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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
IN PUNTA di forchetta
Language column
Noterelle di lingua
Author
Euclide Carlo Milano
Date
17
agosto
1950
more header data
[1]
Parrebbe
impossibile
,
eppure
s'
incontrano
ancora
,
specialmente
nei
ritrovi
di
media
cultura
,
tra
persone
che
ostentano
spiritualità
,
quei
singolari
amenissimi
saccenti
che
,
per
abbagliare
altrui
,
ingemmano
i
loro
discorsi
di
parole
scelte
,
rare
e
ai
più
sconosciute
.
[2]
E
qualche
scrittore
di
media
statura
fa
altrettanto
.
[3]
Sono
i
relitti
di
una
tendenza
,
in
altri
tempi
ben
più
diffusa
,
che
Edmondo
De
Amicis
satireggiava
,
nel
suo
Idioma
gentile
,
col
bozzetto
II
pescatore
di
perle
.
[4]
Questo
bel
tipo
sussiste
tuttora
.
[5]
Intendiamoci
.
[6]
Quando
lo
spirito
si
esalta
nella
contemplazione
di
cose
sublimi
ed
è
in
preda
a
quella
che
alcuno
ha
chiamato
«
accensione
lirica
»
,
l'
usar
parole
che
non
sono
dell'
uso
comune
vien
naturale
.
[7]
È
il
linguaggio
della
poesia
,
per
il
quale
si
riesumano
gli
arcaismi
e
i
latinismi
,
come
per
certe
feste
solenni
si
traggono
dai
cofani
e
dagli
armadi
odorosi
di
spigo
i
vestiti
ricamati
,
i
pizzi
e
le
parrucche
vecchie
di
secoli
.
[8]
Quando
il
tono
di
un
componimento
s'
estolle
a
quel
modo
,
non
c'
è
nulla
a
ridire
;
allora
si
può
ben
chiamare
diro
,
anziché
crudele
,
Annibale
minacciante
gl'
ltali
penati
,
o
buccina
la
tromba
tortile
chiamante
a
raccolta
,
e
autoctona
virago
la
ninfa
Camesena
congiuntasi
con
Giano
eterno
a
procreare
l'
itala
gente
.
[9]
Allora
l'
afflato
religioso
può
bene
indurre
il
cantore
della
Pentecoste
a
parlare
di
inconsunta
fiaccola
di
molteplice
voce
dello
Spiro
,
di
pondo
ascoso
,
di
no
va
franchigia
,
di
mite
lume
dator
di
vite
e
infaticato
altor
.
[10]
Ma
quando
ai
discorre
di
cose
semplici
ed
umili
,
di
fatti
della
vita
d'
ogni
giorno
o
il
linguaggio
è
quello
ordinario
,
corrente
,
comune
a
tutti
,
l'
introdurvi
qualche
termine
inconsueto
è
come
sfoggiare
una
cravatta
di
seta
dai
colori
fiammanti
sul
vestito
da
lavoro
,
è
come
intarsiare
una
perla
in
un
pungolo
per
buoi
.
[11]
Il
signorino
che
in
un'
accolta
di
persone
cosiddette
distinte
va
narrando
di
essere
andato
appo
le
siepi
in
cerca
d'
insetti
e
alla
caccia
di
farfalle
per
una
sua
collezione
del
genere
,
e
di
aver
eziandio
raccolto
molti
bei
fiori
per
il
suo
erbario
,
suscita
giustamente
sorrisi
di
commiserazione
.
[12]
Chi
,
per
dire
che
v'
è
necessità
,
bisogno
,
mancanza
,
penuria
d'
una
certa
cosa
,
ricorre
al
termine
carenza
,
dimostra
d'
aver
anche
lui
una
grave
carenza
nel
cervello
.
[13]
Si
può
dire
altrettanto
di
chi
butta
fuori
un
algido
invece
che
ghiacciato
,
iemale
invece
che
invernale
,
depauperare
per
impoverire
,
putrescere
per
imputridire
,
paventare
per
temere
,
appropinquare
per
avvicinare
,
speme
anziché
speranza
,
festuca
anziché
fuscello
.
[14]
L'
uomo
di
legge
ama
spesso
cerziorarsi
dei
particolari
d'
un
fatto
,
trova
qualche
macula
sul
foglio
criminale
d'
un
giudicando
,
ritiene
contennendo
un
certo
argomento
.
[15]
Il
notaio
usa
rancidi
vocaboli
come
prefato
,
mentovato
,
tabellionato
,
cognito
,
fidefaci
ente
.
[16]
Un
critico
letterario
ci
ha
parlato
pochi
giorni
fa
di
un
poeta
che
in
una
sua
tragedia
ha
accolto
«
la
forma
tradita
dalla
leggenda
»
:
non
tradito
,
badate
bene
,
ma
tr
à
dita
,
che
vuol
poi
dire
tramandata
.
[17]
E
più
d'
un
tecnico
d'
agraria
non
dice
alberi
ma
essenze
,
non
dice
podere
ma
predio
,
non
fungo
mangereccio
ma
fungo
edule
,
non
pendenza
ma
acclività
,
non
terreno
assorbente
ma
terreno
bibace
.
[18]
Questo
è
parlare
in
punta
di
forchetta
.
[19]
Ci
fa
ricordare
quanto
,
in
un
suo
volumetto
intitolato
Il
bello
scrivere
,
che
fu
stampato
circa
un
secolo
fa
,
precisamente
nel
1854
,
Paolo
Costa
,
a
chi
credeva
allora
essere
ben
diversa
dalla
lingua
parlata
la
lingua
scritta
cosi
predicava
:
«
Non
dirai
ciò
che
loro
piacesse
,
ma
ciò
che
loro
v
enisse
in
grado
»
.
[20]
«
Non
dirai
era
solito
andare
in
chiesa
,
ma
a
chiesa
non
usava
giammai
»
«
Non
è
lecito
dire
gli
parve
cosa
cattiva
,
espressione
troppo
comune
fatta
vile
dall'
uso
plebeo
,
bensì
seppegli
reo
»
.
[21]
Un
secolo
dopo
c'
è
ancora
chi
sragiona
e
folleggia
allo
stesso
modo
.
[22]
e
.
c
.
m
.
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