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Intercalari

Language columnNoterelle di lingua
AuthorEuclide Carlo Milano
Date 25 novembre 1949
NewspaperNuova Stampa Sera
Publication placeTorino
Publication countryItalia
Page3
Column1-4


[1]
Molti sono coloro che parlando non sanno vincere l'abitudine malamente contratta di ripetere continuamente una parola o frase che essi gettano in mezzo al discorso senza più accorgersene, a dritto ed a rovescio.
[2]
C'è, per esempio, chi alla fine d'ogni periodo o proposizione esclama «Non é vero?» ridotto anche ad un semplice Vero? dal quale non si libera e non ti libera più: una vera ossessione.
[3]
È l'intercalare più comune: in un discorso d'un'ora, pronunciato da un oratore che ne faccia uso costante, lo sentirai echeggiare, o affiorare in sordina, almeno un centinaio di volte.
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Ma ce ne sono anche tanti altri.
[5]
Molti insegnanti, e di riflesso i loro scolari, non fanno che ripetere Abbiamo.
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Si parla dei maggiori centri di produzione della Terra?
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«Abbiamo il petrolio nel Caucaso, negli Stati Uniti, nel Venezuela, abbiamo molto argento nel Messico, abbiamo diamanti e oro nell'Africa australe»...
[8]
Oh fosse vero che queste ricchezze noi Italiani le avessimo davvero!
[9]
L'esercizio dell'insegnamento genera anche gl'intercalari Dunque (detto magari per cominciare, anziché per concludere una lezione), Stia attento, Mi segue?, Mi spiego?, Capito?, Capito bene?, trasportati poi dalla scuola nella vita a far compagnia a tanti altri, come Lo sa, Lo comprende, Senz'altro, Niente di meno, E via dicendo.
[10]
C'è chi conclude sempre con un Insomma che non conclude nulla: altri gli preferisce un Ebbene o un Ecco che atto a destare invano curiosità ed apprensione.
[11]
Grazioso, ma superfluo, il vezzo di premettere ad ogni proprio intervento in una conversazione questo esordio: Io dico una cosa
[12]
Altri intermette di continuo un Non so se mi spiego oppure un Non so se rendo l'idea.
[13]
Chi butta fuori ad ogni istante un insulso Ad ogni modo noia veramente, come chi sproposita con troppi A proposito.
[14]
Quell'illustre oratore forense scende e martella tanti Evidentemente che finisce con lo stancare evidentemente i suoi ascoltatori: gli sta bene accanto quell'altro dalla cui bocca fluisce troppo spesso l'avverbio Logicamente, o il suo sinonimo Naturalmente.
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Questi ti stordisce con un insistente Perbacco, o con uno squillante Perdinci, quella con un Caspita che dalla sua boccuccia vien fuori ogni volta che comincia a parlare.
[16]
È però sempre meglio dei vari Porcaloca, Porcamiseria, Porcamastella, Porcamattinabonora che i chiacchieroni insopportabili sputano «ad ogni piè sospinto», dandoti una noia mortale.
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Ma forse il peggiore fra tutti, solo comparabile all' È vero? di cui sopra, del quale è più insulso, e l'intercalare No? che si sente specialmonmente nei paesi ond'è ricinto l'Adriatico settentrionale, dove suonano pure l'Ostregu e il Figurarse, ed altri intercalari non privi d'una loro grazia speciale.
[18]
Quel No? è talvolta, l'appendice inesorabile d'ogni frase, anche quando dovrebbe essere un .
[19]
Una signora affetta da questo malanno al esprime così: «Mio marito, no? è un gran brav'uomo, no? ma ha un brutto vizio, no? quello di fumar troppo, no? E così sta male, no? ed è magro come un chiodo, no? Il medico dice, no? che non deve più fumare, no? ma lui fuma lo stesso, no?...».
[20]
Ah no!
[21]
L'intercalare qualsiasi intercalare, va proprio no!
[22]
e. c. m.

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