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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
La lettera “h”
Language column
Noterelle di lingua
Author
Euclide Carlo Milano
Date
25
gennaio
1952
more header data
[1]
Quando
d'
una
persona
o
cosa
vogliamo
dire
che
non
val
nulla
,
che
non
sa
nulla
,
che
la
stimiamo
meno
che
nulla
,
noi
diciamo
che
vale
un'
acc
a
,
che
non
sa
un'
acca
,
che
l'
abbiamo
per
meno
d'
un'
acca
.
[2]
Gli
è
che
fra
tutte
le
lettere
dell'
alfabeto
questa
è
la
meno
importante
,
perché
non
ha
il
suono
aspirato
che
possiede
in
altre
lingue
e
che
un
tempo
le
si
dava
anche
tra
noi
,
quando
,
nel
Cinquecento
,
si
scriveva
dai
Toscani
amicho
,
la
chorteccia
,
pocho
,
la
cholonna
per
indicare
la
loro
c
aspirata
intervocalica
.
[3]
Perduto
,
dunque
,
questo
suono
aspirato
,
la
h
è
una
lettera
muta
,
che
non
rappresenta
di
per
sé
alcun
suono
e
si
usa
in
pochissimi
casi
,
nei
quali
si
potrebbe
sostituire
o
escludere
senz'
altro
.
[4]
Il
suo
ufficio
più
importante
è
quello
di
distinguere
il
suono
gutturale
della
c
e
della
g
davanti
alla
e
ed
alla
i
perché
suonino
come
davanti
alle
vocali
a
,
o
,
u
ad
esempio
in
cheto
,
chino
,
gherone
,
ghiaia
:
ma
s'
è
già
visto
come
,
invece
di
che
e
chi
,
al
potrebbe
semplicemente
scrivere
ke
,
ki
,
rimettendo
nell'
uso
quel
k
che
appare
nei
testi
italiani
antichi
(
keto
,
kino
)
,
e
invece
di
ghe
e
ghi
,
si
potrebbe
semplicemente
scrivere
ge
e
gi
lasciando
alla
g
il
suono
gutturale
che
ha
dinanzi
alle
altre
vocali
(
ga
,
go
,
gu
)
—
quindi
gerone
=
gherone
,
e
gi
a
ia
=
ghi
a
ia
—
e
per
quello
dolce
o
palatale
adottando
un
altro
segno
,
quale
l'
j
(
i
lungo
)
,
proposto
dalla
Società
Ortografica
Italiana
:
jelo
=
gelo
,
jada
=
giada
.
[5]
Nelle
forme
verbali
ho
,
ha
,
hai
,
hanno
il
segno
h
iniziale
è
messo
soltanto
per
evitare
la
confusione
di
queste
forme
con
la
congiunzione
disgiuntiva
o
,
con
le
preposizioni
a
,
ai
,
e
col
nome
anno
:
ma
già
si
usa
da
molti
sostituire
al
segno
h
l'
accento
grave
,
scrivendo
ò
,
à
,
à
i
,
à
nno
.
[6]
Restano
le
interiezioni
,
come
oh
!
ha
!
hai
!
h
a
imè
!
eh
!
uh
!
,
dove
il
segno
di
cui
discorriamo
serve
unicamente
a
indicare
il
tono
particolare
della
espressione
,
insieme
con
quel
povero
punto
esclamativo
al
quale
si
vuol
dare
l'
ostracismo
senza
ragione
.
[7]
Noi
non
crediamo
di
doverlo
dare
nemmeno
al
segno
dell'
h
,
l'
ostracismo
!
[8]
È
vero
,
è
una
lettera
muta
,
scialba
,
priva
di
vita
propria
,
ma
pur
merita
riguardo
,
almeno
per
il
fatto
della
sua
veneranda
età
e
della
sua
larga
diffusione
,
essendo
già
esistita
nella
lingua
latina
e
greca
ed
esistendo
oggi
presso
tante
lingue
moderne
.
[9]
E
poi
c'
è
gente
che
le
accorda
simpatia
perché
sembra
che
una
h
bellamente
insinuata
in
una
parola
le
dia
un
non
so
che
di
esotico
,
e
quindi
una
maggiore
dignità
.
[10]
Il
bel
nome
Teresa
a
qualche
persona
affetta
da
esterofila
sembra
più
bello
se
scritto
,
alla
tedesca
o
all'
inglese
,
Theresa
.
[11]
Il
cognome
T
esauro
,
forma
latineggiante
di
Tesoro
,
cui
diede
lustro
uno
studioso
del
diritto
vissuto
alla
Corte
di
Emanuele
Filiberto
di
Savoia
,
è
un
bel
cognome
,
ma
c'
è
chi
crede
di
farlo
ancora
più
insigne
presentandolo
nella
forma
,
latineggiante
appieno
,
di
Thesauro
.
[12]
E
c'
è
un
nome
di
luogo
che
si
fregia
dell'
h
:
esso
è
Thiene
,
importante
cittadina
industriale
nel
territorio
di
Vicenza
.
[13]
«
Ma
sapete
voi
—
così
vi
dicono
nella
regione
—
perché
porta
quell'
acca
?
Oh
bella
perché
la
porta
Schio
(
un
altro
noto
e
fiorente
centro
industriale
distante
pochi
chilometri
)
:
e
Thiene
non
vuol
essere
da
meno
!
»
.
[14]
Gustosa
satira
del
campanilismo
persistente
nel
Bel
Paese
,
e
ad
un
tempo
chiara
dimostrazione
che
il
segno
della
h
,
anch'
esso
persistente
nella
nostra
lingua
,
val
proprio
un'
acca
.
[15]
e
.
c
.
m
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