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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Espressioni dialettali
Language column
Noterelle di lingua
Author
Euclide Carlo Milano
Date
27
marzo
1953
more header data
[1]
Che
cosa
dice
un
popolano
piemontese
vedendo
passare
per
la
strada
uno
spilungone
duro
,
rigido
,
impettito
come
un
granatiere
sull'
attenti
?
[2]
Dice
«
L'
ha
travondù
'
l
mani
d'
l
a
ramassa
»
(
Ha
inghiottito
il
manico
della
scopa
)
.
[3]
È
questo
uno
dei
tanti
motti
pieni
di
brio
e
di
vivacità
che
fan
parte
del
patrimonio
linguistico
subalpino
,
insieme
con
quelle
parole
molto
espressive
cui
accennavo
in
altra
nota
.
[4]
Riflettono
alcuni
di
essi
remote
usanze
interessanti
gli
studiosi
del
folclore
;
rispecchiano
gli
altri
l'
umorismo
bonario
,
pacato
,
sereno
,
ma
non
per
questo
privo
di
arguzia
,
di
un
popolo
dalla
tempra
forte
e
generosa
.
[5]
Uno
dei
più
curiosi
è
questo
:
«
f
é
canté
Martina
»
.
[6]
Far
cantare
Martina
vuol
dire
far
rimanere
alcuno
fuori
di
casa
,
all'
aperto
,
nel
freddo
,
tenendogli
sbarrata
in
faccia
la
porta
.
[7]
E
risale
ad
un
costume
d'
altri
tempi
,
quando
,
d'
inverno
,
tra
le
nevi
incombenti
,
un'
allegra
brigata
di
giovani
andava
a
chiedere
d'
essere
ospitata
in
una
casa
(
più
spesso
un
tepido
presepe
,
cioè
stalla
)
dove
erano
delle
ragazze
.
[8]
Queste
,
barricate
dentro
,
sentivano
un
coro
che
dal
di
fuori
cantava
chiamando
Martina
—
nome
generico
indicante
la
padrona
—
esse
rispondevano
,
pure
cantando
,
con
un
rifiuto
;
quelli
insistevano
,
e
si
svolgeva
così
un
lungo
dialogo
—
un
contrasto
in
versi
—
finché
la
porta
veniva
aperta
e
i
giocondi
e
canori
garzoni
vi
irrompevano
felici
.
[9]
Andar
per
la
campagna
tra
i
ghiacci
e
le
nevi
invernali
da
noi
è
«
andé
per
grive
»
o
«
piè
le
grive
»
.
[10]
Questi
sono
i
tordi
,
ai
quali
si
dà
la
caccia
appunto
nella
stagione
più
fredda
.
[11]
Chi
si
dà
delle
arie
,
gonfio
di
sè
e
vanitoso
,
«
a
'
s
da
'
dcròvata
»
.
L'
origine
della
voce
cravatta
risale
,
com
'
è
noto
,
ai
Croati
,
e
fu
prima
importata
in
Francia
—
circa
l'
anno
1636
—
da
soldati
di
Croazia
:
ma
l'
espressione
nostra
deriva
,
mi
sembra
,
dal
fatto
che
il
popolino
non
usa
questo
ornamento
,
portato
invece
dalle
classi
più
elevate
così
da
parere
un
segno
e
quasi
un
simbolo
di
orgoglio
e
vanità
.
Si
può
accostare
a
questa
l'
espressione
«
fé
l'
erlò
»
,
che
significa
imbaldanzi
re
,
inorgoglire
:
l'
er
l
o
è
lo
smergo
,
una
specie
di
anatra
selvatica
,
con
piume
disposte
a
ciuffo
sul
capo
,
il
cui
atteggiamento
suggerì
l'
immagine
singolare
.
[12]
Quando
un
ragazzotto
,
o
più
ancora
una
donzelletta
,
si
mostra
esuberante
di
vita
,
in
preda
a
indomabile
irrequietezza
,
a
desideri
vaghi
,
a
sogni
dorati
che
si
perdono
nel
mondo
dell'
irreale
,
questo
stato
d'
animo
è
—
come
bene
ha
detto
Nino
Costa—
«
né
spirit
follett
-
pi
f
in
che
'
na
lama
-
pi
viv
che
'
na
fiama
-
ch'
as
ci
ama
gi
gett
»
.
Av
ei
l’
giget
t
è
consimile
all'
avere
addosso
l'
argento
vivo
,
e
le
signorinelle
che
ne
sono
invase
si
definiscono
anche
sbrincètte
,
perchè
pare
che
spruzzino
intorno
la
loro
vitalità
.
[13]
Non
c'
è
qui
spazio
per
illustrare
e
commentare
tante
altre
curiose
espressioni
,
come
fé
la
nona
,
esse
al
casùi
,
esse
spera
,
fé
la
triaca
,
avèi
la
flirta
,
ecc
.
ecc
.
:
mi
limiterò
a
segnalarne
che
riguardano
l'
idillio
d'
amore
fatalmente
avviato
all'
imeneo
.
[14]
Fare
una
corte
spietata
,
da
innamorato
marcio
,
ad
una
ragazza
,
a
«
fé
l’
aso
»
(
fare
l'
asino
)
,
perché
il
buon
ciuco
,
nel
mese
di
maggio
,
è
verso
la
femmina
d'
una
tenerezza
indicibile
,
tutto
moine
e
vezzi
e
sospiri
commoventi
.
[15]
Chi
accompagna
uno
spasimante
ai
convegni
con
la
sua
bella
«
a
fa
c
i
a
ir
»
;
l'
espressione
deriva
dall'
antico
costume
dei
paraninfi
di
accompagnare
lo
sposo
a
casa
della
promessa
portando
fiaccole
accese
.
[16]
E
il
metter
su
casa
a
poco
a
poco
per
ricevervi
la
futura
consorte
è
«
pòrté
le
busche
»
(
portar
le
pagliuzze
)
,
espressione
allegorica
piena
di
poesia
.
[17]
Il
prossimo
marito
vi
è
comparato
all'
uccellino
che
raccoglie
festuche
,
fili
di
paglia
,
a
comporre
amorosamente
il
nido
:
il
suo
giocondo
affaccendarsi
intorno
a
così
piacevole
apparato
non
poteva
essere
espresso
con
un'
immagine
più
gentile
.
[18]
e
.
c
.
m
.
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