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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
I RADDOPPIAMENTI
Language column
La lingua che parliamo
Author
Tristano Bolelli
Date
1
agosto
1985
more header data
[1]
Gran
dilemma
,
tivù
o
tivvù
[2]
Recente
su
un
quotidiano
,
a
firma
dell’
amico
Luciano
Satta
,
leggo
le
seguenti
parole
:
«
Chi
rettamente
scrivesse
[
…
]
che
ha
ascoltato
il
tiggidue
,
o
peggio
il
tiggitrè
[
…
]
sarebbe
messo
in
uno
zoo
come
esemplare
raro
,
di
cui
i
visitatori
potrebbero
sentire
la
pronuncia
dalla
voce
viva
o
registrata
e
inserita
in
telefoni
a
gettoni
uguali
a
quelli
dei
musei
e
delle
chiese
.
Impera
la
tivù
,
quando
non
è
tivì
,
e
scrivere
tivvù
è
ormai
impresa
clandestina
,
da
carboneria
.
Io
non
mi
ci
impianto
anche
perché
,
normalmente
codardo
,
so
di
avere
proprio
in
fatto
di
tivvù/tivù
un
illustre
e
valente
quanto
amichevole
avversario
,
al
quale
provvisoriamente
mi
inchino
nel
timore
che
egli
abbia
in
serbo
qualche
robusto
motivo
linguistico
contro
tivvù
,
cioè
che
la
sua
propensione
per
la
scempia
non
sia
dettata
solo
dal
gusto
e
dall’
orecchio
»
.
[3]
Lì
per
lì
non
mi
sono
sentito
chiamato
in
causa
ma
la
telefonata
di
un
comune
conoscente
mi
ha
fatto
sapere
che
quell’
amichevole
avversario
ero
io
.
[4]
Mi
sono
perciò
interrogato
:
io
scriverei
tivù
o
tivvù
?
[5]
Non
ho
avuto
esitazioni
:
tivù
:
ma
poiché
il
nostro
mestiere
non
vive
di
sensazioni
,
ho
dovuto
riflettere
per
rendere
ragione
della
scelta
,
non
senza
aver
dato
l’
occhiata
canonica
allo
Zingarelli
che
mi
dà
ragione
scrivendo
tivù
(
mentre
il
famoso
Dizionario
di
ortografia
e
pronunzia
della
Rai
,
come
dice
Satta
,
non
riporta
questa
come
altre
voci
dello
stesso
tipo
)
.
[6]
Ma
l’
autorità
di
un
vocabolario
,
che
pure
non
dà
,
in
alternativa
,
alcuna
tivvù
,
è
soltanto
uno
sprone
a
scoprire
le
ragioni
,
se
ce
ne
sono
,
in
favore
di
tivù
.
[7]
Anche
se
non
esaurisce
la
totalità
dei
casi
il
rafforzamento
della
consonante
è
per
lo
più
sintattico
che
è
,
appunto
(
«
lo
prova
il
ragionamento
stesso
»
,
direbbe
un
personaggio
di
«
Quelli
della
notte
»
)
,
sintattico
.
[8]
Ora
,
io
non
credo
che
tivù
,
che
l’
accozzo
di
due
consonanti
presenti
in
televisione
,
rientri
nel
raddoppiamento
sintattico
.
[9]
È
diverso
,
per
esempio
,
dal
caso
di
dappertutto
,
che
risulta
da
un
da
,
per
,
tutto
.
[10]
Ma
qui
mi
sento
di
dire
dal
cortese
contraddittore
:
e
abbicci
?
[11]
Ebbene
,
abbicci
,
nato
tanto
prima
della
TV
anche
se
da
essa
è
fieramente
minacciato
,
è
consolidato
da
tempo
nella
tradizione
toscana
e
,
per
questo
,
è
sconsigliato
il
pur
esistente
abici
,
così
come
accanto
a
dappertutto
,
è
sconsigliato
il
pur
attestato
dapertutto
.
[12]
Si
vede
già
dove
voglio
parare
;
altro
è
la
grafia
,
altro
è
la
pronuncia
.
[13]
Un
toscano
dirà
sicuramente
tivvù
anche
se
trova
scritto
tivù
,
dirà
sempre
(
e
con
maggiore
legittimità
)
dappertutto
anche
se
troverà
scritto
da
per
tutto
,
dirà
o
leggerà
sempre
accasa
anche
quando
troverà
(
e
sarà
la
totalità
dei
casi
)
a
casa
.
[14]
E
gli
altri
italiani
che
per
alcune
particolarità
non
hanno
accettato
il
toscano
integrale
?
[15]
Diranno
tivù
,
diranno
perfino
dappertutto
e
a
casa
rifiutando
il
raddoppiamento
,
sintattico
o
no
.
[16]
Tivù
si
inserisce
in
uno
di
questi
rifiuti
.
[17]
Del
resto
mutamenti
nelle
consonanti
rafforzate
ne
sono
già
avvenuti
nella
grafia
e
nella
pronuncia
toscana
.
[18]
Basterà
ricordare
quel
Per
me
si
va
nell’
etterno
dolore
che
figurò
nell’
edizione
critica
di
Dante
del
1921
,
continua
nelle
più
recenti
stampe
,
avvalorata
dall’
edizione
di
Giorgio
Petrocchi
,
e
suscitò
tante
polemiche
.
[19]
L’
editore
scriveva
così
perché
corrispondeva
alla
pronuncia
del
fiorentino
antico
di
rafforzare
la
consontante
prima
della
vocale
tonica
.
[20]
Oggi
nessuno
scrive
o
dice
etterno
ma
eterno
.
[21]
Passando
ad
un
altro
argomento
,
è
commovente
vedere
quante
brave
persone
cercando
,
scrivendomi
,
di
migliorare
il
mio
italiano
.
[22]
Commosso
,
ne
sono
grato
non
foss’
altro
perché
tengono
in
allerta
la
mia
scrittura
.
[23]
C’
è
un
egregio
maestro
che
mi
ha
mandato
un
mio
articolo
con
correzioni
rosse
(
per
fortuna
nessuna
blu
)
:
una
si
riferisce
a
succube
che
ho
adoperato
invece
di
succubo
,
un’
altra
a
un
sia
…
che
invece
che
di
sia
…
sia
,
un’
altra
è
un
errore
di
stampa
.
[24]
Cominciamo
da
quest’
ultimo
:
il
mio
corrispondente
,
che
mi
riprende
dicendo
di
considerare
vangelo
la
presente
rubrica
(
è
troppo
,
è
troppo
:
Io
non
Enea
,
io
non
Paulo
sono
)
,
saprà
pure
che
non
sono
io
a
stampare
il
giornale
e
voglio
aggiungere
che
se
anche
lo
stampassi
io
,
farei
sempre
più
errori
del
benemerito
tipografo
,
in
genere
accuratissimo
.
[25]
Quanto
a
succubo
creda
il
lettore
che
è
un
avariante
ampiamente
ammessa
anche
dai
vocabolari
(
si
veda
lo
Zingarelli
,
XI
ediz
.
)
.
[26]
Quando
al
sia
…
che
è
anch’
esso
accettabile
(
si
veda
lo
stesso
Zingarelli
che
dà
come
esempio
sia
io
che
mia
moglie
)
ed
è
usato
da
ottimi
autori
.
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