Powered by <TEI:TOK>Maarten Janssen, 2014-
Se il nome colpo derivi veramente da un latino cólaphus, analogo al greco kòtafos che significava percossa, schiaffo, guanciata, o abbia altra origine, lasciamo decidere agli etimologi. Quello che a noi interessa qui rilevare è che tale parola ha una diffusione grandissima, fino ad essere usata anche inopportunamente.
Colpo vuol dunque dire soprattutto percossa. Nel suo ottimo dizionario Il Palazzi ne dà 43 sinonimi (e non li dà, tutti), tra i quali vedi botta, bastonata, buffetto, ceffone, manrovescio, nerbata, pedata, sparo, testata, zampata: tutti termini ai quali è annesso un concetto di movimento e di urto. Dal bastone o clava dell'uomo primitivo a tutte le altre armi contundenti, da taglio e da fuoco, son prodotti colpi atti al micidiale costume della guerra, di fronte al quali stanno i colpi di martello, di scalpello, di stantuffo, di maglio, e d’ogni altro strumento del pacifico lavoro.
Nel linguaggio militare si parla dei colpi di mano (espressione poco felice), che sono assalti fatti di sorpresa, o dei colpi d'ariete che sfondano in qualche tratto le linee nemiche; nel linguaggio marinaresco una forte ondata è un colpo di mare, e un improvviso violento e fugace soffio d’aria è un colpo di vento. Né occorre essere in mare per subire talvolta un colpo d’aria nocivo alla salute. Più nocivo ancora, nonostante la forma carezzevole ed allettante, è il colpo di grazia, che ti spedisce definitivamente all'altro mondo.
Tutto ciò che avviene subitamente, inclusavi l’idea d’una percossa, d’uno schianto, d’un moto improvviso, può essere indicato con una frase contenente il nome di cui discorriamo. Ecco il colpo d'accidente o apoplettico, che ti spedisce nell’al di là senza tante cerimonie; ecco il colpo di scena, nel quale era maestro l’Alfieri, che ti sorprende con un subitaneo apparire o sparire di alcuno, di grande effetto drammatico; ecco il colpo di spugna che cancella senz’altro crediti e debiti; ecco il colpo di stato, divenuto ormai un fenomeno politico frequente e quasi abituale, a tutti notissimo. Sotto l'aspetto linguistico è una frase impura, un gallicismo; ma — dice bene il Migliorini — chi potrebbe ancora respingerlo? Se accettiamo con tanta rassegnazione il fatto possiamo anche accettare i termini atti a designarlo.
Ma, lasciando stare tante altre espressioni ove questa parola ricorre, ci sono ancora dei modi di dire che gli amanti della buona lingua non possono accettare. So non è felice il colpo di mano, lo è meno ancora il colpo di testa per indicare un atto impulsivo, dovuto a capriccio, ad ostinazione, a testardaggine. Infatti l’idea dell’urto, della percossa non vi affiora. I colpi di testa ci sono soltanto, quelli si, ...nel gioco del calcio. Ridicola, perché vaga e ad un tempo eccessiva, è l'espressione a colpo sicuro per dire con certezza di buon esito, sicuramente. Il colpo d’occhio invece di vista, occhiata, attimo, istante, lasciamolo a coloro che parlano a vanvera, così come il colpo di fulmine, specie se detto per significare un innamoramento subitaneo, una cotta presa... di colpo.
Ma il modo di dire più detestabile, più irritante è quello del colpo di telefono, anche se lo usino moltissimi. Secondo il Jacono esso ha un che di violento e insieme di pacchiano; il Monelli dice che è veramente pesante e inutile; noi lo giudichiamo semplicemente un modo di dire assurdo e insulso. Chi può sostenere che ci sia, anche lontanamente, l’idea di una percossa, d’una scossa, d’un urto in una chiamata al telefono, o telefonata, o telefonatina? Per conto mio, quando alcuno mi dice: «Dammi (o «Mi dia») un colpo di telefono», ne ricevo... tale un colpo al sistema nervoso da sentirmene tutto rimescolare. In quel momento a così cattivo parlatore darei, sì, un colpo: ma non di telefono!
e. c. m.
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