei
rapporti
lingua-dialetto
.
[24]
Chi
si
chiude
s'
imprigiona
in
un
ghetto
.
[25]
Tutti
abbiamo
bisogno
di
mezzi
di
espressione
che
ci
mettano
in
grado
di
comunicare
con
sempre
più
larghi
gruppi
di
uomini
,
il
che
non
vuole
affatto
disconoscere
la
dignità
dei
dialetti
,
la
loro
importanza
come
patrimonio
di
tradizioni
culturali
e
come
fonti
della
nostra
stessa
umanità
.
[26]
Senza
contare
che
,
nell
‘
insegnamento
,
i
dialetti
possono
servire
molto
proficuamente
a
mettere
a
confronto
le
loro
strutture
con
quelle
della
lingua
nazionale
.
[27]
Tristano
Bolelli
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