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Maarten Janssen, 2014-
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Ciliegie, shock e bambine ventenni
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
01
settembre
1982
more header data
[1]
Un
equivoco
nel
quale
si
incorre
frequentemente
nella
scrittura
è
il
plurale
delle
voci
che
terminano
in
-cia
e
-gia
con
i
non
accentato
.
[2]
C’
è
chi
scrive
,
anche
in
testi
letterari
,
ciliege
invece
di
ciliegie
,
camice
invece
di
camicie
.
[3]
Alcuni
vocabolari
(
lo
Zingarelli
,
il
Garzanti
)
ammettono
le
due
forme
:
altri
(
il
Palazzi-Folena
,
il
De
Felice-Duro
)
dànno
come
forma
unica
camicie
e
ciliegie
.
[4]
Il
Devoto-Oli
,
nella
revisione
di
Satta
e
Magini
,
dà
camicie
,
ma
sia
ciliegie
che
ciliege
,
ponendosi
così
a
metà
strada
.
[5]
Anche
se
,
personalmente
,
sono
dell’
avviso
del
Palazzi-Folena
e
del
De
Felice-Duro
,
non
posso
naturalmente
fare
a
meno
di
domandarmi
le
ragioni
di
quello
che
potremmo
chiamare
permissivismo
grafico
degli
altri
(
dettato
,
tuttavia
,
da
uso
altrui
,
in
quanto
il
vocabolario
registra
e
non
si
permette
di
creare
)
.
[6]
In
considerazione
dell’
identica
pronuncia
italiana
di
camicie
e
camice
,
di
ciliegie
e
ciliege
la
norma
e
puramente
grafica
e
non
fonetica
.
[7]
Nelle
vecchie
grammatiche
si
sosteneva
che
il
plurale
delle
voci
in
-cia
e
-gia
dovesse
tener
conto
della
presenza
o
dell’
assenza
di
consonanti
nella
sillaba
in
questione
:
se
c’
è
una
consonante
prima
del
c
o
del
g
,
il
plurale
è
senza
i
(
come
in
mance
,
plurale
di
mancia
,
lance
plurale
di
lancia
,
tracce
plurale
di
traccia
mentre
la
i
resta
se
non
vi
sono
altre
consonanti
(
ferocie
,
plurale
di
ferocia
,
fiducie
plurale
di
fiducia
ecc
.
)
.
C’
è
,
però
,
una
voce
ribelle
ed
è
qui
,
probabilmente
da
cercare
l’
origine
di
quello
che
abbiamo
chiamato
permissivismo
grafico
:
provincia
,
il
cui
plurale
è
sì
province
(
e
così
indicano
il
Palazzi-Folena
ed
il
De
Felice-Duro
)
secondo
la
norma
che
abbiamo
indicato
,
ma
che
presenta
anche
la
forma
grafica
provincie
,
ampiamente
usata
anche
da
autorevoli
opere
di
consultazioni
.
Si
ripete
,
in
questo
caso
,
l’
atteggiamento
dei
vocabolari
da
noi
notato
per
le
altre
voci
.
A
giustificare
la
grafia
provincie
,
fu
fatto
notare
che
la
i
non
è
una
pura
grafia
ma
è
un’
eredità
dal
latino
che
aveva
la
parola
provincia
col
plurale
provinciae
.
[8]
Una
lettrice
mi
scrive
per
condannare
l’
aggettivo
di
origine
francese
eclatante
per
«
strepitoso
»
,
«
squillante
»
ecc
.
[9]
Ha
senz’
altro
ragione
,
perché
si
tratta
di
voce
assolutamente
inutile
.
[10]
Dice
,
poi
la
lettrice
,
che
non
è
convinta
da
choccato
,
derivazioni
dall’
inglese
shock
,
voce
legata
in
gran
parte
alla
fortuna
(
se
così
si
può
dire
)
dell’
elettoshock
,
con
cui
si
indica
la
scarica
di
corrente
elettrica
usata
per
la
terapia
di
alcune
malattie
della
psiche
.
[11]
Un
altro
quesito
che
mi
viene
posto
è
quello
a
proposito
di
bimba
,
bambina
,
usato
per
indicare
una
ragazzina
quattordicenne
o
quindicenne
.
[12]
La
lettrice
scrive
di
aver
letto
bimba
a
proposito
del
delitto
di
cui
è
stata
vittima
Patrizia
Esposito
ed
aggiunge
che
è
possibile
capire
che
un
genitore
usi
bambino
o
bambina
per
un
figlio
o
una
figlia
anche
ventenne
ma
che
tale
uso
dovrebbe
essere
considerato
non
corretto
per
un
cronista
che
parla
di
persona
estranea
.
[13]
Ebbene
,
se
la
lettrice
vivesse
in
Toscana
sentirebbe
mamme
ottantenni
chiamare
la
mia
bimba
o
il
mio
bimbo
figli
di
cinquanta
e
più
anni
e
giovanotti
chiamare
bimba
la
fidanzata
anche
al
di
sopra
dei
quindici
anni
;
quanto
all’
uso
che
della
parola
fa
il
cronista
,
vorrei
ricordare
che
l’
efferatezza
del
delitto
e
la
pietà
che
ha
suscitato
in
tutti
giustificano
che
la
povera
vittima
di
quattordici-quindici
anni
possa
essere
stata
chiamata
bimba
.
[14]
Emotivamente
,
una
parola
può
assumere
valori
molto
diversi
da
quelli
letterali
.
[15]
Un
altro
lettore
mi
segnala
,
tra
l’
altro
,
l’
escalazione
della
battaglia
presso
le
Isole
Malvine
da
lui
udita
ad
un
Giornale-Radio
.
[16]
Che
dire
?
[17]
I
vocabolari
più
recenti
portano
solo
il
termine
inglese
escalation
,
nudo
e
crudo
.
[18]
Potremmo
dire
,
scherzando
,
che
ora
che
si
è
avuta
la
descalazione
delle
ostilità
,
non
si
sentirà
più
parlare
di
escalazione
,
ma
escalation
ha
conquistato
perfino
un
posto
nel
vocabolario
,
tanto
è
ormai
frequente
parlare
di
conflitti
,
guerre
,
ostilità
.
[19]
L’
unico
modo
per
combattere
la
parola
è
di
non
usarla
,
anche
se
la
cosa
non
verrà
per
questo
esorcizzata
,
purtroppo
.
[20]
Per
quanto
riguarda
posso
dare
una
ferma
assicurazione
.
[21]
Tristano
Bolelli
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