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Molti sono coloro che parlando non sanno vincere l'abitudine malamente contratta di ripetere continuamente una parola o frase che essi gettano in mezzo al discorso senza più accorgersene, a dritto ed a rovescio. C'è, per esempio, chi alla fine d'ogni periodo o proposizione esclama «Non é vero?» ridotto anche ad un semplice Vero? dal quale non si libera e non ti libera più: una vera ossessione. È l'intercalare più comune: in un discorso d'un'ora, pronunciato da un oratore che ne faccia uso costante, lo sentirai echeggiare, o affiorare in sordina, almeno un centinaio di volte.
Ma ce ne sono anche tanti altri. Molti insegnanti, e di riflesso i loro scolari, non fanno che ripetere Abbiamo. Si parla dei maggiori centri di produzione della Terra? «Abbiamo il petrolio nel Caucaso, negli Stati Uniti, nel Venezuela, abbiamo molto argento nel Messico, abbiamo diamanti e oro nell'Africa australe»...Oh fosse vero che queste ricchezze noi Italiani le avessimo davvero!
L'esercizio dell'insegnamento genera anche gl'intercalari Dunque (detto magari per cominciare, anziché per concludere una lezione), Stia attento, Mi segue?, Mi spiego?, Capito?, Capito bene?, trasportati poi dalla scuola nella vita a far compagnia a tanti altri, come Lo sa, Lo comprende, Senz'altro, Niente di meno, E via dicendo. C'è chi conclude sempre con un Insomma che non conclude nulla: altri gli preferisce un Ebbene o un Ecco che atto a destare invano curiosità ed apprensione. Grazioso, ma superfluo, il vezzo di premettere ad ogni proprio intervento in una conversazione questo esordio: Io dico una cosa… Altri intermette di continuo un Non so se mi spiego oppure un Non so se rendo l'idea. Chi butta fuori ad ogni istante un insulso Ad ogni modo dà noia veramente, come chi sproposita con troppi A proposito. Quell'illustre oratore forense scende e martella tanti Evidentemente che finisce con lo stancare evidentemente i suoi ascoltatori: gli sta bene accanto quell'altro dalla cui bocca fluisce troppo spesso l'avverbio Logicamente, o il suo sinonimo Naturalmente. Questi ti stordisce con un insistente Perbacco, o con uno squillante Perdinci, quella con un Caspita che dalla sua boccuccia vien fuori ogni volta che comincia a parlare. È però sempre meglio dei vari Porcaloca, Porcamiseria, Porcamastella, Porcamattinabonora che i chiacchieroni insopportabili sputano «ad ogni piè sospinto», dandoti una noia mortale.
Ma forse il peggiore fra tutti, solo comparabile all' È vero? di cui sopra, del quale è più insulso, e l'intercalare No? che si sente specialmonmente nei paesi ond'è ricinto l'Adriatico settentrionale, là dove suonano pure l'Ostregu e il Figurarse, ed altri intercalari non privi d'una loro grazia speciale. Quel No? è talvolta, l'appendice inesorabile d'ogni frase, anche quando dovrebbe essere un Sì. Una signora affetta da questo malanno al esprime così: «Mio marito, no? è un gran brav'uomo, no? ma ha un brutto vizio, no? quello di fumar troppo, no? E così sta male, no? ed è magro come un chiodo, no? Il medico dice, no? che non deve più fumare, no? ma lui fuma lo stesso, no?...».
Ah no! L'intercalare qualsiasi intercalare, va proprio no!
e. c. m.
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