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I Santi e la lingua

Language columnNoterelle di lingua
AuthorEuclide Carlo Milano
Date 8 maggio 1953
NewspaperNuova Stampa Sera
Publication placeTorino
Publication countryItalia
Page3
Column2-6


[1]
Ma che c'entra, la lingua, coi Santi?
[2]
C'entra, qualche volta, in modo ben curioso.
[3]
Duolmi di dover costringere in breve nota una lunga dissertazione, che sarebbe certamente piacevole, ma anche cosi ridotta non dubito che divertirà.
[4]
È ben noto che l'unico Dio dei Cristiani ha intorno a una numerosa coorte di coadiutori ciascuno dei quali intende ad un compito particolare verso le cose e gli uomini della Terra, proteggendo questa o quella località, combattendo l'una o l'altra infermità debolezza o inferiorità, assistendo le varie categorie di persone che attendono alle diverse professioni, mestieri, arti, uffici del consorzio civile.
[5]
Qui vogliamo considerare per l'appunto i Santi patroni delle molteplici attività e condizioni umane.
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Quando una di queste attività fu esercitata da uno dei celesti archimandriti, la designazione del relativo patrono è fatta senz'altro.
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San Giuseppe, che fu già falegname ed ebbe nella sua bottega Gesù giovinetto, è naturalmente il patrono dei falegnami.
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I Ss.
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Crispino e Crispiniano, calzolai romani martirizzati nel 287, sono logicamente i patroni di chi fa e vende scarpe al prossimo suo.
[10]
Eran valorosi medici i Ss.
[11]
Cosma e Damiano, morti, pur essi martiri, nel 286: è giusto che i patroni di chi cura i malati non siano altro che loro.
[12]
Per gli avvocati c'è Sant'Ivo, morto nel 1301, del quale una sequenza diceva che era stato advocatus, sed non latro, res miranda populo; per i musicisti Santa Cecilia, per i commedianti San Genesio, ecc.
[13]
Fin qui, tutto bene.
[14]
Ma se una certa professione o mestiere o scienza od arte non è ancora rappresentata in Cielo da un suo cultore, come ci si rimedia?
[15]
Qui cominciamo ad imbatterci in attribuzioni, per lo meno, curiose.
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Chi faremo patrono dei conciatori di pelli, visto che nessuno di loro fino ad ora è stato canonizzato?
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Eccolo: San Bartolomeo.
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E perché?
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Perché il virtuoso Apostolo fu dagli idolatri... pelato vivo!
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Con criterio analogo, che parrebbe pur esso discutibile, poiché Santo Stefano fu ucciso a colpi di pietre, l'hanno assunto a loro protettore... i frombolieri, gli scalpellini, i selciatori; poiché San Sebastiano fu martirizzato a colpi di frecce, lo fecero loro patrono... gli arcieri; e poiché San Lorenzo fu arrostito vivo su una graticola, lo invocano come celeste tutore, specie quando lavorano attorno ai fornelli,... i cuochi e i rosticcieri.
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Ed eccoci alla lingua.
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Allorché una certa categoria di persone non ha trovato per altre vie il Santo o la Santa cui chiedere protezione o aiuto, s'è attaccata semplicemente al loro stesso nome, scorgendo in esso qualche cosa di affine alla sua condizione.
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C'è, per es., un San Bovo, soldato e pellegrino morto a Voghera nel 986: chi più di lui indicato a proteggere bovi e bovari?
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Il nome Ippolito viene da ippos che vuol dire cavallo: ecco trovato il Santo protettore di cavalli e cavalieri.
[25]
Nei casi più dolorosi, nelle aventure maggiori, chi più adatto a dare aiuto di Sa. ta Casilda e di San Casimiro?
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I domatori di belve han trovato anch'essi il loro tutore, che li aiuta ad ammansirle, in...
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San Amabile.
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Per le bestie cornute e i loro custodi (ed anche per gli uomini che tali sono metaforicamente) c'è...
[29]
San Cornelio.
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S'intende che queste attribuzioni non hanno alcun carattere ufficiale: sono d'iniziativa dell'umile volgo, e non è detto che non c'entri anche un'intenzione canzonatoria.
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Vi par detto sul serio che le guardie di polizia hanno a loro patrono San Severo?
[32]
E gli zoppi San Claudio perché l'aggettivo latino claudus significa appunto zoppo!
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E i bevitori Santa Bibiana perché nel nome stesso c'entra il bibi!
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Perfino i calvi hanno chi difende dai malanni il loro cranio pelato: è Santa Pelagia.
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C’entra, o no, la lingua?
[36]
C'entra.
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Ma, ad un tempo, ne scappa il buon senso.
[38]
e. c. m.

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