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Maarten Janssen, 2014-
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Babele in Sicilia
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
2
novembre
1985
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[1]
In
una
regione
italiana
ci
sono
centinaia
di
persone
che
formano
una
rete
fittissima
di
ricercatori
che
lavorano
a
un
vocabolario
dialettale
di
dimensioni
gigantesche
.
[2]
Questa
regione
è
la
Sicilia
e
il
coordinatore
di
tutta
l’
opera
è
Giovanni
Tropea
.
[3]
La
particolare
situazione
linguistico-culturale
della
Sicilia
non
ha
bisogno
di
essere
illustrata
.
[4]
La
scuola
poetica
siciliana
che
,
all’
origine
della
nostra
letteratura
contemporanea
di
quella
grande
figura
che
fu
il
Federico
II
(
morto
nel
1250
)
,
compose
poesie
di
ispirazione
provenzale
sulla
donna
e
sull’
amore
,
ma
non
mancò
neppure
in
certi
poeti
di
tratti
veristici
di
grande
rilievo
(
e
basterà
ricordare
gli
ultimi
versi
del
componimento
di
Rosa
fresca
aulentissima
di
Cielo
d’
Alcamo
con
l’
invito
a
un
amore
niente
affatto
platonico
)
,
precedette
ogni
altro
movimento
poetico
italiano
e
fu
,
per
così
dire
,
assorbita
da
un’
accorta
opera
di
versione
da
parte
di
traduttori
toscani
venendo
a
costituire
un
immediato
precedente
di
un’
altra
tradizione
,
quella
del
Dolce
stil
nuovo
che
ebbe
fra
i
suoi
componenti
addirittura
Dante
Alighieri
.
[5]
Ebbene
,
Giovanni
Tropea
,
sulle
orme
del
suo
maestro
Giorgio
Piccitto
,
a
cura
del
quale
uscì
un
primo
volume
del
Vocabolario
Siciliano
nel
1977
,
comprendente
le
lettere
A-E
,
di
pagine
973
,
pubblica
ora
un
secondo
volume
comprendente
le
lettere
F-M
,
di
pagine
938
.
[6]
Poiché
Picciotto
morì
nel
1972
,
è
chiaro
che
anche
per
quanto
riguarda
il
primo
volume
Tropea
ha
lavorato
con
molta
assiduità
per
raccogliere
i
dati
sia
personalmente
sia
ordinando
quelli
forniti
dalla
fittissima
rete
di
collaboratori
di
cui
abbiamo
fatto
menzioni
.
[7]
Ci
vorranno
ancora
due
volumi
come
questi
perché
l’
impresa
sia
compiuta
,
ma
fin
da
ora
possiamo
dire
che
la
Sicilia
possiede
un
tesoro
dialettale
imponente
,
che
la
pone
in
testa
a
tutte
le
altre
regioni
italiane
.
[8]
Chi
sa
quanto
sia
difficile
trovare
fondi
in
Italia
per
imprese
culturali
non
effimere
(
per
queste
ultime
pare
che
i
quattrini
si
trovino
,
o
almeno
si
siano
finora
trovati
,
più
agevolmente
)
considererà
con
rispetto
l’
intervento
del
Consiglio
nazionale
delle
ricerche
e
della
Regione
siciliana
per
aver
messo
a
disposizione
del
Centro
studi
di
filologici
e
linguistici
siciliani
,
benemerito
di
imprese
culturali
di
rilievo
e
di
questo
stesso
Vocabolario
,
i
denari
necessari
.
[9]
Il
Vocabolario
siciliano
non
è
un
semplice
elenco
di
voci
.
[10]
Per
tutte
le
parole
sono
date
le
località
dove
esse
si
trovano
in
modo
che
nella
varietà
delle
parlate
isolane
si
possa
istituire
un
reticolo
di
corrispondenze
che
già
costituiscono
una
sicura
premessa
di
un
atlante
linguistico
.
[11]
L’
unico
rammarico
(
ma
non
si
può
pretendere
tutto
)
è
l’
assenza
delle
etimologie
che
avrebbero
,
tuttavia
,
comportato
un
supplemento
di
lavoro
di
varie
decine
di
anni
.
[12]
Così
com’
è
,
l’
opera
monumentale
sarà
certamente
all’
origine
di
lavori
etimologici
uno
dei
quali
,
quello
di
Gerolamo
Caracausi
,
Arabismi
medievali
in
Sicilia
,
è
uscito
nel
1938
,
ed
altri
se
ne
annunciano
.
[13]
Se
si
pensa
che
la
Sicilia
,
in
una
continuità
storica
che
ha
del
prodigioso
,
ha
visto
succedersi
sul
suo
suolo
tante
civiltà
come
la
greca
,
la
romana
,
la
germanica
,
la
bizzantina
,
l’
araba
,
la
normanna
,
la
sceva
,
l’
angioina
,
l’
aragonese
,
la
spagnola
,
fino
a
più
recenti
esperienze
del
dominio
dei
Savoia
,
degli
Asburgo
d’
Austria
,
dei
Borboni
e
all’
unità
col
resto
d’
Italia
,
e
se
si
riflette
che
,
come
nell’
arte
,
così
nel
vocabolario
tali
vicende
si
riscontrano
puntualmente
,
ci
si
accorge
che
l’
opera
lessicografica
condotta
da
Tropea
ah
un
valore
che
va
ben
al
di
là
di
un
puro
valore
provinciale
.
[14]
A
titolo
puramente
esemplificativo
,
ecco
un
campione
della
stratigrafia
del
vocabolario
siciliano
:
parola
greva
è
grasta
o
rasta
per
«
vaso
di
terra
per
i
fiori
»
;
di
origine
greca
è
anche
!
!
!
!
abustasi
!
!
!
!
[15]
«
facchino
»
,
presente
anche
in
altre
varietà
italiane
compreso
l’
italiano
antico
bastagio
;
nebba
«
giuggiola
»
è
d’
origine
araba
,
come
magara
;
cocattarì
«
comprare
»
riflette
il
normanno
acater
e
ILLEGGIBILE
«
giovenca
»
.
[16]
Il
francese
genisse
;
vandali
«
grembiale
»
è
spagnolo
(
avantal
)
e
così
via
per
migliaia
di
esempi
.
[17]
Ogni
strato
di
storia
è
dunque
rappresentato
in
parole
rimaste
ancor
oggi
vive
.
[18]
La
varietà
della
storia
comporta
spessore
di
civiltà
.
[19]
Su
questo
complesso
valore
,
veramente
unico
,
del
siciliano
,
si
fonda
l’
interesse
,
anche
civile
,
di
un’
opera
tanto
ricca
e
complessa
.
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