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Maarten Janssen, 2014-
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Ecco i due plurali di astròlogo (La scelta, ciascuno a piacer suo)
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
3
aprile
1980
more header data
[1]
SE
il
compianto
Leo
Pestelli
,
che
tenne
una
fortunata
rubrica
linguistica
sulla
Stampa
,
avesse
potuto
leggere
il
sottotitolo
di
un
mio
articolo
del
21
febbraio
scorso
,
forse
avrebbe
avuto
un
sussulto
trovando
la
parola
dietròloghi
,
che
designa
quelli
che
vedono
dietro
ad
ogni
azione
un
fine
nascosto
.
[2]
Si
sa
che
la
norma
suggerisce
,
nel
caso
di
parole
come
filòlogo
,
glottòlogo
,
teòl
ogo
,
i
plurali
fi
lòlogi
,
glottòlogi
,
teòlogi
.
[3]
Si
dice
di
solito
che
la
regola
vale
per
le
parole
che
indicano
una
persona
,
mentre
il
plurale
di
voci
come
monologo
è
diverso
:
si
dice
,
infatti
,
monòloghi
.
[4]
Se
l'
accento
,
invece
di
cadere
sulla
terz’
ultima
sillaba
,
si
trova
sulla
penultima
,
allora
il
plurale
ha
la
forma
di
chirurgo
/
chirurghi
,
drammaturgo
/
drammaturghi
ecc
;
anche
se
da
qualche
anno
in
qua
si
è
sentito
dire
,
perfino
da
illustri
medici
,
chirurgi
invece
di
chirurghi
e
inversamente
,
fi
lòloghi
invece
di
fi
lòlogi
.
[5]
Per
non
apparire
indifferente
(
pur
essendo
convinto
che
la
scienza
è
neutrale
)
consiglierei
di
attenersi
alla
norma
e
di
continuare
a
dire
chirurghi
e
fi
lòlogi
;
ma
,
allora
,
come
la
mettiamo
col
sottotitolo
in
cui
figura
dietròloghi
?
[6]
Premetto
che
ho
una
sconfinata
ammirazione
per
il
titolista
della
Stampa
al
quale
sono
debitore
di
presentazioni
intelligenti
,
vivaci
e
spiritose
che
io
non
avrei
mai
saputo
trovare
;
inoltre
,
sono
più
portato
a
spiegare
che
a
giudicare
.
[7]
Prendiamo
,
però
,
la
voce
fi
lòlogo
che
,
per
inciso
,
è
definita
dal
Tommaseo
,
con
uno
di
quegli
scatti
sanguigni
di
umore
che
contraddistinguono
il
suo
Dízionario
:
«
Chi
tratta
di
filologia
;
Chi
ne
sa
anco
senza
trattarne
;
Chi
la
insegna
senza
saperne
,
e
Chi
ne
scrive
disinsegnandola
»
.
[8]
Ebbene
,
c'
è
da
dire
che
,
proprio
secondo
il
Tommaseo
,
il
Redi
avrebbe
usato
il
plurale
fi
lòloghí
,
cosa
,
però
,
contraddetta
,
pur
senza
farne
esplicita
menzione
,
dal
«
Grande
Dizionario
della
lingua
italiana
»
di
Battaglia
.
[9]
È
un
fatto
che
,
fondandosi
sul
Tommaseo
,
anche
il
vecchio
ma
sempre
prezioso
Vocabolario
di
Policarpo
Petrocchi
riporta
,
nel
cosiddetto
sottosuolo
,
e
cioè
nella
parte
inferiore
della
pagina
,
il
plurale
fi
lòloghi
.
[10]
Ma
,
se
questa
forma
è
controversa
,
c'
è
un'
altra
parola
alla
quale
non
potremo
negare
un
doppio
plurale
dato
come
legittimo
:
astròlogo
,
il
cui
plurale
in
ogni
vocabolario
è
dato
sia
come
astròlogi
che
come
astrologhe
.
[11]
Questi
due
plurali
sono
registrati
anche
nella
nuovissima
edizione
del
«
Vocabolario
della
lingua
italiana
»
di
Devoto-Oli
,
curata
da
Luciano
Satta
e
Lorenzo
Magini
presso
Le
Monnier
,
pubblicazione
preziosa
perché
,
pur
apparendo
minore
,
contiene
un
numero
molto
più
grande
di
parole
nuove
ed
è
,
oggi
,
il
più
piccolo
di
mole
ed
il
meno
caro
fra
i
vocabolari
italiani
.
[12]
Contiene
perfino
'
ndrànghita
,
ma
riportato
,
ceno
per
una
svista
del
tipografo
,
come
'
ndranghéta
con
l'
accento
sulla
penultima
sillaba
anziché
sulla
terz'
ultima
.
[13]
Di
fronte
al
sorgere
di
simili
questioni
,
che
possono
sembrare
minute
(
ma
la
consapevolezza
del
nostro
modo
di
esprimerci
e
pur
sempre
una
delle
vie
più
:
serie
ed
efficaci
per
aumentare
la
nostra
educazione
anche
civile
)
vi
è
un
altro
aspetto
di
curiosità
linguistica
sulla
quale
,
noi
del
mestiere
,
siamo
richiesti
di
pronunciarci
.
[14]
Ammettiamo
che
una
parola
non
sia
registrata
in
nessun
vocabolario
della
lingua
italiana
,
neppure
nella
nuova
edizione
del
Devoto-Oli
,
ma
figuri
solo
in
un
vocabolario
vernacolare
periferico
come
quello
versiliese
di
Gilberto
Cocci
,
ignoto
ai
più
,
e
si
presenti
non
solo
come
molto
usata
ma
di
irreprensibile
fattura
.
[15]
Tale
parola
può
essere
usata
senza
che
l'
insegnante
adoperi
la
matita
blu
o
rossa
?
[16]
Nel
caso
in
esame
,
direi
assolutamente
di
si
.
[17]
Si
tratta
dell'
aggettivo
spreciso
e
del
sostantivo
sprecisione
che
in
Toscana
sono
usati
da
un
gran
numero
di
anni
e
che
vengono
comunemente
accettati
.
[18]
L'
obiezione
che
si
può
fare
è
che
esistono
impreciso
e
imprecisione
ma
occorre
fare
attenzione
.
[19]
Spreciso
non
ricopre
il
significato
di
impreciso
ed
indica
piuttosto
,
riferito
a
persona
,
chi
abitualmente
non
ha
la
qualità
della
precisione
.
[20]
Una
sarta
,
per
esempio
,
è
sprecisa
quando
manca
di
quella
lodevole
capacità
o
pratica
che
consiste
nel
rifinire
con
esattezza
gli
abiti
mentre
impreciso
è
di
solito
usato
col
significato
di
«
poco
chiaro
,
indefinito
,
indeterminato
»
.
[21]
Prendiamo
il
seguente
passo
di
Carducci
:
«
Io
credeva
aver
a
discutere
in
seno
alle
commissioni
per
poi
addivenire
ad
un
giudizio
generale
,
e
che
non
può
essere
monco
e
impreciso
,
incerto
»
.
[22]
In
questo
caso
non
sarebbe
giusto
usare
spreciso
ma
se
si
dice
che
il
tale
è
spreciso
nel
lavorare
,
ci
si
riferisce
ad
un
lavoro
abitualmente
raffazzonato
,
non
condotto
a
regola
d'
arte
.
[23]
Certo
,
occorre
vedere
i
contesti
e
saper
usare
le
due
voci
che
non
hanno
esattamente
1o
stesso
valore
.
[24]
Solo
che
impreciso
è
registrato
dai
vocabolari
,
spreciso
,
no
.
[25]
E
qui
mi
viene
in
mente
Giacomo
Leopardi
che
,
giudicando
una
parola
,
non
registrata
dal
vocabolario
della
Crusca
,
ben
formata
,
efficace
ed
espressiva
,
lasciava
perdere
la
Crusca
.
[26]
Tristano
Bolelli
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