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Che sarà del preambolista

Language columnLa lingua che parliamo
AuthorTristano Bolelli
Date 1 maggio 1980
NewspaperLa Stampa
Publication placeTorino
Publication countryItalia
Page3
Column1-4


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Con la competenza che tutti gli riconoscono, Ignazio Baldelli su un quotidiano ha recentemente trattato di un neologismo, preambolista, nato per designare quegli uomini politici che hanno sottoscritto un ormai celebre preambolo, approvato a maggioranza in occasione dell'ultimo Congresso della Democrazia Cristiana.
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Chi non ha approvato il preambolo ma solo il resto del documento conclusivo è stato chiamato antipreambolista.
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Il Baldelli ha notato, a ragione, che le due parole in una trasmissione televisiva sono state evitate e sostituite da alcune perifrasi e che preambolista è danneggiato da parole come equilibrista mentre preamboliere avrebbe fatto venire in mente, per esempio, giocoliere.
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Dirò, per inciso, che un mio amico avrebbe voluto chiamare femminiera la femminista combattiva e violenta e in questo caso la parola si sarebbe schierata con bersagliere, artigliere e simili.
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Debbo dire che lasciò cadere la proposta e la parola restò, per così dire, in aria.
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Del resto femminiere, al maschile, esiste già col valore di « donnaiolo » e celebre è il passo dell'Aretino: « Il femminiere, con viso ridente e con volto lascivo disse: 'lo, o giudici, amo le donne' ».
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Ma a proposito di preambolista e di antipreambolista vorrei fare alcune ulteriori osservazioni.
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In generale, le parole col suffisso -ista indicano chi esercita un mestiere o una professione (dentista), chi ha una particolare capacità in un determinato settore (pianista, ciclista, linguista, ecc.), chi appartiene ad un movimento religioso, politico o letterario (calvinista, socialista, verista, ecc.), chi è da ascrivere ad un determinato secolo (trecentista, quattrocentista, ecc.) e, infine, chi prende parte ad un avvenimento come un congresso, un convegno, ecc.
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Quest'ultimo significato comincia credo, con congressista « chi partecipa ad un congresso », di cui il purista Costantino Arlia, alla fine del secolo scorso, diceva: « Assicuro che io non ho finora altrimenti sentito dire, se non Quegli è uno del Congresso... ma Congressista in bocca a' ben parlanti, qui, in Firenze, non l'ho sentito ».
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Cosa direbbe mai oggi considerando che congressista ha dato vita a convegnista « chi partecipa ad un convegno » e, addirittura, a corsista « chi partecipa a un corso », essendosi ormai dimenticato il senso registrato nella prima metà dell'Ottocento di «chi teneva un corso di teologia »: dove si vede che in questo significato si aveva un valore, per così dire, attivo, di « chi tiene un corso » e nel nuovo si sente, invece, il valore passivo, di « chi partecipa ad un corso », non per insegnare, ma per imparare.
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Ciò che, in generale, lega queste parole in -ista è il concetto di uno stato transitorio, non escluso il gruppo di congressista ecc.
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Anche chi cessa di fare il dentista o il pianista o di essere socialista (è capitato) perde una qualità che si supponeva a lui inerente e cessa dall'attività o dalla qualità in questione, per ragioni per così dire, di forza maggiore (età, mutamento di professione), eccezionali (per esempio, una crisi di coscienza) o per la fine dell'avvenimento, del resto prevista (congressista).
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Infatti, chi chiamerebbe alcolista uno che una sera all'anno (mettiamo per la notte di San Silvestro) bevesse una buona quantità di vino?
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Tornando ai preambolisti ed agli antipreambolisti, essi sono legati ad una valutazione politica di un determinato momento o di una particolare contingenza e, se si considerano i precedenti di molti di essi, siamo sicuri che qualche anno fa le posizioni e le parole avrebbero potuto essere completamente rovesciate e domani non sappiamo se i preambolisti e gli antipreambolisti saranno gli stessi.
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Di qui un inquadramento non proprio semplice nei termini della serie in -ista e la difficoltà di accettarli senza batter ciglio, cosa che non avviene per ingressista, letto recentemente ad indicare quella persona che, non potendo permettersi di pagare un posto a teatro, si fornisce solo di un biglietto d'ingresso, che gli consente di assistere in piedi allo spettacolo.
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Proseguendo nella nostra ricerca di parole nuove, ci siamo recentemente imbattuti nell'aggettivo multimediale che si presta ad alcune considerazioni.
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Intanto, esso presuppone l'esistenza dell'inglese (mass) media che significa « mezzi di comunicazione di massa » (giornali, radio, televisione).
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C'è chi usa semplicemente, come in inglese, anche se con diversa pronunzia, media: di qui mediale col significato di « che si riferisce ai mezzi di comunicazione di massa ».
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A molti (e fra questi ci sono anch'io) l’aggettivo ed il sostantivo da cui deriva non piacciono; ma è nostro compito analizzare, studiare e prospettare nei loro veri termini le questioni che si riferiscono alle parole nuove lasciando ai singoli utenti della lingua ogni decisione.
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Mass media ha dato addirittura origine a mass appeal che in italiano vorrebbe dire « richiamo per le masse » come sex appeal significa « richiamo sessuale ».
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Eppure, sono sicuro che molti diranno che sex appeal ha un significato più sottile che non « richiamo sessuale ».
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Proprio non c'è altro da dire se non che i termini esotici si presentano spesso ammantati di un incanto che la traduzione, a quanto pare, non ha.
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Altra voce che ho visto di recente più volte usata è metalmezzadro col significato di operaio metallurgico che nel tempo libero lavora i campi ». Il modello è, ovviamente, metallurgico, incrociato con mezzadro. Ma, ancora più recentemente, è stato usato petrolmusulmano come aggettivo in casi come pianeta petrolmusulmano ad indicare i paesi arabi produttori di petrolio. Qui è palese, come precedente, il sostantivo petroldollari, sempre usato al plurale a designare i dollari fatti con la vendita del petrolio. Anche la lingua risente di ricchezze di nuova formazione.
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Tristano Bolelli

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